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	<title>Il giornale dell'osteopatia &#187; articoli divulgativi</title>
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	<description>Il primo giornale online di osteopatia in Italia</description>
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		<title>Quando l&#8217;osteopatia vince le coppe</title>
		<link>http://www.giornaleosteopatia.it/2008/12/quando-losteopatia-vince-le-coppe/</link>
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		<pubDate>Sun, 14 Dec 2008 11:05:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[articoli divulgativi]]></category>
		<category><![CDATA[osteopatia e sport]]></category>

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		<description><![CDATA[di Alessandro Moccia Maggio 2007 Shangai, gara coppa del mondo fioretto maschile. Gara tiratissima dove gli atleti azzurri stavano ben figurando. Un movimento improvviso, brusco ed ecco qua che uno dei nostri lancia un urlo, mi chiama mi dice: “non riesco più a girare il collo fammi qualcosa”. “Ok” gli dico “finisci l’assalto (che stava [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Alessandro Moccia<br />
Maggio 2007 Shangai, gara coppa del mondo fioretto maschile.</p>
<div class="wp-caption alignnone" style="width: 430px"><img src="http://www.scuolaosteopatia.net/boubouni/wp-content/uploads/2008/12/spadisti_moccia.jpg" alt="moccia con gli sciabolisti della nazionale" width="420" height="420" /><p class="wp-caption-text">con gli sciabolisti della nazionale</p></div>
<p>Gara tiratissima dove gli atleti azzurri stavano ben figurando. Un movimento improvviso, brusco ed ecco qua che uno dei nostri lancia un urlo, mi chiama mi dice: “non riesco più a girare il collo fammi qualcosa”. “Ok” gli dico “finisci l’assalto (che stava ampiamente vincendo) e poi vediamo cosa riusciamo a fare”.<br />
Battuto agevolmente l’avversario lo schermidore si apprestava ad affrontare la semifinale, viene da me preoccupato di non farcela, il dolore è troppo importante e il voltaren e l’efferalgan presi mezz’ora prima non hanno fatto effetto.<br />
Lo valuto e penso fra me e me “ok, qui c’è da manipolare c4-c5…proviamo” <a href="http://www.scuolaosteopatia.net/2008/12/quando-losteopatia-vince-le-coppe/" target="_blank">continua la lettura&#8230;</a></p>
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		<title>Riflessioni di Rollin Becker</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Jul 2008 10:10:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[articoli divulgativi]]></category>
		<category><![CDATA[osteopatia craniosacrale]]></category>

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		<description><![CDATA[Riflessioni di Rollin Becker (anno 1978 e seg.) Le Tecniche osteopatiche di Equilibrio e di Scambio Reciproco si basano&#160; sull&#8217;utilizzazione diretta delle risorse fisiologiche del corpo del paziente, attraverso la presa di coscienza dell&#39;osteopata e le sue capacit&#224; di palpazione. &#160;Esse richiedono al praticante una&#160; base filosofica e metodologica e una conoscenza completa dei meccanismi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Riflessioni di Rollin Becker (anno 1978 e seg.)</p>
<p>Le Tecniche osteopatiche di Equilibrio e di Scambio Reciproco si basano&nbsp; sull&rsquo;utilizzazione diretta delle risorse fisiologiche del corpo del paziente, attraverso la presa di coscienza dell&#39;osteopata e le sue capacit&agrave; di palpazione. &nbsp;<br />Esse richiedono al praticante una&nbsp; base filosofica e metodologica e una conoscenza completa dei meccanismi anatomo-fisiologici. &nbsp;</p>
