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	<title>Il giornale dell'osteopatia &#187; articoli tecnici</title>
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	<description>Il primo giornale online di osteopatia in Italia</description>
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		<title>Un bambino difficile&#8230;</title>
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		<pubDate>Sat, 16 Feb 2008 10:07:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[articoli tecnici]]></category>
		<category><![CDATA[osteopatia craniosacrale]]></category>

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		<description><![CDATA[Intervista&#160; Rivista &#8220;PARENTS&#8221;&#160;&#160;&#160; Dicembre&#160; 2007Autorizzazione dell&#8217;autore &#8220;D.Ronsmans. D.O&#8221;&#160; (SBO Belgio) UN BAMBINO DIFFICILE, VERAMENTE DIFFICILISSIMO&#8230;..Alcune volte &#232; la conseguenza di un trauma frontale ! Con la collaborazione dell&#8217;Osteopata Daniel RONSMANS.D.O.(Membro dell&#8217;associazione Belga di Osteopatia Parents:&#160; Spesso si dice d&#8217;un bambino difficile che &#232; in sofferenza. Ha una spiegazione osteopatica? Daniel Rosmans: D.O: Ovviamente si, ma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Intervista&nbsp; Rivista &ldquo;PARENTS&rdquo;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Dicembre&nbsp; 2007<br />Autorizzazione dell&rsquo;autore &ldquo;D.Ronsmans. D.O&rdquo;&nbsp; (SBO Belgio)</p>
<p>UN BAMBINO DIFFICILE, VERAMENTE DIFFICILISSIMO&hellip;..<br />Alcune volte &egrave; la conseguenza di un trauma frontale !</p>
<p>Con la collaborazione dell&rsquo;Osteopata Daniel RONSMANS.D.O.(Membro dell&rsquo;associazione Belga di Osteopatia</p>
<p><strong>Parents</strong>:&nbsp; Spesso si dice d&rsquo;un bambino difficile che &egrave; in sofferenza. Ha una spiegazione osteopatica?</p>
<p><strong>Daniel Rosmans: D.O:</strong> Ovviamente si, ma soltanto per alcuni casi precisi dove anatomicamente e neurologicamente si pu&ograve; giustificare. Per essere corretti non bisogna generalizzare. Pu&ograve; provenire anche di un solido problema psicologico e relazionale.<span id="more-122"></span><br />
<strong>Parents</strong>: Quali sono le manifestazioni evidenti ?</p>
<p><strong>D:R:</strong> Il bambino si esprime con grida, comportamenti e lacrime. Va dall&rsquo;aggressivit&agrave;, con colpi o gesti distruttori, a collera smisurata e rigetto del suo ambiente. E&#39; il suo linguaggio per manifestare il suo disagio o il suo dolore. L&rsquo;adulto pu&ograve; ragionare e parlare per spiegarsi, invece il piccolo di 3 anni si giustificher&agrave; raramente.</p>
<p><strong>Parents</strong>: Per lei a cosa corrisponde l&rsquo;espressione &ldquo;&egrave; infernale&rdquo;?</p>
<p><strong>D.R</strong>: Tutto &egrave; nella relazione tra quello che percepisce il comportamento come difficile (il Padre, la Madre o la persona pi&ugrave; vicina)e il bambino che la manifesta. Un bambino INFERNALE pu&ograve; essere quello che provoca l&rsquo;inferno a casa o quello che subisce l&rsquo;inferno di casa! Spesso &egrave; un pu&ograve; dei due. Dunque non cercare un colpevole ma piuttosto capire il contesto della relazione. Se i genitori accettano l&rsquo;auto critica,&lt;Spesso il bambino difficile &egrave; in domande e reazioni comportamentale possono essere causate da una insicurezza affettiva. L&rsquo;arrivo di uno fratellino, la perdita di considerazione, il ritmo familiare eccessivo, il malessere della coppia e di conseguenza&nbsp; l&rsquo;assenza di piacere di essere insieme&hellip;. Tutto questo concorre isolemente o globalmente a perturbare la sicurezza che a tanto bisogno. Interessante sapere che un bambino &ldquo;neglig&egrave;&rdquo; va esteriorizzare spiacevolmente per farsi rimproverare. Per lui &egrave; meglio che essere confrontato all&rsquo;indifferenza.</p>
<p><strong>Parents</strong>: E molto oggettivo di citare questi avvenimenti familiari e tenerne conto psicologicamente ma hanno un impatto sull&rsquo;equilibrio osteopatico? e in questo caso, come fare la differenza tra una tensione di origine psicologica e un conseguenza traumatica? Bisognerei parlarne una prossima volta.<br />&nbsp;Ci pu&ograve; dare adesso il suo punto di vista lesionale, pi&ugrave; biomecanico.</p>
<p><strong>D:R</strong>: Per ricordare, il cranio &ndash; anche se ad alcuni dispiace &ndash; &egrave; una scatola molle dove tutte le giunzioni ossee chiamate &ldquo;suture&rdquo;sono innervate, lubrificate e vascolarizzate. Ogni pressione traumatica va generare, da compressione, una irritazione neurologica sottostante. Questo fenomeno pu&ograve; avvenire&nbsp; durante la gravidanza, durante il parto o in seguito a circostanze a volte inaspettate. Una manutenzione sbagliata, una caduta maldestra o un colpo dato da un&rsquo;altra persona&hellip;e si scatena delle manifestazioni dette &ldquo;funzionale&rdquo; saranno reversibile soltanto dopo una correzione osteopatia. </p>
<p><strong>Parents</strong>: Ha esempi anatomici&nbsp; precisi?</p>
<p><strong>D.R</strong>: Per citare i principali, abbiamo grandi ossa craniche come l&rsquo;occipite, i parietali, i temporali, i sfenoidi e il frontale che possono essere vittime di compressioni e sfondamenti. Sono dunque aree della corteccia (cervello) o certi nervi cranici o gangli neuro-vegetativi che saranno irritati. In tutti i casi, anche le circolazioni sanguini e linfatici saranno implicate. Non si pu&ograve; mai dissociare la circolazione, la neurologia e la meccanica. Sono i tre legami di cui parla gli osteopati e che non sono compresi da molti! E cosi che alcune cefalee possono essere in rapporto con l&rsquo;occipite, alcuni disturbi audio o squilibri con il temporale, diverse manifestazioni della vista con i sfenoidi, delle difficolt&agrave; di memorizzazione e di elocuzione con i parietali.<br />E intenzionalmente che separiamo l&rsquo;osso frontale, visto che &egrave; il tema che ci preoccupa.<br />Per informazione, 10 % della popolazione presenta un frontale in 2 parti. Semplicemente corrisponde a una mancanza di saldatura della zona embriologica. Tutti bambini hanno 2 frontali, che progressivamente vanno raggiungersi colmando la fontanella anteriore (bregmatica).</p>
<p><strong>Parents</strong>: Sarebbe dunque una zona-chiave, in lesione su i bambini difficili e per certi casi &ldquo;caratteriali&rdquo;?</p>
<p><strong>D.R</strong>: Si e no, non &egrave; sempre tanto semplice.<br />Invece sapendo che la corteccia &egrave; la zona di organizzazione e pianificazione dei comportamenti, un trauma locale bene preciso cambio radicalmente le reazioni dell&rsquo;individuo. Sar&agrave; dunque difficile per lui prendere le decisioni adeguati, di valutare le possibilit&agrave; e coordinare un trattamento! Questo &egrave; la neurologia&nbsp; pura e semplice non sono considerazioni osteopatiche&hellip;</p>
<p><strong>Parents</strong>: Si pu&ograve; descrivere un caso tipico!.</p>
<p><strong>D.R</strong>: un bambino che non vede una porta vetrata, che cade sulla sua fronte o riceve un pallone di calcio sulla sua testa pu&ograve; avere subito sfondamento del suo osso frontale e a corto o medio termine presentare dei sintomi di aggressivit&agrave; , di agitazione&nbsp; e di grande emotivit&agrave;.<br />Imperativo, se &egrave; il caso, di non fare domande sulla pace della coppia &hellip;.., ma indirizzarsi a un osteopatia competente! Alcune bambinaie o insegnante avvertono logicamente bozze o ematoma frontali e costatano di seguito cambiamenti radicali del comportamento (purtroppo in peggio). Certamente &egrave; la pi&ugrave; bella illustrazione&nbsp; di causa- effetto. Oggettivamente queste persone costatano un cambiamento di comportamento dopo il trattamento di correzione.</p>
<p><strong>Parents</strong>: E facile manipolare una zona frontale ?</p>
