<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Il giornale dell'osteopatia &#187; osteopatia craniosacrale</title>
	<atom:link href="http://www.giornaleosteopatia.it/tag/osteopatia-craniosacrale/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.giornaleosteopatia.it</link>
	<description>Il primo giornale online di osteopatia in Italia</description>
	<lastBuildDate>Sat, 22 May 2010 09:28:44 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.2.1</generator>
		<item>
		<title>Riflessioni di Rollin Becker</title>
		<link>http://www.giornaleosteopatia.it/2008/07/riflessioni-di-rollin-becker/</link>
		<comments>http://www.giornaleosteopatia.it/2008/07/riflessioni-di-rollin-becker/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 20 Jul 2008 10:10:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[articoli divulgativi]]></category>
		<category><![CDATA[osteopatia craniosacrale]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.giornaleosteopatia.it/word/?p=126</guid>
		<description><![CDATA[Riflessioni di Rollin Becker (anno 1978 e seg.) Le Tecniche osteopatiche di Equilibrio e di Scambio Reciproco si basano&#160; sull&#8217;utilizzazione diretta delle risorse fisiologiche del corpo del paziente, attraverso la presa di coscienza dell&#39;osteopata e le sue capacit&#224; di palpazione. &#160;Esse richiedono al praticante una&#160; base filosofica e metodologica e una conoscenza completa dei meccanismi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Riflessioni di Rollin Becker (anno 1978 e seg.)</p>
<p>Le Tecniche osteopatiche di Equilibrio e di Scambio Reciproco si basano&nbsp; sull&rsquo;utilizzazione diretta delle risorse fisiologiche del corpo del paziente, attraverso la presa di coscienza dell&#39;osteopata e le sue capacit&agrave; di palpazione. &nbsp;<br />Esse richiedono al praticante una&nbsp; base filosofica e metodologica e una conoscenza completa dei meccanismi anatomo-fisiologici. &nbsp;</p>
<p><span id="more-126"></span><br />
Tali tecniche tendono a valutare e poi a ristabilire lo stato di salute del paziente (salute:&nbsp; capacit&agrave; di funzionamento armonioso in&nbsp; tutti i sistemi del corpo), oltre a diagnosticare ed a trattare&nbsp; traumi e disfunzioni (traumi e disfunzioni: ridotte capacit&agrave; di&nbsp; funzionamento&nbsp; in un determinato sistema ). &nbsp;<br /> Fondamentalmente, il&nbsp; medico studia l&#39;anatomia, la fisiologia, la patologia e le scienze assimilate per poter valutare clinicamente lo stato di salute e per essere in grado di fare qualcosa per il suo paziente, sia diagnosticando traumi e malattie, sia trattandole attraverso la medicina, la chirurgia o gli altri strumenti del suo armamentario terapeutico.<br /> Le Tecniche di Equilibrio e di Scambio reciproco esigono dall&#39;osteopata di riuscire ad affondare ancora pi&ugrave; profondamente nella comprensione fisiologica del corpo del suo paziente;&nbsp; qui egli lavorer&agrave; tramite e con l&#39;intermediazione dei meccanismi anatomo- fisiologici del corpo esaminato e della &quot;forza&quot; che li anima:&nbsp; ci&ograve; costituir&agrave; l&#39;energia propulsiva in grado di fornirgli una giusta valutazione e di permettergli di restaurare lo stato di salute, di diagnosticare e di trattare tutti gli squilibri o i traumi esistenti. &nbsp;<br /> La vita &egrave; movimento nella relazione spazio-tempo, dalle manifestazioni spirituali le pi&ugrave; elevate ai pi&ugrave; semplici fenomeni fisici. &nbsp;<br /> La fisiologia del corpo &egrave; anch&#39;essa movimento nella relazione spazio-tempo:&nbsp; questo implica energie a tutti i livelli dell&#39; esistenza,&nbsp; ed uno scambio fra tutti i suoi elementi&nbsp; (spirituali, fisici, ambientali);&nbsp; essa include ogni struttura&nbsp; (ossa, tessuti molli, liquidi);&nbsp; inizia dalla fecondazione dell&#39;ovulo e prosegue fino al passaggio finale dell&#39;individuo in un altra sfera d&#39;azione. &nbsp;<br /> La fisiologia del corpo &egrave; dotata&nbsp; di potenza,&nbsp; di forza e di energia al fine di poter manifestare la vita (ossia il movimento nello spazio e nel tempo); tale potenza pu&ograve; essere &quot;letta e catturata&rdquo;, per essere utilizzata dal praticante per la sua diagnosi e per il suo programma di trattamento. &nbsp;<br /> Potenza e fisiologia costituiscono un&#39;unit&agrave; funzionale&nbsp; in ogni entit&agrave; individuale, e tutti i livelli di energia contenuti nei meccanismi viventi sono accessibili e utilizzabili. <br /> La&nbsp;&nbsp; &quot;potenza&quot;&nbsp;&nbsp; &#8211; afferma ancora Becker -&nbsp; &egrave; molto pi&ugrave; di un valore statico&nbsp;&nbsp; che rappresenta il potenziale&nbsp; di energia disponibile.