<p><strong>D.R</strong>: Per rassicurarla, non &egrave; doloroso per il paziente. <br />E una tecnica di liberazione da sollevamento , gli Americani la chiamano&nbsp; &ldquo;lift&rdquo;, ed &egrave; questo tramite un delicato modellaggio&nbsp; diminuisci&nbsp; la compressione della zona irritata. <br />L&rsquo;importante in seguito &egrave; di valutare le vicinanze, visto che come un puzzle, tutti i pezzi del cranio devono ritrovare il loro giusto posto e la loro malleabilit&agrave;. Provate un cappello o un casco tropo piccolo e soffrirete di sconforto o spiacevole dolori. Ricordatevi questo esempio, &egrave; abbastanza significativo. Il Dotore W.G. SUTHERLAND (il padre dell&rsquo;osteopatia cranica) aveva provato su se stesso una serie di modelli compressivi per valutare le reazioni fisiologiche ed autentificare il suo metodo terapeutico. Nelle Stati Uniti, recentemente &ldquo;l&rsquo;American Osteopatic Association (AOA)&rdquo;si &egrave; posizionato ufficialmente per convalidare e sostenere le ricerche&nbsp; della &ldquo;Cranial Academy&rdquo;. Si arriva cosi ad una valutazione scientifica oggettiva. Peccato per quelli che hanno preso delle posizione critiche medicalmente poco deontologiche.</p>
<p><strong>Parents</strong>: Quante sedute servono per risolvere questo tipo di problema ?</p>
<p><strong>D.R</strong>:&nbsp; Pu&ograve; essere spettacolare in una seduta ed essere consolidato eventualmente in due o tre trattamenti.<br />Dovete sapere che quando una zona &egrave; stata fragilizzata da un trauma pi&ugrave; o meno violente, rimane sempre una &ldquo;memoria tessutale&rdquo; dunque una fragilit&agrave;. Possiamo osservare delle recidive se avviene un nuovo fenomeno compressivo. E un pu&ograve; come la distorsione recidivante di caviglia, necessita&nbsp; alcune precauzione.</p>
<p><strong>Parents</strong>:&nbsp; Una volta evidenziato l&rsquo;oggetivita della diagnosi (l&rsquo;ambiente e il l&rsquo;individuo) &egrave; sempre facile la collaborazione terapeutica ?</p>
<p><strong>D.R</strong> : Gli Osteopatici sono sempre molto attenti ai problemi comportamentali e non&nbsp; sotto stimano mai i fenomeni lesionali meccanici. Loro sanno bene dove&nbsp; possono indirizzare il bambino che non la fa pi&ugrave;.<br />Alcuni Pediatri tradizionali hanno capito perfettamente&nbsp; la logica osteopatia e raccomandano ai genitori quest&rsquo;approccio complementario. E altrettanto valorizzante per il medico dare questo consiglio che avere prescritto un buono rimedio o medicina senza dimenticare&nbsp; la possibilit&agrave; di una via psicologica. <br />Interessante sapere che alcuni Psicologi , prima di &ldquo;psicolocizzare&rdquo; i disagi del bambino, descritti dai genitori, chiedono un bilancio osteopatico. Delle volte basta questo per fare ritrovare al bambino e alla sua famiglia un armonia in tempi brevi.<br />In fine conto, le parte interessate saranno sempre riconoscente e la loro fiducia sar&agrave; una grande soddisfazione professionale.</p>
<p><strong>Parents</strong>: Prossimo approccio specifico ?</p>
<p><strong>D.R</strong> : Si potr&agrave; parlare dei rigurgiti. Questo famoso riflusso gastro-esofagico che perdura spesso !</p>
<p>Per informazioni: www.osteopathie.be&nbsp;&nbsp; www.cranialacademy.org&nbsp; www.sctf-belgium.be <br />www.gnrpo.be&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </p>
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		<title>Intervista a Finet e Williame</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Nov 2007 10:02:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[articoli tecnici]]></category>
		<category><![CDATA[osteopatia viscerale]]></category>

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		<description><![CDATA[Intervista a Georges Finet D.O. e Christan Williame D.O. collaboratori scientifici del Politecnico di Mons, BelgioQuesta intervista &#232; stata raccolta da Aline Devaud e Joelle Emery Robyr che ringraziamo, unitamente agli altri responsabili del giornale studentesco della Scuola Svizzera d&#8217;Osteopatia1.&#160;&#160; &#160;Da quanto tempo si fa ricerca in Osteopatia?&#200; difficile rispondere con precisione a questa domanda.&#200; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Intervista a Georges Finet D.O. e Christan Williame D.O. collaboratori scientifici del Politecnico di Mons, Belgio</strong><br /><em>Questa intervista &egrave; stata raccolta da Aline Devaud e Joelle Emery Robyr che ringraziamo, unitamente agli altri responsabili del giornale studentesco della Scuola Svizzera d&rsquo;Osteopatia</em><br /><strong>1.&nbsp;&nbsp; &nbsp;Da quanto tempo si fa ricerca in Osteopatia?</strong><br />&Egrave; difficile rispondere con precisione a questa domanda.<br />&Egrave; possibile che in USA si faccia ricerca da pi&ugrave; tempo che in Europa.<br />&Egrave; anche vero che, accanto a lavori validi, ve ne sono stati di meno seri che non hanno portato niente all&rsquo;osteopatia. <br />Quindi c&rsquo;&egrave; da fare una selezione in senso epistemologico tra queste ricerche.<br />In ambito viscerale non ci sono &ndash; per quanto sappiamo &ndash; studi scientifici prima del 1985.<br />Quello che &egrave; certo &egrave; che, se ancora ci si pu&ograve; imbattere in pubblicazioni fantasiose o confuse, sono sempre pi&ugrave; numerosi i lavori che testimoniano l&rsquo;acquisizione di&nbsp; un rigore scientifico&nbsp; che ci far&agrave; considerare con maggiore seriet&agrave; in un prossimo futuro.<span id="more-118"></span><br />
<strong>2.&nbsp;&nbsp; &nbsp;Chi sono i ricercatori (la loro qualifica, le loro competenze&hellip;)?</strong><br />In Europa i pochi ricercatori sono disseminati in diverse organizzazioni (facolt&agrave; universitarie, istituti&hellip;).<br />&Egrave; chiaro che la ricerca in Osteopatia &egrave; agli inizi ed ha scarse risorse di uomini e di mezzi, in infrastrutture e sussidi. L&rsquo;ufficializzazione della professione rimedier&agrave; senza dubbio a questo stato di cose. Di conseguenza la maggior parte di quelli che fanno ricerca, non lo fanno a tempo. Ma, a loro maggior merito, possiamo affermare senza timore di essere smentiti, che non &egrave; un piccolo impegno impegnarsi in professioni diverse. Tuttavia non bisogna indulgere in dilettantismi: non si entra nell&rsquo;universit&agrave; senza garanzie di seriet&agrave;. E ci si ritrova per di pi&ugrave; &ndash; e con grande vantaggio &ndash; tra&nbsp; persone estremamente competenti.</p>
<p><strong>3.&nbsp;&nbsp; &nbsp;Quali sono gli obiettivi della ricerca in Osteopatia?</strong><br />&Egrave; tempo che la nostra professione, se vuole prendere il posto cui ha diritto tra le discipline mediche, integri la propria base filosofica con una scientifica.<br />Sappiamo, dopo 25 secoli, che non &egrave; possibile fondare un ragionamento scientifico esclusivamente su un approccio empirico od intuitivo.<br />I presocratici, gli eleati, Platone, Cartesio, Kant e tanti altri hanno fatto s&igrave; che la scienza si separasse progressivamente della filosofia. Ed &egrave; questa indipendenza&nbsp; della scienza e della sperimentazione scientifico&nbsp; rispetto ai &ldquo;presupposti filosofici&rdquo; che ha portato ai notevoli sviluppi scientifici, dal secolo dei &ldquo;lumi&rdquo; ai nostri giorni, e ha trasformato radicalmente la conoscenza in tutti campi ed in particolare in quello medico. Gli osteopati possono continuare a &ldquo;non volere conoscere&rdquo;?<br />Possono&nbsp; ancora continuare ad affidarsi esclusivamente alle loro mani?<br />Un osteopata moderno pu&ograve; ancora negare, come &egrave; ormai ampiamente dimostrato, che i nostri sensi non ci danno che una rappresentazione soggettiva della realt&agrave;?<br />Si tratta di riferirsi alla metodologia scientifica con pi&ugrave; umilt&agrave;, quindi con pi&ugrave; maturit&agrave;. <br />Dare delle basi scientifiche all&rsquo;osteopatia, significa affinare le conoscenze dei professionisti, ottimizzare la didattica, confutare gli settici, formare uno spirito critico negli studenti, sostenere la battaglia politica, rendere pi&ugrave; forte la medicina osteopatica, e consentirle l&rsquo;ingresso nelle universit&agrave; ed negli ambienti scientifici in generale.<br />Guardate la psicologia: ancora isolata mezzo secolo fa, &egrave; riconosciuta oggi dappertutto.<br />Ha trovato il suo posto nelle facolt&agrave;, nei tribunali, le aziende.<br />Come &egrave; successo?<br />Piaget scrive:&nbsp; &ldquo;Una scienza giovane per nascere e costituirsi come tale, dopo essersi distaccata, non senza conflitti, della filosofia, impiega in generale del tempo per scoprire le sue tendenze principali (&hellip;) se il discorso filosofico pu&ograve; accontentarsi&nbsp; della verosimiglianza dei postulati(&hellip;) l&rsquo;eredit&agrave;, non trascurabile che la psicologia ne ha tratto &egrave; diventata valida soltanto sottomessa&nbsp; a tale controlli (scientifici)&rdquo;. ( &ldquo;Epistemologia delle scienze dell&rsquo;uomo&rdquo; Piaget, Gallimard&nbsp; 1970). <br />Non tagliamo i rami dove siamo seduti: tutto quello che abbiamo sentito (ed imparato) non &egrave; falso, ma la mano ha i suoi limiti e non pu&ograve; insegnare tutto. &Egrave; di questo limite che bisogna tenere conto.<br />Cosa facciamo esattamente quando trattiamo i nostri pazienti?<br />Per&nbsp; quale meccanismo fisiologico (o altro) riusciamo a dare sollievo? <br />Quale &egrave; la parte di placebo? <br />Corrisponde al famoso 33% dimostrato in tutte le tecniche terapeutiche?</p>
<p><strong>4.&nbsp;&nbsp; &nbsp;Quali sono i mezzi tecnici e qual &egrave; la loro affidabilit&agrave; visto che le sperimentazioni si fanno su esseri viventi?</strong><br />Non dobbiamo confondere esperienza e sperimentazione: l&rsquo;esperienza &egrave; acquisita dalla pratica unita all&rsquo;osservazione. Nella sperimentazione &ldquo;mettiamo in gioco&rdquo; questa ipotesi che deriva dalla nostra esperienza. <br />Non solo gli osteopati sperimentano a proposito dell&rsquo;essere vivente: la medicina e le scienze umane lo fanno ugualmente. <br />I mezzi tecnici sono numerosi (la diagnostica per immagini&hellip;); la loro affidabilit&agrave; dipende dal valore&nbsp; degli sperimentatori, dal loro rigore, dalla loro metodologia, dal modo in cui sono utilizzate le tecniche e sui criteri statistici applicati, dalla loro obiettivit&agrave;&nbsp; nelle conclusioni. </p>
<p><strong>5.&nbsp;&nbsp; &nbsp;Quali sono le risorse economiche a disposizione?</strong><br />In generale scarse. Per quanto ci riguarda ci siamo finanziati da soli nelle nostre ricerche, arrivando a spendere somme considerevoli. Abbiamo comunque ottenuto un finanziamento pubblico relativamente cospicuo, anche se insufficiente per il nostro progetto &ldquo;Deltadyn&rdquo;: un programma capace di analizzare radiologicamente la mobilit&agrave; vertebrale.<br />Per questo bisogna avere un progetto coerente, bisogna lottare, superare ostacoli, trovare ascolto, persuadere&hellip;non &egrave; facile trovare fondi!</p>
<p><strong>6.&nbsp;&nbsp; &nbsp;Che difficolt&agrave; avete incontrato?</strong><br />Molti osteopati, o studenti in osteopatia, che vogliono fare ricerca &ndash; in Svizzera o altrove &ndash; si&nbsp; scontrano con dei rifiuti. <br />Bisogna convincere strutture universitarie o private, ed i rispettivi quadri medici, ad intraprendere una ricerca, &egrave; gi&agrave; questo non &egrave; semplice, visto che ci vuole tempo e solo il risultato ne dimostrer&agrave; l&rsquo;interesse.&nbsp; C&rsquo;&egrave; bisogno di coraggio, di perseveranza per andare a bussare alle porte, farsi ascoltare, ma il gioco vale la candela.<br />Ci auspichiamo che con il riconoscimento della professione, troveremo pi&ugrave; ascolto e pi&ugrave; porte aperte.<br />Per quel che ci riguarda &ndash; essendo ufficialmente collaboratori scientifici di una Facolt&agrave; universitaria &ndash; abbiamo&nbsp; avuto meno problemi ad accedere, nei limiti del possibile, a queste risorse.<br />&Egrave; solo cos&igrave;, perseguendo progetti seri, che l&rsquo;osteopatia sar&agrave; conosciuta e riconosciuta.</p>
<p><strong>7.&nbsp;&nbsp; &nbsp;Quali sono le ultime ricerche importanti in osteopatia?</strong><br />Nel nostro programma di ricerca in osteopatia viscerale siamo arrivati &ndash; attraverso l&rsquo;elaborazione di immagini radio ed ecografiche &ndash; ad ottenere un certo numero di risultanze statisticamente significative:<br />a.&nbsp;&nbsp; &nbsp;Le dinamiche viscerali sono ripetitive e sembrano organizzate: ogni viscere ha la sua propria dinamica comandata dalla respirazione.<br />b.&nbsp;&nbsp; &nbsp;Durante queste dinamiche si evidenziano significativamente delle interrelazioni tra i diversi piani viscerali.<br />c.&nbsp;&nbsp; &nbsp;Queste dinamiche possono essere alterate.<br />d.&nbsp;&nbsp; &nbsp;Queste alterazioni sembrano significativamente correlate a dei disturbi viscerali funzionali.<br />e.&nbsp;&nbsp; &nbsp;Le alterazioni funzionali sembrano precedere nel tempo le alterazioni organiche.<br />f.&nbsp;&nbsp; &nbsp;Noi possiamo, attraverso delle manipolazioni addomino-viscerali adeguate, ridurre e normalizzare le alterazioni della dinamica dei visceri (come abbiamo dimostrato molte volte a lezione, tramite ecografie effettuate prima e dopo la normalizzazione).<br />D&rsquo;altronde disponiamo di un gran numero di studi effettuati da studiosi non osteopati che<br />ci hanno fatto conoscere sempre meglio la meccanica diaframmatica, di notevole complessit&agrave;, e le sue correlazioni in particolare con il mediastino, con il gioco delle pressioni addominali ed i suoi effetti sulla circolazione di ritorno.<br />Disponiamo ugualmente di numerosi lavori di studenti riguardo alla circolazione venosa sopra e sotto-diaframmatica; ed infine abbiamo pi&ugrave; conoscenze riguardo alla dinamica funzionale del piccolo bacino femminile, sulle interrelazioni tra diaframma toracico e pelvico mettendoci al passo, fatto non trascurabile, con l&rsquo;interesse crescente e le conclusioni di urologi e ginecologici per questo argomento.<br />In osteopatia craniale il concetto di onda di Traube-Hering-Mayer come &ldquo;pulsazione fondamentale del corpo in relazione al meccanismo respiratorio primario&rdquo; &egrave; stata evidenziata nel 19&deg; secolo.<br />&Egrave; ora di mettere in&nbsp; cantiere una serie di ricerche che ne confermino o meno la validit&agrave; e l&rsquo;interesse scientifico.<br />Un recente studio della NASA, sembrerebbe avere dimostrato in maniera affidabile &ndash; attraverso riscontri ecografici &ndash; le modificazioni del perimetro del cranio dopo l&rsquo;iniezione di una soluzione salina nei ventricoli laterali.<br />Ci potrebbe essere ancora la possibilit&agrave; di utilizzare un nuovo modello statistico (detto di Rasch, dal nome del matematico che lo ha messo a punto). Questo &egrave; un modello utilizzato nelle scienze umane che permette di analizzare obiettivamente dei fenomeni soggettivi.<br />In ogni caso non ci si deve impegnare in una ricerca con la volont&agrave; di dimostrare, ma pi&ugrave; semplicemente di mostrare, o almeno di avvicinarsi&hellip;<br />Non bisogna voler dimostrare a tutti i costi che l&rsquo;ipotesi &egrave; giusta, perche questo atteggiamento fa perdere l&rsquo;obiettivit&agrave; necessaria.<br />Grazie ad Internet oggi abbiamo la possibilit&agrave; di accedere ad una quantit&agrave; di ricerche effettuate da non osteopati, ma di grande interesse per noi.</p>
<p><strong>8.&nbsp;&nbsp; &nbsp;Le ricerche fatte in osteopatia sono considerate in campo medico?</strong><br />Se sono serie, se partono da ipotesi precise, se si basano su una corretta metodologia, se la sperimentazione &egrave; pertinente, se le trappole e gli errori sono riconosciuti ed evitati, se le conclusioni sono obiettive e non vanno oltre gli scopi della ricerca, non vediamo perch&eacute; no.<br />Il mondo medico &egrave; pronto ad ascoltare delle serie argomentazioni scientifiche, riconosce i nostri successi e sta aspettando delle spiegazioni coerenti.</p>