&nbsp; La&nbsp; &quot;potenza&quot;&nbsp; &egrave; energia in azione, &egrave; un&#39;entit&agrave; di funzione&nbsp; che si muove lungo le regioni di equilibrio e di scambio ritmico di tutti i meccanismi. &nbsp;<br /> La&nbsp; &quot;potenza&quot;&nbsp; pu&ograve; essere descritta in numerosi modi. &nbsp;<br /> &nbsp;Essa &egrave; ad esempio lo spazio tra due note musicali che, in una determinata melodia, f&agrave; s&igrave; che ci siano delle note di qualit&agrave; e di tono differente;&nbsp; essa separa le diverse lunghezze d&#39;onda che manifestano le energie nei campi elettromagnetici;&nbsp; essa si situa tra i flussi e i riflussi delle masse oceaniche e di quelle di energia universale di questo sistema solare ed oltre; in chimica, essa interviene nei punti di scambio tra due reazioni. &nbsp;<br /> Ma la descrizione pi&ugrave; semplice di&nbsp; potenza&nbsp; &egrave; quella di leva e di punto d&#39;appoggio: la potenza nel punto di immobilit&agrave; che costituisce il punto d&#39;appoggio &egrave; la somma totale delle energie che si manifestano alle due estremit&agrave; della leva.<br /> Il punto d&#39;appoggio pu&ograve; essere spostato, ma rester&agrave; sempre funzionalmente immobile in rapporto alla leva, poich&eacute; esso &egrave; sede della potenza per i fenomeni di equilibrio e di scambio ritmici che si esercitano in questa stessa leva. <br /> Nel corpo troviamo dimostrati tutti questi esempi:&nbsp; le parole e il canto, l&#39;attivit&agrave; elettrica del sistema nervoso; la fluttuazione del liquido cefalo-rachideo; gli scambi chimici ormonali, gli enzimi e i liquidi; le leve del sistema scheletro-muscolare e tanti altri fattori, rilevabili nei vari meccanismi anatomo-fisiologici. <br /> Tutti sono clinicamente utilizzabili ma&nbsp; &egrave; compito del terapeuta di allenare le proprie capacit&agrave; tattili&nbsp; per lavorare attraverso il movimento, nella relazione spazio-tempo dei meccanismi del paziente,&nbsp; nel momento in cui questi stessi meccanismi sono alla ricerca&nbsp; dei propri punti di scambio d&#39;equilibrio e di ritmo, sia&nbsp; in stato di salute, sia&nbsp; in condizioni traumatiche o patologiche; contemporaneamente, il terapista svilupper&agrave; la conoscenza consapevole della potenza che si trova nei punti di scambio equilibrati e ritmici,&nbsp; pur lavorando con la fisiologia del corpo del malato. &nbsp;<br /> Questa analisi pu&ograve; apparire complessa;&nbsp; in realt&agrave; &egrave; semplice e bisogna mantenere tale semplicit&agrave;:&nbsp; la fisiologia del corpo del malato possiede le risorse necessarie per&nbsp; collaborare&nbsp; alla guarigione&nbsp; a tutti i livelli. Tocca al terapeuta di imparare a utilizzare tali risorse.&quot; </p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.giornaleosteopatia.it/2008/07/riflessioni-di-rollin-becker/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Un bambino difficile&#8230;</title>
		<link>http://www.giornaleosteopatia.it/2008/02/un-bambino-difficile/</link>
		<comments>http://www.giornaleosteopatia.it/2008/02/un-bambino-difficile/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 16 Feb 2008 10:07:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[articoli tecnici]]></category>
		<category><![CDATA[osteopatia craniosacrale]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.giornaleosteopatia.it/word/?p=122</guid>
		<description><![CDATA[Intervista&#160; Rivista &#8220;PARENTS&#8221;&#160;&#160;&#160; Dicembre&#160; 2007Autorizzazione dell&#8217;autore &#8220;D.Ronsmans. D.O&#8221;&#160; (SBO Belgio) UN BAMBINO DIFFICILE, VERAMENTE DIFFICILISSIMO&#8230;..Alcune volte &#232; la conseguenza di un trauma frontale ! Con la collaborazione dell&#8217;Osteopata Daniel RONSMANS.D.O.(Membro dell&#8217;associazione Belga di Osteopatia Parents:&#160; Spesso si dice d&#8217;un bambino difficile che &#232; in sofferenza. Ha una spiegazione osteopatica? Daniel Rosmans: D.O: Ovviamente si, ma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Intervista&nbsp; Rivista &ldquo;PARENTS&rdquo;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Dicembre&nbsp; 2007<br />Autorizzazione dell&rsquo;autore &ldquo;D.Ronsmans. D.O&rdquo;&nbsp; (SBO Belgio)</p>
<p>UN BAMBINO DIFFICILE, VERAMENTE DIFFICILISSIMO&hellip;..<br />Alcune volte &egrave; la conseguenza di un trauma frontale !</p>
<p>Con la collaborazione dell&rsquo;Osteopata Daniel RONSMANS.D.O.(Membro dell&rsquo;associazione Belga di Osteopatia</p>
<p><strong>Parents</strong>:&nbsp; Spesso si dice d&rsquo;un bambino difficile che &egrave; in sofferenza. Ha una spiegazione osteopatica?</p>
<p><strong>Daniel Rosmans: D.O:</strong> Ovviamente si, ma soltanto per alcuni casi precisi dove anatomicamente e neurologicamente si pu&ograve; giustificare. Per essere corretti non bisogna generalizzare. Pu&ograve; provenire anche di un solido problema psicologico e relazionale.<span id="more-122"></span><br />
<strong>Parents</strong>: Quali sono le manifestazioni evidenti ?</p>
<p><strong>D:R:</strong> Il bambino si esprime con grida, comportamenti e lacrime. Va dall&rsquo;aggressivit&agrave;, con colpi o gesti distruttori, a collera smisurata e rigetto del suo ambiente. E&#39; il suo linguaggio per manifestare il suo disagio o il suo dolore. L&rsquo;adulto pu&ograve; ragionare e parlare per spiegarsi, invece il piccolo di 3 anni si giustificher&agrave; raramente.</p>
<p><strong>Parents</strong>: Per lei a cosa corrisponde l&rsquo;espressione &ldquo;&egrave; infernale&rdquo;?</p>
<p><strong>D.R</strong>: Tutto &egrave; nella relazione tra quello che percepisce il comportamento come difficile (il Padre, la Madre o la persona pi&ugrave; vicina)e il bambino che la manifesta. Un bambino INFERNALE pu&ograve; essere quello che provoca l&rsquo;inferno a casa o quello che subisce l&rsquo;inferno di casa! Spesso &egrave; un pu&ograve; dei due. Dunque non cercare un colpevole ma piuttosto capire il contesto della relazione. Se i genitori accettano l&rsquo;auto critica,&lt;Spesso il bambino difficile &egrave; in domande e reazioni comportamentale possono essere causate da una insicurezza affettiva. L&rsquo;arrivo di uno fratellino, la perdita di considerazione, il ritmo familiare eccessivo, il malessere della coppia e di conseguenza&nbsp; l&rsquo;assenza di piacere di essere insieme&hellip;. Tutto questo concorre isolemente o globalmente a perturbare la sicurezza che a tanto bisogno. Interessante sapere che un bambino &ldquo;neglig&egrave;&rdquo; va esteriorizzare spiacevolmente per farsi rimproverare. Per lui &egrave; meglio che essere confrontato all&rsquo;indifferenza.</p>
<p><strong>Parents</strong>: E molto oggettivo di citare questi avvenimenti familiari e tenerne conto psicologicamente ma hanno un impatto sull&rsquo;equilibrio osteopatico? e in questo caso, come fare la differenza tra una tensione di origine psicologica e un conseguenza traumatica? Bisognerei parlarne una prossima volta.<br />&nbsp;Ci pu&ograve; dare adesso il suo punto di vista lesionale, pi&ugrave; biomecanico.</p>
<p><strong>D:R</strong>: Per ricordare, il cranio &ndash; anche se ad alcuni dispiace &ndash; &egrave; una scatola molle dove tutte le giunzioni ossee chiamate &ldquo;suture&rdquo;sono innervate, lubrificate e vascolarizzate. Ogni pressione traumatica va generare, da compressione, una irritazione neurologica sottostante. Questo fenomeno pu&ograve; avvenire&nbsp; durante la gravidanza, durante il parto o in seguito a circostanze a volte inaspettate. Una manutenzione sbagliata, una caduta maldestra o un colpo dato da un&rsquo;altra persona&hellip;e si scatena delle manifestazioni dette &ldquo;funzionale&rdquo; saranno reversibile soltanto dopo una correzione osteopatia. </p>
<p><strong>Parents</strong>: Ha esempi anatomici&nbsp; precisi?</p>
<p><strong>D.R</strong>: Per citare i principali, abbiamo grandi ossa craniche come l&rsquo;occipite, i parietali, i temporali, i sfenoidi e il frontale che possono essere vittime di compressioni e sfondamenti. Sono dunque aree della corteccia (cervello) o certi nervi cranici o gangli neuro-vegetativi che saranno irritati. In tutti i casi, anche le circolazioni sanguini e linfatici saranno implicate. Non si pu&ograve; mai dissociare la circolazione, la neurologia e la meccanica. Sono i tre legami di cui parla gli osteopati e che non sono compresi da molti! E cosi che alcune cefalee possono essere in rapporto con l&rsquo;occipite, alcuni disturbi audio o squilibri con il temporale, diverse manifestazioni della vista con i sfenoidi, delle difficolt&agrave; di memorizzazione e di elocuzione con i parietali.<br />E intenzionalmente che separiamo l&rsquo;osso frontale, visto che &egrave; il tema che ci preoccupa.<br />Per informazione, 10 % della popolazione presenta un frontale in 2 parti. Semplicemente corrisponde a una mancanza di saldatura della zona embriologica. Tutti bambini hanno 2 frontali, che progressivamente vanno raggiungersi colmando la fontanella anteriore (bregmatica).</p>