<p><strong>9.&nbsp;&nbsp; &nbsp;A che tipo di ricerca, in breve, state lavorando attualmente?</strong><br />Stiamo portando avanti diverse ricerche, presso il Politecnico di Mons, in Belgio.<br />Stiamo mettendo a punto diversi programmi che riconoscano e misurino, da un lato il movimento vertebrale, dall&rsquo;altra la dinamica dei visceri durante la respirazione.<br />Questi programmi potranno essere usati, alla fine, in un qualsiasi gabinetto di radiologia.<br />&Egrave; un lavoro lungo e complesso, che abbiamo intrapreso da diversi anni in collaborazione con degli ingegneri. Il lavoro &egrave; gi&agrave; in una fase avanzata, ma una volta a termine, sar&agrave; necessario ottenere l&rsquo;avallo della medicina ufficiale, prima di mettere qualcosa sul mercato.</p>
<p><strong>10.&nbsp;&nbsp; &nbsp;Altre cose da dire?</strong><br />Ci sono due tendenze altrettanto eccessive in osteopatia:<br />o di perdersi in elucubrazioni mistico/esoteriche, fino a diventare dei guru; o credere solo a quello che la scienza a dimostrato, per arrivare allo scienticismo.<br />Le due posizione sono ambedue criticabili, la prima per delle ragioni evidenti.<br />Per la seconda, lo scienticismo ha gi&agrave; dimostrato i suoi limitino Comte ed il positivismo.<br />&ldquo;Esiste qualcosa al di fuori della scienza&rdquo; ( Jacques Arsac &ldquo;La science et le sense de la vie&rdquo;, Fayard 1993.)<br />Questo &ldquo;al di fuori&rdquo; &egrave; evidentemente il territorio delle sperimentazioni e conoscenze future, accessibile ad una scienza a venire.<br />Quindi non &egrave; nei nostri propositi di rigettare tutto quello che non &egrave; dimostrabile in osteopatia.<br />Di volere buttar via tutta la somma di esperienze acquisite dai professionisti e messe ogni giorno al servizio dei pazienti. L&rsquo;osteopata ha come imperativo primario quello di dare sollievo ai suoi pazienti, ogni giorno in studio. Ma dovr&agrave; essere prudente e critico nell&rsquo;esporre la propria esperienza empirica&hellip;dovr&agrave; usare un vocabolario medico adeguato al 21&deg; secolo&hellip;dovr&agrave; usare i mezzi di comunicazione ed informazione per tenersi al corrente sulle ricerche.<br />Perch&eacute;, anche se abbiamo definitivamente dimostrato &ndash; da 20 anni &ndash; la dinamica di un fegato o di un rene o di un colon durante la respirazione, attraverso esame ecografici o radiologico, ricerche che si sono incrociate con alter di altri ricercatori, tradotte, pubblicate in cartaceo e sul web, sul nostro sito&hellip;ci sono ancora oggi osteopati che affermano e scrivono il contrario perch&egrave; &ldquo;lo sentono&rdquo;&hellip; Questo &egrave; oscurantismo acuto!<br />Noi, e lo abbiamo pi&ugrave; volte sottolineato, siamo sulla linea di Popper (le scienze sperimentali avanzano per congetture e confutazioni, non per induzioni e verifiche), senza alcun timore, aspettando altri studi seri e affidabili che vengano a sconfessare le nostre affermazioni.<br />Tutti gli studi scientifici si completano a vicenda per avvicinarsi il pi&ugrave; possibile ad una realt&agrave; che non ci &egrave; dato di cogliere nella&nbsp; sua complessit&agrave; e, nella maggior parte dei casi, bisogna accontentarsi della migliore rappresentazione possibile.<br />Per questa ragione il pi&ugrave; sofisticato degli studi, deve essere presentato con prudenza ed umilt&agrave;.</p>
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		<title>MANIPOLAZIONI CRANICHE</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Jul 2005 08:47:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[osteopatia craniosacrale]]></category>

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		<description><![CDATA[di Eddy Deforest Affezioni dell&#39;occhio, del naso, della gola e dell&#39;orecchio L&#39;uomo, si &#232; detto spesso, &#232; un&#39;unit&#224; psico-organica. La psiche &#232; inseparabile dal corpo, ed &#232; questa realt&#224; indivisibile che agisce, o meglio, struttura le differenti parti dell&#39;organismo. Il corpo non &#232; che la parte espressiva della psiche, contemporaneamente sottostante e trascendente. E&#39; una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>di Eddy Deforest</em><br /> Affezioni dell&#39;occhio, del naso, della gola e dell&#39;orecchio</p>
<p> L&#39;uomo, si &egrave; detto spesso, &egrave; un&#39;unit&agrave; psico-organica. La psiche &egrave; inseparabile dal corpo, ed &egrave; questa realt&agrave; indivisibile che agisce, o meglio, struttura le differenti parti dell&#39;organismo. <br /><span id="more-39"></span><br />
Il corpo non &egrave; che la parte espressiva della psiche, contemporaneamente sottostante e trascendente. E&#39; una verit&agrave; che si comincia a riscoprire. La psiche &egrave; una e fa del corpo una unit&agrave;. Perci&ograve; ogni disturbo funzionale, ogni lesione o malattia, abbraccia la totalit&agrave; dell&#39;essere, anima e corpo. Lo stesso vale per la colonna vertebrale e l&#39;insieme dello scheletro, del sistema osteo-articolare, ivi compreso il cranio. Ad esempio, il cedimento della volta plantare o lo scivolamento dei muscoli dell&#39;avampiede, squilibrano il bacino e preparano l&#39;artrosi dell&#39;anca, l&#39;artrosi lombare, l&#39;ernia del disco fra L4 e L5 o una sciatica. Una scoliosi detta essenziale pu&ograve; avere all&#39;origine una lesione cranica. L&#39;occipite si trova in stretta connessione con i differenti segmenti rachidei fino al sacro, mediante la dura madre e su quest&#39;osso, situato nella parte media, posteriore ed inferiore del cranio, si inseriscono differenti muscoli. In un altro articolo sar&agrave; esaminata pi&ugrave; dettagliatamente questa relazione, spesso disturbata, fra le ossa del cranio e la colonna vertebrale. <br /> L&#39;OCCHIO E IL CRANIO<br /> L&#39;orbita ha l&agrave; forma di una piramide quadrangolare: la bozza orbitale dell&#39;osso frontale ne costituisce la faccia superiore: la parte antero-superiore, prima del mascellare superiore, e l&#39;apofisi orbitale del palato formano la faccia inferiore; la branca che sale dal mascellare superiore, l&#39;unguis ed una parte dell&#39;etmoide (osso piano) formano, dall&#39;avanti all&rsquo;indietro, la faccia interna; l&#39;osso malare e una porzione dello sfenoide (parte orbitaria della grande ala) costituiscono la faccia esterna. Occipite e sfenoide (osso mediano che occupa la parte anteriore e mediana della base del cranio) si relazionano tramite una cerniera: la sinfisi sfeno-basilare.<br /> Questo insieme forma la base del sistema cranico. Il cranio non &egrave; una scatola inerte: le differenti ossa che lo compongono sono articolate da suture, alcune delle quali, dentellate, interagiscono con altre perfettamente complementari (ad esempio, la squama del temporale). L&#39;insieme articolare craniale, in apparenza inerte, in realt&agrave; non lo &egrave;. Intorno alla cerniera (sinfisi sfeno-basilare) l&#39;occipite e lo sfenoide effettuano un movimento impercettibile di flessione e di estensione, doppio movimento perfettamente assorbito dalla squama dell&#39;occipite e dalla grande ala dello sfenoide, la quale, secondo gli osteopati, effettua un movimento di rotazione esterna, in avanti, e di rotazione interna, indietro, con una cadenza di dieci volte al minuto. Questo movimento si ripercuote sulle quattro facce della cavit&agrave; orbitaria, che cambia forma con la stessa frequenza. Il flusso ritmico craniale si ripercuote su tutto l&#39;occhio, e dunque sul nervo ottico e la retina, gli involucri dell&#39;occhio, il corpo vitreo, il cristallino, l&#39;umor vitreo, i muscoli motori. Quindi, possiamo domandarci quali sono le conseguenze di un trauma, di una forza antagonista che disturba l&#39;articolazione craniale e che perturba questo flusso ritmico; disturbi alla vista sono consequenziali: disturbi della rifrazione (miopia, astigmatismo, ipermetro-pia), riduzione dell&#39;acutezza visiva, aumento della tensione intra-oculare con la relativa incidenza riduttiva del campo visivo, lo scollamento del vitreo, scotomi, retinopatia.