<p><strong>Parents</strong>: Sarebbe dunque una zona-chiave, in lesione su i bambini difficili e per certi casi &ldquo;caratteriali&rdquo;?</p>
<p><strong>D.R</strong>: Si e no, non &egrave; sempre tanto semplice.<br />Invece sapendo che la corteccia &egrave; la zona di organizzazione e pianificazione dei comportamenti, un trauma locale bene preciso cambio radicalmente le reazioni dell&rsquo;individuo. Sar&agrave; dunque difficile per lui prendere le decisioni adeguati, di valutare le possibilit&agrave; e coordinare un trattamento! Questo &egrave; la neurologia&nbsp; pura e semplice non sono considerazioni osteopatiche&hellip;</p>
<p><strong>Parents</strong>: Si pu&ograve; descrivere un caso tipico!.</p>
<p><strong>D.R</strong>: un bambino che non vede una porta vetrata, che cade sulla sua fronte o riceve un pallone di calcio sulla sua testa pu&ograve; avere subito sfondamento del suo osso frontale e a corto o medio termine presentare dei sintomi di aggressivit&agrave; , di agitazione&nbsp; e di grande emotivit&agrave;.<br />Imperativo, se &egrave; il caso, di non fare domande sulla pace della coppia &hellip;.., ma indirizzarsi a un osteopatia competente! Alcune bambinaie o insegnante avvertono logicamente bozze o ematoma frontali e costatano di seguito cambiamenti radicali del comportamento (purtroppo in peggio). Certamente &egrave; la pi&ugrave; bella illustrazione&nbsp; di causa- effetto. Oggettivamente queste persone costatano un cambiamento di comportamento dopo il trattamento di correzione.</p>
<p><strong>Parents</strong>: E facile manipolare una zona frontale ?</p>
<p><strong>D.R</strong>: Per rassicurarla, non &egrave; doloroso per il paziente. <br />E una tecnica di liberazione da sollevamento , gli Americani la chiamano&nbsp; &ldquo;lift&rdquo;, ed &egrave; questo tramite un delicato modellaggio&nbsp; diminuisci&nbsp; la compressione della zona irritata. <br />L&rsquo;importante in seguito &egrave; di valutare le vicinanze, visto che come un puzzle, tutti i pezzi del cranio devono ritrovare il loro giusto posto e la loro malleabilit&agrave;. Provate un cappello o un casco tropo piccolo e soffrirete di sconforto o spiacevole dolori. Ricordatevi questo esempio, &egrave; abbastanza significativo. Il Dotore W.G. SUTHERLAND (il padre dell&rsquo;osteopatia cranica) aveva provato su se stesso una serie di modelli compressivi per valutare le reazioni fisiologiche ed autentificare il suo metodo terapeutico. Nelle Stati Uniti, recentemente &ldquo;l&rsquo;American Osteopatic Association (AOA)&rdquo;si &egrave; posizionato ufficialmente per convalidare e sostenere le ricerche&nbsp; della &ldquo;Cranial Academy&rdquo;. Si arriva cosi ad una valutazione scientifica oggettiva. Peccato per quelli che hanno preso delle posizione critiche medicalmente poco deontologiche.</p>
<p><strong>Parents</strong>: Quante sedute servono per risolvere questo tipo di problema ?</p>
<p><strong>D.R</strong>:&nbsp; Pu&ograve; essere spettacolare in una seduta ed essere consolidato eventualmente in due o tre trattamenti.<br />Dovete sapere che quando una zona &egrave; stata fragilizzata da un trauma pi&ugrave; o meno violente, rimane sempre una &ldquo;memoria tessutale&rdquo; dunque una fragilit&agrave;. Possiamo osservare delle recidive se avviene un nuovo fenomeno compressivo. E un pu&ograve; come la distorsione recidivante di caviglia, necessita&nbsp; alcune precauzione.</p>
<p><strong>Parents</strong>:&nbsp; Una volta evidenziato l&rsquo;oggetivita della diagnosi (l&rsquo;ambiente e il l&rsquo;individuo) &egrave; sempre facile la collaborazione terapeutica ?</p>
<p><strong>D.R</strong> : Gli Osteopatici sono sempre molto attenti ai problemi comportamentali e non&nbsp; sotto stimano mai i fenomeni lesionali meccanici. Loro sanno bene dove&nbsp; possono indirizzare il bambino che non la fa pi&ugrave;.<br />Alcuni Pediatri tradizionali hanno capito perfettamente&nbsp; la logica osteopatia e raccomandano ai genitori quest&rsquo;approccio complementario. E altrettanto valorizzante per il medico dare questo consiglio che avere prescritto un buono rimedio o medicina senza dimenticare&nbsp; la possibilit&agrave; di una via psicologica. <br />Interessante sapere che alcuni Psicologi , prima di &ldquo;psicolocizzare&rdquo; i disagi del bambino, descritti dai genitori, chiedono un bilancio osteopatico. Delle volte basta questo per fare ritrovare al bambino e alla sua famiglia un armonia in tempi brevi.<br />In fine conto, le parte interessate saranno sempre riconoscente e la loro fiducia sar&agrave; una grande soddisfazione professionale.</p>
<p><strong>Parents</strong>: Prossimo approccio specifico ?</p>
<p><strong>D.R</strong> : Si potr&agrave; parlare dei rigurgiti. Questo famoso riflusso gastro-esofagico che perdura spesso !</p>
<p>Per informazioni: www.osteopathie.be&nbsp;&nbsp; www.cranialacademy.org&nbsp; www.sctf-belgium.be <br />www.gnrpo.be&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.giornaleosteopatia.it/2008/02/un-bambino-difficile/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>MANIPOLAZIONI CRANICHE</title>
		<link>http://www.giornaleosteopatia.it/2005/07/manipolazioni-craniche/</link>
		<comments>http://www.giornaleosteopatia.it/2005/07/manipolazioni-craniche/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 06 Jul 2005 08:47:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[articoli tecnici]]></category>
		<category><![CDATA[osteopatia craniosacrale]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.giornaleosteopatia.it/word/?p=39</guid>
		<description><![CDATA[di Eddy Deforest Affezioni dell&#39;occhio, del naso, della gola e dell&#39;orecchio L&#39;uomo, si &#232; detto spesso, &#232; un&#39;unit&#224; psico-organica. La psiche &#232; inseparabile dal corpo, ed &#232; questa realt&#224; indivisibile che agisce, o meglio, struttura le differenti parti dell&#39;organismo. Il corpo non &#232; che la parte espressiva della psiche, contemporaneamente sottostante e trascendente. E&#39; una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>di Eddy Deforest</em><br /> Affezioni dell&#39;occhio, del naso, della gola e dell&#39;orecchio</p>
<p> L&#39;uomo, si &egrave; detto spesso, &egrave; un&#39;unit&agrave; psico-organica. La psiche &egrave; inseparabile dal corpo, ed &egrave; questa realt&agrave; indivisibile che agisce, o meglio, struttura le differenti parti dell&#39;organismo. <br /><span id="more-39"></span><br />
Il corpo non &egrave; che la parte espressiva della psiche, contemporaneamente sottostante e trascendente. E&#39; una verit&agrave; che si comincia a riscoprire. La psiche &egrave; una e fa del corpo una unit&agrave;. Perci&ograve; ogni disturbo funzionale, ogni lesione o malattia, abbraccia la totalit&agrave; dell&#39;essere, anima e corpo. Lo stesso vale per la colonna vertebrale e l&#39;insieme dello scheletro, del sistema osteo-articolare, ivi compreso il cranio. Ad esempio, il cedimento della volta plantare o lo scivolamento dei muscoli dell&#39;avampiede, squilibrano il bacino e preparano l&#39;artrosi dell&#39;anca, l&#39;artrosi lombare, l&#39;ernia del disco fra L4 e L5 o una sciatica. Una scoliosi detta essenziale pu&ograve; avere all&#39;origine una lesione cranica. L&#39;occipite si trova in stretta connessione con i differenti segmenti rachidei fino al sacro, mediante la dura madre e su quest&#39;osso, situato nella parte media, posteriore ed inferiore del cranio, si inseriscono differenti muscoli. In un altro articolo sar&agrave; esaminata pi&ugrave; dettagliatamente questa relazione, spesso disturbata, fra le ossa del cranio e la colonna vertebrale. <br /> L&#39;OCCHIO E IL CRANIO<br /> L&#39;orbita ha l&agrave; forma di una piramide quadrangolare: la bozza orbitale dell&#39;osso frontale ne costituisce la faccia superiore: la parte antero-superiore, prima del mascellare superiore, e l&#39;apofisi orbitale del palato formano la faccia inferiore; la branca che sale dal mascellare superiore, l&#39;unguis ed una parte dell&#39;etmoide (osso piano) formano, dall&#39;avanti all&rsquo;indietro, la faccia interna; l&#39;osso malare e una porzione dello sfenoide (parte orbitaria della grande ala) costituiscono la faccia esterna. Occipite e sfenoide (osso mediano che occupa la parte anteriore e mediana della base del cranio) si relazionano tramite una cerniera: la sinfisi sfeno-basilare.