<br /> In questo caso, gli osteopati, durante le manipolazioni delle articolazioni craniche, sono in grado di ridurre i disturbi intervenendo manualmente. Il terapeuta agir&agrave; sulla sutura parieto-occipitale poggiando una mano su questa articolazione ed esercitandovi una pressione, mentre porr&agrave; l&#39;altra mano sull&#39;orbita, la regione diametralmente opposta. E&#39; questa tensione ben definita (abilit&agrave; del terapeuta) che permette di ristabilire la circolazione del flusso cranico al ritmo fisiologico sopra menzionato.<br /> NASO, ORECCHIE, GOLA<br /> I seni che circondano le fosse nasali sono cavit&agrave; arieggiate, scavate nello spessore dell&#39;osso. In numero di quattro paia, sono disposte ad ambo i lati dell&#39;asse della faccia: il seno mascellare, nello spessore del mascellare superiore, il seno etmoidale scavato nell&#39;etmoide; il seno sfenoidale, formato da cavit&agrave;, nel corpo dello sfenoide; il seno frontale scavato nella porzione antero-esterna dell&#39;osso frontale. Consideriamo innanzi tutto i due seni frontali, a destra e a sinistra della linea mediana. Tappezzati da una mucosa (lo stesso dicasi per gli altri seni), che altro non &egrave; che una estensione della mucosa nasale, questi seni comunicano mediante la loro base, con ogni seno etmoidale. Come per l&#39;occipite e lo sfenoide, l&#39;osso frontale ha un duplice movimento di rotazione esterna ed interna. Evidentemente, anche i seni frontali hanno lo stesso movimento. In caso di sinusite, questo movimento ritmico &egrave; perturbato a livello dell&#39;osso frontale. Per ristabilirlo, l&#39;osteopata pone le mani sulla fronte, le estremit&agrave; delle dita poste leggermente al di sopra delle orbite, ad ambo i lati della sutura frontale (sutura metopica), ormai obliterata. In questa posizione, egli esercita una serie di lievi pressioni che si integreranno con l&#39;influsso craniale e contribuiranno a drenare i seni frontali. I seni mascellari comunicano con le fosse nasali mediante lo hiatus mascellare. Il mascellare superiore, formato da due ossa simmetriche (dette anche &quot;mascellari superiori&quot;), partecipa alla formazione della cavit&agrave; buccale, delle fosse nasali, delle orbite e della fossa zigomatica. Il mascellare ha, come le ossa sopra citate, un duplice movimento di rotazione, esterna ed interna; una sinusite localizzata a questo livello o un trauma ostacolano tale movimento.<br /> Per ridurre questa alterazione, il terapeuta pone le mani ai lati della faccia, in modo che le punte delle dita siano collocate superficialmente all&#39;arcata dentaria. La lieve pressione esercitata sulla parte anteriore del mascellare superiore si integra con l&#39;influsso craniale ritmico ed esercita sui seni un&#39;azione di drenaggio.<br /> Cosa pu&ograve; ancora trattare l&#39;osteopatia?-, . . .<br /> Essa pu&ograve; tentare d&igrave; ridurre il raffreddore da fieno o la rinite vasomotoria.. La manovra necessita della pressione del ganglio sfeno-palatino, rigonfiamento situato all&#39;estremit&agrave; inferiore del nervo vidiano. Per raggiungerlo, il terapeuta introduce l&#39;indice nella bocca, al di sopra della parte superiore dell&#39;arcata dentaria; l&#39;estremit&agrave; del dito deve porsi anteriormente alle apofisi pterigoidee dell&#39;osso sfenoide. La posizione dell&#39;indice permette di sollecitare il ganglio sfeno-palatino, mentre l&#39;altra mano, sul lato opposto, accogliendo la bozza parietale esterna, serve da appoggio.<br /> La lieve pressione esercitata, consente di riequilibrare l&#39;influsso craniale ritmico. Si richiedono spesso varie sedute e talvolta non in tutti i soggetti si riesce ad eliminare la rinite.<br /> L&#39;osteopata pu&ograve; ugualmente tentare di ridurre il &quot;ronzio&quot; alle orecchie. Questo disturbo, molto fastidioso, pu&ograve; essere, in effetti, collegato ad una perturbazione del ritmo craniale. In questo caso, &egrave; chiamato in causa l&#39;osso temporale, animato, come tutte le ossa della scatola cranica, dal duplice movimento interno ed esterno. L&#39;asse va dall&#39;apofisi mastoidea alla punta della piramide. Il terapeuta pone le estremit&agrave; delle dita inferiormente al temporale, al limite dell&#39;articolazione mastoido-occipitale, e le dita dell&#39;altra mano sul lato opposto, in corrispondenza della giunzione dello sfenoide con il frontale (porzione anteriore della fossa temporale). Il tentativo di riduzione delle vertigini richiede le stesse manovre.<br /> Qui non ho dato che qualche esempio di interventi possibili dell&#39;osteopata nel campo dell&#39;otorinolaringoiatria, ma altre affezioni possono essere trattate in maniera simile.<br /> E&#39; un metodo che dovrebbe essere praticato almeno da tutti gli osteopati e chiropratici. <br /> E&#39; nuovo? Non del tutto: r&igrave;sale infatti al 1939 (Stati Uniti), in seguito ai lavori del Dr. William Garner Sutherland, allievo del Dr. Andrew Taylor Still, fondatore dell&#39;osteopat&igrave;a. Questo studioso scopri la mobilit&agrave; ritmica delle ossa del cranio e la sua corrispondenza con la mobilit&agrave; del sacro. W.G. Sutherland lavor&ograve; a tali ricerche per 15 anni e perfezion&ograve; i suoi primi atti terapeutici che, solo ora, cominciano ad essere conosciuti e predicati in Europa: e non credo di sbilanciarmi eccessivamente nell&#39;affermare che tale metodo si svilupper&agrave; sicuramente in avvenire.</p>
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		<item>
		<title>Le leggi di Fryette; tra dogma e prassi</title>
		<link>http://www.giornaleosteopatia.it/2005/06/le-leggi-di-fryette-tra-dogma-e-prassi/</link>
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		<pubDate>Thu, 16 Jun 2005 15:32:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[articoli tecnici]]></category>
		<category><![CDATA[osteopatia e struttura]]></category>

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		<description><![CDATA[di A. Bernard Il principio su cui si basano le leggi di Fryette &#232; quello che una lesione, qualsiasi ne sia l&#8217;entit&#224;, rimanga in una logica fisiologica. &#160; Lesione 1 BODY PIVOT, Schema ideale, PR (PL). &#160; La Spinologia, le cui radici affondano sia nell&#8217;osteopatia che nella chiropratica, ha distinto le vertebre tipiche da quelle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="100%">
<tbody>
<tr>
<td>
<p><em>di A. Bernard</em><br /> Il principio su cui si basano le leggi di Fryette &egrave; quello che una lesione, qualsiasi ne sia l&rsquo;entit&agrave;, rimanga in una logica fisiologica.</p>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><span id="more-20"></span></p>
<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="100%">
<tbody>
<tr>
<td align="center">
<p>&nbsp;</p>
<p> <img src="http://www.scuolaosteopatia.net/materiale_didattico/img/fryette1.jpg" alt="" />
<p>Lesione 1<br /> BODY PIVOT, Schema ideale, PR (PL). </p>
</td>
</tr>
<tr>
<td>
<p>&nbsp;</p>
<p>La Spinologia, le cui radici affondano sia nell&rsquo;osteopatia che nella chiropratica, ha distinto le vertebre tipiche da quelle atipiche, e considera queste ultime capaci di vere sublussazioni.<br /> Tra le vertebre atipiche &egrave; fondamentale il ruolo di C2; Bradbury, Gillet, Dummer, le attribuiscono una considerevole potenzialit&agrave; energetica. <br /> A Lione Alain Faisant e Francois Didier, incuriositi dai loro risultati palpatori su C2, dopo un trauma importante, hanno deciso di verificare quello che trovavano palpatoriamente, attraverso una verifica radiologica, effettuando un &ldquo;listing&rdquo; su pi&ugrave; di 500 casi.<br /> I risultati indicano senza ombra di dubbio che se normalmente C2 segue la seconda legge di Fryette (vedi lesione 2a), nei traumatismi di una certa importanza C2 si comporta in prima legge (vedi lesione 2b), creando il massimo di problemi neuro-vegetativi. </p>