<br /> Questo insieme forma la base del sistema cranico. Il cranio non &egrave; una scatola inerte: le differenti ossa che lo compongono sono articolate da suture, alcune delle quali, dentellate, interagiscono con altre perfettamente complementari (ad esempio, la squama del temporale). L&#39;insieme articolare craniale, in apparenza inerte, in realt&agrave; non lo &egrave;. Intorno alla cerniera (sinfisi sfeno-basilare) l&#39;occipite e lo sfenoide effettuano un movimento impercettibile di flessione e di estensione, doppio movimento perfettamente assorbito dalla squama dell&#39;occipite e dalla grande ala dello sfenoide, la quale, secondo gli osteopati, effettua un movimento di rotazione esterna, in avanti, e di rotazione interna, indietro, con una cadenza di dieci volte al minuto. Questo movimento si ripercuote sulle quattro facce della cavit&agrave; orbitaria, che cambia forma con la stessa frequenza. Il flusso ritmico craniale si ripercuote su tutto l&#39;occhio, e dunque sul nervo ottico e la retina, gli involucri dell&#39;occhio, il corpo vitreo, il cristallino, l&#39;umor vitreo, i muscoli motori. Quindi, possiamo domandarci quali sono le conseguenze di un trauma, di una forza antagonista che disturba l&#39;articolazione craniale e che perturba questo flusso ritmico; disturbi alla vista sono consequenziali: disturbi della rifrazione (miopia, astigmatismo, ipermetro-pia), riduzione dell&#39;acutezza visiva, aumento della tensione intra-oculare con la relativa incidenza riduttiva del campo visivo, lo scollamento del vitreo, scotomi, retinopatia.<br /> In questo caso, gli osteopati, durante le manipolazioni delle articolazioni craniche, sono in grado di ridurre i disturbi intervenendo manualmente. Il terapeuta agir&agrave; sulla sutura parieto-occipitale poggiando una mano su questa articolazione ed esercitandovi una pressione, mentre porr&agrave; l&#39;altra mano sull&#39;orbita, la regione diametralmente opposta. E&#39; questa tensione ben definita (abilit&agrave; del terapeuta) che permette di ristabilire la circolazione del flusso cranico al ritmo fisiologico sopra menzionato.<br /> NASO, ORECCHIE, GOLA<br /> I seni che circondano le fosse nasali sono cavit&agrave; arieggiate, scavate nello spessore dell&#39;osso. In numero di quattro paia, sono disposte ad ambo i lati dell&#39;asse della faccia: il seno mascellare, nello spessore del mascellare superiore, il seno etmoidale scavato nell&#39;etmoide; il seno sfenoidale, formato da cavit&agrave;, nel corpo dello sfenoide; il seno frontale scavato nella porzione antero-esterna dell&#39;osso frontale. Consideriamo innanzi tutto i due seni frontali, a destra e a sinistra della linea mediana. Tappezzati da una mucosa (lo stesso dicasi per gli altri seni), che altro non &egrave; che una estensione della mucosa nasale, questi seni comunicano mediante la loro base, con ogni seno etmoidale. Come per l&#39;occipite e lo sfenoide, l&#39;osso frontale ha un duplice movimento di rotazione esterna ed interna. Evidentemente, anche i seni frontali hanno lo stesso movimento. In caso di sinusite, questo movimento ritmico &egrave; perturbato a livello dell&#39;osso frontale. Per ristabilirlo, l&#39;osteopata pone le mani sulla fronte, le estremit&agrave; delle dita poste leggermente al di sopra delle orbite, ad ambo i lati della sutura frontale (sutura metopica), ormai obliterata. In questa posizione, egli esercita una serie di lievi pressioni che si integreranno con l&#39;influsso craniale e contribuiranno a drenare i seni frontali. I seni mascellari comunicano con le fosse nasali mediante lo hiatus mascellare. Il mascellare superiore, formato da due ossa simmetriche (dette anche &quot;mascellari superiori&quot;), partecipa alla formazione della cavit&agrave; buccale, delle fosse nasali, delle orbite e della fossa zigomatica. Il mascellare ha, come le ossa sopra citate, un duplice movimento di rotazione, esterna ed interna; una sinusite localizzata a questo livello o un trauma ostacolano tale movimento.<br /> Per ridurre questa alterazione, il terapeuta pone le mani ai lati della faccia, in modo che le punte delle dita siano collocate superficialmente all&#39;arcata dentaria. La lieve pressione esercitata sulla parte anteriore del mascellare superiore si integra con l&#39;influsso craniale ritmico ed esercita sui seni un&#39;azione di drenaggio.<br /> Cosa pu&ograve; ancora trattare l&#39;osteopatia?-, . . .<br /> Essa pu&ograve; tentare d&igrave; ridurre il raffreddore da fieno o la rinite vasomotoria.. La manovra necessita della pressione del ganglio sfeno-palatino, rigonfiamento situato all&#39;estremit&agrave; inferiore del nervo vidiano. Per raggiungerlo, il terapeuta introduce l&#39;indice nella bocca, al di sopra della parte superiore dell&#39;arcata dentaria; l&#39;estremit&agrave; del dito deve porsi anteriormente alle apofisi pterigoidee dell&#39;osso sfenoide. La posizione dell&#39;indice permette di sollecitare il ganglio sfeno-palatino, mentre l&#39;altra mano, sul lato opposto, accogliendo la bozza parietale esterna, serve da appoggio.<br /> La lieve pressione esercitata, consente di riequilibrare l&#39;influsso craniale ritmico. Si richiedono spesso varie sedute e talvolta non in tutti i soggetti si riesce ad eliminare la rinite.<br /> L&#39;osteopata pu&ograve; ugualmente tentare di ridurre il &quot;ronzio&quot; alle orecchie. Questo disturbo, molto fastidioso, pu&ograve; essere, in effetti, collegato ad una perturbazione del ritmo craniale. In questo caso, &egrave; chiamato in causa l&#39;osso temporale, animato, come tutte le ossa della scatola cranica, dal duplice movimento interno ed esterno. L&#39;asse va dall&#39;apofisi mastoidea alla punta della piramide. Il terapeuta pone le estremit&agrave; delle dita inferiormente al temporale, al limite dell&#39;articolazione mastoido-occipitale, e le dita dell&#39;altra mano sul lato opposto, in corrispondenza della giunzione dello sfenoide con il frontale (porzione anteriore della fossa temporale). Il tentativo di riduzione delle vertigini richiede le stesse manovre.<br /> Qui non ho dato che qualche esempio di interventi possibili dell&#39;osteopata nel campo dell&#39;otorinolaringoiatria, ma altre affezioni possono essere trattate in maniera simile.<br /> E&#39; un metodo che dovrebbe essere praticato almeno da tutti gli osteopati e chiropratici. <br /> E&#39; nuovo? Non del tutto: r&igrave;sale infatti al 1939 (Stati Uniti), in seguito ai lavori del Dr. William Garner Sutherland, allievo del Dr. Andrew Taylor Still, fondatore dell&#39;osteopat&igrave;a. Questo studioso scopri la mobilit&agrave; ritmica delle ossa del cranio e la sua corrispondenza con la mobilit&agrave; del sacro. W.G. Sutherland lavor&ograve; a tali ricerche per 15 anni e perfezion&ograve; i suoi primi atti terapeutici che, solo ora, cominciano ad essere conosciuti e predicati in Europa: e non credo di sbilanciarmi eccessivamente nell&#39;affermare che tale metodo si svilupper&agrave; sicuramente in avvenire.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.giornaleosteopatia.it/2005/07/manipolazioni-craniche/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La terapia cranio sacrale</title>
		<link>http://www.giornaleosteopatia.it/2005/06/la-terapia-cranio-sacrale/</link>
		<comments>http://www.giornaleosteopatia.it/2005/06/la-terapia-cranio-sacrale/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 13 Jun 2005 15:25:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[articoli divulgativi]]></category>
		<category><![CDATA[osteopatia craniosacrale]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.giornaleosteopatia.it/word/?p=14</guid>
		<description><![CDATA[di Daniela PaoliniLa terapia cranio sacrale &#232; una terapia che si basa sulla profonda conoscenza del funzionamento e del rapporto delle ossa del cranio tra di loro e si occupa prevalentemente di patologie di competenza otorinolaringoiatrica ma anche di nevralgie miotensive o di problemi di natura meccanica come patologie legate all&#8217;articolazione temporomandibolare. &#200; particolarmente indicata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>di Daniela Paolini</em><br />La terapia cranio sacrale &egrave; una terapia che si basa sulla profonda conoscenza del funzionamento e del rapporto delle ossa del cranio tra di loro e si occupa prevalentemente di patologie di competenza otorinolaringoiatrica ma anche di nevralgie miotensive o di problemi di natura meccanica come patologie legate all&rsquo;articolazione temporomandibolare.<br />
<span id="more-14"></span></p>