</td>
</tr>
<tr>
<td align="center">
<p>&nbsp;</p>
<p> <img src="http://www.scuolaosteopatia.net/materiale_didattico/img/fryette2.jpg" alt="" />
<p> Lesione 2 &#8211; A<br /> Nozione d&rsquo;inferiorit&agrave; o superiorit&agrave; (C3)<br /> Posteriorit&agrave; con inferiorit&agrave; (fisiologica), PRI (PLI).</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td align="center">
<p>&nbsp;</p>
<p> <img src="http://www.scuolaosteopatia.net/materiale_didattico/img/fryette3.jpg" alt="" />
<p> Lesione 2 &#8211; B<br /> Nozione d&rsquo;inferiorit&agrave; o superiorit&agrave; (C3)<br /> Posteriorit&agrave; con superiorit&agrave;<br /> (lesione complessa con risultante di traslazione del lato posteriore), <br /> PRS (PLS).</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td>
<p>&nbsp;</p>
<p>Qualsiasi discussione accademica non pu&ograve; sostituire la realt&agrave; dell&rsquo;esperienza clinica. Dobbiamo essere pronti a trattare &ldquo;quello che &egrave;&rdquo; e non &ldquo;quello che vorremmo che fosse&rdquo;. Questo per rispettare le nostre mani come strumento della nostra Arte. </p>
</td>
</tr>
<tr>
<td>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
]]></content:encoded>
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		<title>Ruolo biomeccanico dei fulcri C5-C4 e D4</title>
		<link>http://www.giornaleosteopatia.it/2005/06/ruolo-biomeccanico-dei-fulcri-c5-c4-e-d4/</link>
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		<pubDate>Thu, 16 Jun 2005 15:30:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[articoli tecnici]]></category>
		<category><![CDATA[osteopatia e struttura]]></category>

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		<description><![CDATA[RUOLO BIOMECCANICO DEI FULCRI C5-C4, D4 E DEI MUSCOLI NUCALI NELLE SINDROMI VERTIGINOSE ACUTE E LORO INQUADRAMENTO OSTEOPATICO di Roberto TrainiTutti i movimenti del collo (tranne l&#39;estensione che arriva fino a C5-C6) implicano una mobilizzazione vertebrale fino a D4. Ci&#242; significa che le forze antigravitarie che permettono l&#39;orizzontalit&#224; dello sguardo e l&#39;equilibrio della testa sul [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>RUOLO BIOMECCANICO DEI FULCRI C5-C4, D4 E DEI MUSCOLI NUCALI NELLE SINDROMI VERTIGINOSE ACUTE E LORO INQUADRAMENTO OSTEOPATICO </strong><em> di Roberto Traini</em>Tutti i movimenti del collo (tranne l&#39;estensione che arriva fino a C5-C6) implicano una mobilizzazione vertebrale fino a D4. <br /> Ci&ograve; significa che le forze antigravitarie che permettono l&#39;orizzontalit&agrave; dello sguardo e l&#39;equilibrio della testa sul collo non scendono al di sotto di D4.<br />
<span id="more-18"></span><br />
E&#39; quindi importante, nel corso di un trattamento osteopatico, ripristinare una corretta mobilit&agrave; che arrivi fino a questa zona.<br /> Da qui l&#39;importanza biomeccanica che riveste il corretto equilibrio di D4 senza considerare le altre caratteristiche importanti di tale vertebra:
<ul>
<li>Fulcro di recupero dell&#39;equilibrio sul piano orizzontale e frontale analogamente a D12 (scoliosi).</li>
<li> Coordinazione dei movimenti diaframmatici, indispensabili per l&#39;interscambio fluidico tra le due cavit&agrave; addominale e toracica (ematosi).</li>
<li>Centro della vasomotr&igrave;cit&agrave; (ruolo nelle emicranie).</li>
<li>Punto di raccordo tra funzionalit&agrave; cardiaca (plesso cardiaco), respiratoria (nervo frenico)e viscerale (vago).</li>
<li> Chiave di volta del grande arco posteriore che va da C6 a D9 (punto di tensione che reagisce alle forze gravitazionarie anteriori).</li>
</ul>
<p>Per quanto concerne i muscoli nucali esiste una simmetria fra loro e i muscoli oculomotori. La loro disposizione anatomica &egrave; la stessa.<br /> Tra questi due gruppi muscolari esiste altres&igrave; una interrelazione funzionale.<br /> Ogni stimolo visivo che sollecita la nostra attenzione indirizza il nostro sguardo per il tramite di due azioni muscolari:</p>
<ul>
<li>L&#39;azione della muscolatura estrinseca dell&#39;occhio (muscolo retto superiore,inferiore.mediale e laterale e muscolo obliquo superiore ed inferiore) che dirige l&#39;occhio.</li>
<li> L&#39;azione dei muscoli nucali (muscolo grande retto posteriore, piccolo retto posteriore, grande obliquo e piccolo obliquo) che dirige la testa.</li>
</ul>
<p>E&#39; evidente che i movimenti della testa e degli occhi devono essere coordinati da una azione armonica. <br />Un&#39;ipermobilit&agrave; del rachide cervicale superiore, che dirige il movimento della testa in modo troppo rapido ed ampio, spezza questa relazione armonica creando turbe interferenziali nel meccanismo di adattamento posturale e facilitando l&#39;insorgenza di sindromi vertiginose acute.<br /> Esiste una comunicazione anatomica attraverso la dura madre tra il sistema labirintico, il condotto uditivo esterno ed il sistema meningeo intra-cranico. <br /> L&#39;adattamento dei muscoli posturali fa seguito alla compensazione esistente tra il sistema oculomotore e il labirinto dominante (occhio pi&ugrave; alto) costituenti il sistema di riferimento della postura.<br /> Il coordinamento dell&#39;insieme posturale &egrave; controllato dalla sostanza reticolare e dal cervelletto. <br /> Esiste altres&igrave; una comunicazione diretta tra muscoli nucali e sistema meningeo intracranico: c&#39;&egrave; un punto di tessuto connettivo che collega la dura, il rivestimento membranoso del cervelletto, cervello e midollo spinale al piccolo muscolo retto posteriore del cranio, situato alla base della nuca, tra l&#39;arco posteriore dell&#39;atlante e la linea nucale inferiore dell&#39;occipite. <br /> Un ponte simile sussiste tra la prima e la seconda cervicale (grande retto posteriore situato tra l&#39;apofisi spinosa di C2 e la linea nucale inferiore dell&#39;occipite e il grande obliquo tra l&#39;apofisi spinosa di C2 e il tubercolo della traversa di CI). <br /> Questa connessione evidenzia l&#39;interrelazione anatomica esistente tra i muscoli nucali e i sistemi di riferimento (sistema labirintico e sistema oculomotore) e coordinamento della postura (sostanza reticolare e cervelletto).<br /> Possiamo comprendere ora il perch&eacute; in patologia alcune sindromi vertiginose acute siano legate ad un disturbo del sistema muscolare posturale con punto di partenza a livello dei muscoli della nuca soprattutto quando questi ultimi si trovano ad adattarsi ad una situazione esasperata di stress; situazione frequente negli individui che presentano un collo proiettato in avanti con il seguente schema adattativo: inversione cervicale bassa (ipomobilit&agrave;), iperlordosi compensatoria tra occipite C1-C2 (ipermobilit&agrave;).<br /> La testa si trova in appoggio instabile sui condili (fulcro di leva), le forze gravitarie di compressione hanno il loro punto di applicazione a livello della sella turcica (centro gravitario della testa) e trascinano la testa in avanti.<br /> Le forze antigravitarie (di trazione )sono rappresentate dai muscoli nucali che devono controbilanciare il peso del capo. <br />I muscoli nucali, estensori, saranno quindi in tono permanente per opporsi alla caduta in avanti della testa e andranno spesso soggetti a situazioni posturali di affaticamento e stress.<br /> Da C1 in gi&ugrave; il peso del corpo viene ripartito su tre colonne: una colonna statica a livello dei corpi vertebrali e due dinamiche corrispondenti alle apofisi articolari.<br /> Il peso della testa grava solo sulle colonne dinamiche rappresentate dai condili. <br /> La mancanza della colonna anteriore viene supportata dalla articolazione atlo-odontoidea.<br /> La zona sottooccipitale rappresenta quindi il punto pi&ugrave; mobile e meccanicamente pi&ugrave; sollecitato del rachide cervicale. <br />In caso di verticalizzazione o inversione di curva il ruolo dei muscoli nucali sar&agrave; doppiamente compensatorio.<br /> Tali muscoli saranno in restrizione permanente per compensare l&#39;eccessivo appiombo della testa (compenso statico) e saranno in condizione di ipermobilit&agrave; per compensare l&#39;ipomobilit&agrave; dei fulcri del rachide cervicale inferiore determinata dall&#39;inversione di curva (compenso dinamico).<br /> &Egrave; evidente come in una simile tipologia biomeccanica, i muscoli nucali in restrizione permanente, si trovino in condizione di stress continuativo. <br />&Egrave; vero che tale stress &egrave; il prezzo inevitabile per consentire il mantenimento dell&#39;equilibrio della testa e l&#39;orizzontalit&agrave; dello sguardo, ma &egrave; altrettanto vero che in una situazione simile basta un minimo squilibrio aggiuntivo per precipitare nell&#39;attacco acuto vertiginoso.<br /> In sostanza la postura si organizza con l&#39;interrelazione armonica anatomica e funzionale di tre sistemi: il sistema di coordinamento (sostanza reticolare e cervelletto), sistema di riferimento e dell&#39;equilibrio (sistema vestibolare ed oculomotore) e il sistema esecutore (la catena muscolare posturale con punto di partenza dai muscoli nucali). <br />&Egrave; evidente quindi, come un disturbo della funzione del sistema muscolare posturale nucale (ipermobilit&agrave; adattativa e compensatoria) comporti una disarmonia funzionale dell&#39;insieme generando turbe posturali e dell&#39;equilibrio (vertigini).<br /> Ritengo personalmente che in casi di questo genere sia opportuno limitare il trattamento osteopatico allo sblocco dei fulcri cervicali inferiori C5-C6 fino a D4 senza assolutamente manipolare la zona in restrizione occipite C1-C2 in quanto adattativa e compensatoria (iper) all&#39;inversione sottostante<br /> (ipo), limitando semmai l&#39;azione sui muscoli nucali ad un lavoro di inibizione dolce tessutale .<br /> Il recupero della zona cervicale inferiore sar&agrave; quindi condizione necessaria e sufficiente per consentire un adattamento fisiologico pi&ugrave; conveniente della zona sovrastante.<br /> Ricordiamo che nel cranio giocano un ruolo importante due sistemi di equilibrio uno situato anteriormente e uno posteriormente. <br />Relativamente alla parte posteriore &egrave; il tono dei muscoli nucali che compensa ed equilibra il peso della testa e la cui azione si prolunga lungo la scatola cranica per mezzo del movimento della falce del cervello, del cervelletto e del tentorio del cervelletto.<br /> La parte anteriore del cranio &egrave; condizionata dalla relazione armonica esistente tra mandibola sospesa al temporale (ATM) colonna cervicale, osso ioide, e sistema muscolare connesso.<br /> Il punto di raccordo di questi due equilibri &egrave; il temporale che condiziona ed armonizza le varie componenti attraverso relazioni articolari miofasciali e neurologiche fondamentali.</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Le lesioni sacro-iliache acute</title>
		<link>http://www.giornaleosteopatia.it/2005/06/le-lesioni-sacro-iliache-acute/</link>
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		<pubDate>Tue, 14 Jun 2005 15:27:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[articoli tecnici]]></category>
		<category><![CDATA[osteopatia e struttura]]></category>

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		<description><![CDATA[di Ilio Iannone Sono sacro-iliache traumatiche che provocano sciatalgie particolari: -Nozione di trauma o di sforzo maggiore(ad es. durante lo sport) -Lasegue assente -Riflessi conservati -Attitudine antalgica sempre &#8220;crois&#233;e&#8221; Queste lesioni avvengono in concomitanza con delle torsioni sacrali sia anteriori che posteriori e condizionano sempre uno spasmo reattivo del piriforme. La sciatalgia &#232; dovuta alla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em> di Ilio Iannone</em><br /> Sono sacro-iliache traumatiche che provocano sciatalgie particolari:<br /> -Nozione di trauma o di sforzo maggiore(ad es. durante lo sport)<br /> -Lasegue assente<br /> -Riflessi conservati<br /> -Attitudine antalgica sempre &ldquo;crois&eacute;e&rdquo;<br />
<span id="more-16"></span><br />
Queste lesioni avvengono in concomitanza con delle torsioni sacrali sia anteriori che posteriori e<br /> condizionano sempre uno spasmo reattivo del piriforme.<br /> La sciatalgia &egrave; dovuta alla tensione del sistema legamentoso della sacro-iliaca e si proietta oltre ai<br /> territori classici, sia sul pube e il perineo, sia sul coccige, sia sul trocantere e rendono difficile<br /> l&rsquo;indagine semeiotica.<br /> I rami del plesso sacrale e pudendo possono essere perturbati al livello dei fori anteriori del sacro in<br /> caso di disfunzioni sacro-iliache.
<p>&nbsp;</p>
<table border="0" width="100%">
<tbody>
<tr>
<td colspan="2"><strong>Lesione anteriore</strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="25%" valign="top"><img src="http://www.giornaleosteopatia.it/immagini/ilio/ilio1.gif" alt="" width="86" height="113" /></td>
<td width="75%" valign="top">Radice S1 &gt; Centro della natica, parte posteriore dell&rsquo;arto inf., bordo esterno del piede e 5&deg; dito.<br /> Il piriforme da trattare &egrave; sul lato dell&rsquo;anteriorit&agrave;.<br /> L&rsquo;attitudine &egrave; crociata.<br /> Riflessi conservati.<br /> Lasegue assente.<br /> Il trocantere &egrave; in rotazione esterna sull&rsquo;anteriorit&agrave;.</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<table border="0" width="100%">
<tbody>
<tr>
<td>&nbsp;</td>
<td>&nbsp;</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2">Trattamento</td>
</tr>
<tr>
<td width="50%">&nbsp;</td>
<td width="50%">&nbsp;</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top">Psoas in inibizione bilaterale</td>
<td><img src="http://www.giornaleosteopatia.it/immagini/ilio/ilio2.jpg" alt="" /></td>
</tr>
<tr>
<td>&nbsp;</td>
<td>&nbsp;</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top">Piriforme sul lato anteriore(base affondata)</td>
<td><img src="http://www.giornaleosteopatia.it/immagini/ilio/ilio3.jpg" alt="" /></td>
</tr>
<tr>
<td>&nbsp;</td>
<td>&nbsp;</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top">Trust sull&rsquo;Ail</td>
<td><img src="http://www.giornaleosteopatia.it/immagini/ilio/ilio4.jpg" alt="" /></td>
</tr>
<tr>
<td>&nbsp;</td>
<td>&nbsp;</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top">Tecnica sulla fascia lata</td>
<td><img src="http://www.giornaleosteopatia.it/immagini/ilio/ilio5.jpg" alt="" /></td>
</tr>
<tr>
<td>&nbsp;</td>
<td>&nbsp;</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top">Lift parietale<br /> (Inspirazione sollevare i piedi, espirazione in basso. Mantenere sul lato della sciatica.)</td>
<td><img src="http://www.giornaleosteopatia.it/immagini/ilio/ilio6.jpg" alt="" /></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<table border="0" width="100%">
<tbody>
<tr>
<td colspan="2"><strong>Lesione anteriore</strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="25%" valign="top"><img src="http://www.giornaleosteopatia.it/immagini/ilio/ilio6.gif" alt=" " /></td>
<td width="75%" valign="top">Radice S2 &gt; Natica, parte postero-interna dell&rsquo;arto inf., tallone, territorio<br /> plantare fino all&rsquo;alluce.<br /> Il piriforme da trattare &egrave; sul lato della posteriorit&agrave;.<br /> Riflessi conservati.<br /> Lasegue assente.</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<table border="0" width="100%">