<p>&Egrave; particolarmente indicata nei neonati e nei bambini fin dal momento della nascita. Infatti, nel passaggio attraverso il canale del parto, la testa del feto, spinta nel bacino attraverso le contrazioni dell&rsquo;utero, si deforma per accomodarsi alla via pelvica. Solo dopo il primo grido del neonato, il fluttuare del liquido cefalorachidiano (LCR) e la trazione delle membrane riallineano le ossa del cranio tra di loro. E&rsquo; necessario rendersi conto ed essere consapevoli della delicatezza che questo lavoro richiede per avere la percezione di dove, noi osteopati, stiamo &ldquo;mettendo le mani&rdquo;. <br />La terapia cranio sacrale, infatti, &egrave; qualcosa di estremamente serio ed &egrave; necessario affidarsi a professionisti preparati che sappiano unire le competenze tecniche acquisite in anni di studio e l&rsquo;umana comprensione del dolore altrui. <br />Io ho avuto la fortuna di &ldquo;nascere&rdquo; contemporaneamente come madre e come osteopata e cercher&ograve; di descrivere la terapia cranio sacrale attraverso questa mia particolare esperienza.<br /> Quando aspettavo Giacomo, il mio primo figlio, frequentavo il primo anno del corso di osteopatia.<br /> Ero molto curiosa e terribilmente affascinata dall&rsquo;approccio osteopatico sul cranio dei neonati! Ricordo con viva emozione il momento dell&rsquo;espulsione (che fu precipitosa) e di come mi ritrovai curiosamente ad osservare da che parte si girasse la testa di mio figlio. Tra la confusione e lo stupore di quei meravigliosi momenti, il pianto del bambino e le operazioni di accoglienza e di vestizione mi misero questo &ldquo;esserino&rdquo; tra le braccia&hellip; Oddio quanto &egrave; piccolo, pensai, come si tocca un neonato? Da che parte si comincia? Le mani e le sensazioni mi guidarono e la prima cosa che accarezzai fu la sua testa&hellip;. Cercai di essere pi&ugrave; delicata del velluto e sfiorando la sua morbida peluria mi misi a &ldquo;sentire&rdquo; se qualche percezione arrivasse come risposta nella mia mano! Non riuscivo, forse anche per le forti emozioni che provavo, a sentire il pulsare delle ossa del cranio nel loro processo di assestamento.<br /> Non mi scoraggiai e, giorno dopo giorno, accarezzandolo con sempre pi&ugrave; confidenza mi misi alla ricerca di un qualcosa che potesse farmi capire di pi&ugrave; di quello che avevo solo teoricamente studiato sui libri. Prova e riprova, un bel giorno la rivelazione! Si esistevano dei &ldquo;solchi&rdquo; tra un osso e l&rsquo;altro ed erano talmente larghi che il mio dito poteva &ldquo;camminarci dentro&rdquo; Erano le &ldquo;suture&rdquo;. Ogni tanto c&rsquo;era un avvallamento pi&ugrave; profondo, le &ldquo;fontanelle&rdquo;: quanto erano larghe!!!<br /> Continuai la mia esplorazione soprattutto quando Giacomo dormiva o quando beveva il mio latte. E finalmente un giorno affior&ograve; sotto le mie mani una sensazione fantastica: il movimento! Si tutto si apriva e si chiudeva con un ritmo preciso che era regolato dal respiro. Potete immaginare l&rsquo;emozione!!!<br /> Non mi fermai in questa ricerca quotidiana di qualsiasi elemento che potesse farmi avanzare nella mia conoscenza e quando fui invitata a portare Giacomo al corso per mostrare ad altri colleghi come si lavora sui bambini fui estremamente felice. Scoprivo, col tempo, come le fontanelle si chiudevano e come la morbidezza del cranio diventasse via via pi&ugrave; consistente e come poco a poco i &ldquo;solchi&rdquo; che avevo sentito alla nascita si restringessero sempre di pi&ugrave;. Le suture iniziavano a saldarsi.<br /> Crescendo Giacomo affrontava i suoi primi raffreddori, le due piccole influenze, e io mi ritrovavo a comprimere il quarto ventricolo, ad aprire i mascellari con la certezza che questo lo aiutasse a superare le crisi di crescita.<br /> Poi &egrave; arrivato Michele, il mio secondo figlio. Ero gi&agrave;&rsquo; al terzo anno di osteopatia e le mie mani, ma soprattutto le mie conoscenze si erano affinate e con lui fu tutto pi&ugrave;&rsquo; facile.<br /> Michele era pi&ugrave; docile di Giacomo e sembrava provare un profondo piacere dal mio &ldquo;camminare&rdquo; non solo sul suo cranio ma anche sulla sua pancia morbida e piena di sorprese da scoprire.<br /> E&rsquo; stato fantastico essere accompagnata nel corso dei miei faticosissimi studi dai miei figli che solo ora mi accorgo di avere avuto in dono per sperimentare &ldquo;in diretta&rdquo; la vita nel suo divenire.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.giornaleosteopatia.it/2005/06/la-terapia-cranio-sacrale/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