<tbody>
<tr>
<td>&nbsp;</td>
<td>&nbsp;</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2">Trattamento</td>
</tr>
<tr>
<td width="50%">&nbsp;</td>
<td width="50%">&nbsp;</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top">Psoas in inibizione bilaterale</td>
<td><img src="http://www.giornaleosteopatia.it/immagini/ilio/ilio2.jpg" alt="" /></td>
</tr>
<tr>
<td>&nbsp;</td>
<td>&nbsp;</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top">Piriforme sul lato anteriore(base affondata)</td>
<td><img src="http://www.giornaleosteopatia.it/immagini/ilio/ilio3.jpg" alt="" /></td>
</tr>
<tr>
<td>&nbsp;</td>
<td>&nbsp;</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top">Trust sulla base sacrale posteriore senza controllo di L5</td>
<td><img src="http://www.giornaleosteopatia.it/immagini/ilio/ilio7.jpg" alt="" /></td>
</tr>
<tr>
<td>&nbsp;</td>
<td>&nbsp;</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top">Inibizione dell&rsquo;adduttore opposto al piriforme.</td>
<td>&nbsp;</td>
</tr>
<tr>
<td>&nbsp;</td>
<td>&nbsp;</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top">Piriforme sul lato anteriore(base affondata)</td>
<td><img src="http://www.giornaleosteopatia.it/immagini/ilio/ilio6.jpg" alt="" /></td>
</tr>
</tbody>
</table>
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		<title>Intervista a Georges Finet</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Jun 2005 15:17:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[articoli divulgativi]]></category>
		<category><![CDATA[articoli tecnici]]></category>
		<category><![CDATA[osteopatia viscerale]]></category>

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		<description><![CDATA[INTERVISTA A GEORGES FINET DURANTE IL SUO SEMINARIO PRESSO L&#8217;E.O.P. D. A quanto pare il tuo lavoro con WILLIAME sulla dinamica dei visceri in rapporto ai movimenti del diaframma &#232; unico? R. Infatti &#232; un lavoro unico e originale. In certi articoli americani abbiamo per&#242; trovato dei dettagli sul ruolo del centro frenico che avevamo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://giornaleosteopatia.it/immagini/finet0.jpg" alt="" hspace="8" width="100" height="100" align="left" />INTERVISTA A GEORGES FINET DURANTE IL SUO SEMINARIO PRESSO L&rsquo;E.O.P. </p>
<p> <strong>D. A quanto pare il tuo lavoro con WILLIAME sulla dinamica dei visceri in rapporto ai movimenti del diaframma &egrave; unico?</strong><br />
<span id="more-12"></span><br />
R. Infatti &egrave; un lavoro unico e originale. In certi articoli americani abbiamo per&ograve; trovato dei dettagli sul ruolo del centro frenico che avevamo intuito. Oggi molti medici s&rsquo;interessano alle nostre sperimentazioni ma con degli scopi diversi dai nostri.
<p>&nbsp;</p>
<p><img src="http://giornaleosteopatia.it/immagini/finet1.jpg" alt="" hspace="8" align="left" />
<p><strong>D. Da quanto tempo lavorate a questa ricerca?</strong></p>
<p>R. Dal 1985!</p>
<p><strong>D. Avete avuto aiuti o sponsor, visti i mezzi tecnici importanti che avete utilizzato?</strong></p>
<p>R. Si e per fortuna! La facolt&agrave; politecnica di Mons (Belgio) ci ha aiutato per finanziare i &ldquo;logiciels&rdquo; (software). Poi abbiamo ricevuto, caso rarissimo per l&rsquo;osteopatia, una partecipazione dallo stato belga.</p>
<p><strong>D. In poche parole, quale sono le conclusioni che si possono trarre da una tale ricerca?</strong></p>
<p>R. 1) esiste una dinamica perfettamente organizzata a livello delle viscere dovuta alla spinta del diaframma. Questa organizzazione &egrave; ripetuta in ogni caso.<br /> 2) se esiste una disorganizzazione, questa origini disturbi funzionali e nel tempo una vi &egrave; possibilit&agrave; d&rsquo;evoluzione patologica organica.<br /> 3) Per noi, questa organizzazione pu&ograve; essere valutata e corretta con l&rsquo;osteopatia. I nostri libri hanno come scopo di sensibilizzare il mondo medico sulle nostre ricerche per sviluppare una prevenzione.</p>
<p><img src="http://giornaleosteopatia.it/immagini/finet2.jpg" alt="" align="left" /> <strong><br />Per saperne di pi&ugrave; <a href="http://www.deltadyn.be">www.deltadyn.be</a> </strong> </p>
]]></content:encoded>
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		<title>Neurochirurgia: risposte di Alain Bernard</title>
		<link>http://www.giornaleosteopatia.it/2005/06/neurochirurgia-risposte-di-alain-bernard/</link>
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		<pubDate>Fri, 03 Jun 2005 15:10:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[articoli tecnici]]></category>
		<category><![CDATA[osteopatia e struttura]]></category>

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		<description><![CDATA[Questo &#232; il primo di una serie di articoli che riporta le risposte date da Alain Bernard ad un gruppo di neurochirurghi romani durante l&#8217;incontro del dicembre 2004. Prima domanda: Come spiega i casi di recidive di ernie discali operate? Risposta di Bernard: L&#8217;ernia discale, a parte quella di origine traumatica, non &#232; una fatalit&#224;. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questo &egrave; il primo di una serie di articoli che riporta le risposte date da Alain Bernard ad un gruppo di neurochirurghi romani durante l&rsquo;incontro del dicembre 2004.</p>
<p> <strong>Prima domanda:</strong><br /> Come spiega i casi di recidive di ernie discali operate?<br />
<span id="more-10"></span><br />
Risposta di Bernard: L&rsquo;ernia discale, a parte quella di origine traumatica, non &egrave; una fatalit&agrave;. &Egrave; spesso l&rsquo;atto conclusivo di una degradazione progressiva del disco, dovuta ad un&rsquo;utilizzazione di un segmento vertebrale al di fuori del suo determinismo fisiologico. Questo pu&ograve; succedere per due ragioni:
<ul>
<li> Una ragione d&rsquo;origine strutturale, per cui un qualsiasi livello vertebrale perde mobilit&agrave; (IPO) e questa perdita di movimento viene compensata ad un altro livello, che se ne assume l&rsquo;onere troppo al di l&agrave; delle proprie possibilit&agrave; (IPER). Un esempio classico &egrave; quello di una cifosi rigida, che scende troppo in basso e determina che la lordosi si faccia unicamente sulla cerniera L5-S1.</li>
<li> La seconda &egrave; l&rsquo;aspetto psico-motorio o comportamentale. &Egrave; chiaro che tra l&rsquo;ambizioso e il rinunciatario, l&rsquo;estroverso ed il timido, questa famosa cerniera non assume gli stessi bisogni.</li>
</ul>
<p> Ho definito L5-S1 &ldquo;STARTER&rdquo; quella del primo, L5-S1 &ldquo;POLTRONA&rdquo; quella del secondo.<br /> L5-S1 &ldquo;STARTER&rdquo; soffre per un eccesso di mobilit&agrave;, L5-S1 &ldquo;POLTRONA&rdquo; per un eccesso di gravit&agrave;, ma entrambe arrivano alla discopatia. Saranno le successive condizioni di vita, il lavoro, lo sport ecc&hellip;, a provocare o meno l&rsquo;ernia su questo segmento predisposto.<br /> Quando, a seguito di una fase acuta, l&rsquo;obbiettivit&agrave; impone l&rsquo;intervento, il quadro clinico si modifica positivamente, ma il meccanismo globale errato responsabile del danno resta tale e lo riproporr&agrave; ad un altro livello segmentario (od allo stesso). L&rsquo;analisi biomeccanica dell&rsquo;osteopata, basata sulle Meccaniche di Littlejohn, metter&agrave; a punto una strategia di liberazione della zona primaria (IPO), &ldquo;muta&rdquo; dal punto di vista sintomatologico, per una riprogrammazione posturale. Questa rieducazione dovr&agrave; necessariamente includere la PROPRIOCETTIVIT&Agrave;. <br />La qualit&agrave; del gesto, rivelatore di chi siamo, ha radici profonde ed &egrave; difficile modificarlo quando &egrave; poco economico.<br /> A poco servono i consigli generici, che si leggono un po&rsquo; dappertutto: &egrave; necessario un specifico lavoro propriocettivo.</p>
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