<p><span id="more-126"></span><br />
Tali tecniche tendono a valutare e poi a ristabilire lo stato di salute del paziente (salute:&nbsp; capacit&agrave; di funzionamento armonioso in&nbsp; tutti i sistemi del corpo), oltre a diagnosticare ed a trattare&nbsp; traumi e disfunzioni (traumi e disfunzioni: ridotte capacit&agrave; di&nbsp; funzionamento&nbsp; in un determinato sistema ). &nbsp;<br /> Fondamentalmente, il&nbsp; medico studia l&#39;anatomia, la fisiologia, la patologia e le scienze assimilate per poter valutare clinicamente lo stato di salute e per essere in grado di fare qualcosa per il suo paziente, sia diagnosticando traumi e malattie, sia trattandole attraverso la medicina, la chirurgia o gli altri strumenti del suo armamentario terapeutico.<br /> Le Tecniche di Equilibrio e di Scambio reciproco esigono dall&#39;osteopata di riuscire ad affondare ancora pi&ugrave; profondamente nella comprensione fisiologica del corpo del suo paziente;&nbsp; qui egli lavorer&agrave; tramite e con l&#39;intermediazione dei meccanismi anatomo- fisiologici del corpo esaminato e della &quot;forza&quot; che li anima:&nbsp; ci&ograve; costituir&agrave; l&#39;energia propulsiva in grado di fornirgli una giusta valutazione e di permettergli di restaurare lo stato di salute, di diagnosticare e di trattare tutti gli squilibri o i traumi esistenti. &nbsp;<br /> La vita &egrave; movimento nella relazione spazio-tempo, dalle manifestazioni spirituali le pi&ugrave; elevate ai pi&ugrave; semplici fenomeni fisici. &nbsp;<br /> La fisiologia del corpo &egrave; anch&#39;essa movimento nella relazione spazio-tempo:&nbsp; questo implica energie a tutti i livelli dell&#39; esistenza,&nbsp; ed uno scambio fra tutti i suoi elementi&nbsp; (spirituali, fisici, ambientali);&nbsp; essa include ogni struttura&nbsp; (ossa, tessuti molli, liquidi);&nbsp; inizia dalla fecondazione dell&#39;ovulo e prosegue fino al passaggio finale dell&#39;individuo in un altra sfera d&#39;azione. &nbsp;<br /> La fisiologia del corpo &egrave; dotata&nbsp; di potenza,&nbsp; di forza e di energia al fine di poter manifestare la vita (ossia il movimento nello spazio e nel tempo); tale potenza pu&ograve; essere &quot;letta e catturata&rdquo;, per essere utilizzata dal praticante per la sua diagnosi e per il suo programma di trattamento. &nbsp;<br /> Potenza e fisiologia costituiscono un&#39;unit&agrave; funzionale&nbsp; in ogni entit&agrave; individuale, e tutti i livelli di energia contenuti nei meccanismi viventi sono accessibili e utilizzabili. <br /> La&nbsp;&nbsp; &quot;potenza&quot;&nbsp;&nbsp; &#8211; afferma ancora Becker -&nbsp; &egrave; molto pi&ugrave; di un valore statico&nbsp;&nbsp; che rappresenta il potenziale&nbsp; di energia disponibile.&nbsp; La&nbsp; &quot;potenza&quot;&nbsp; &egrave; energia in azione, &egrave; un&#39;entit&agrave; di funzione&nbsp; che si muove lungo le regioni di equilibrio e di scambio ritmico di tutti i meccanismi. &nbsp;<br /> La&nbsp; &quot;potenza&quot;&nbsp; pu&ograve; essere descritta in numerosi modi. &nbsp;<br /> &nbsp;Essa &egrave; ad esempio lo spazio tra due note musicali che, in una determinata melodia, f&agrave; s&igrave; che ci siano delle note di qualit&agrave; e di tono differente;&nbsp; essa separa le diverse lunghezze d&#39;onda che manifestano le energie nei campi elettromagnetici;&nbsp; essa si situa tra i flussi e i riflussi delle masse oceaniche e di quelle di energia universale di questo sistema solare ed oltre; in chimica, essa interviene nei punti di scambio tra due reazioni. &nbsp;<br /> Ma la descrizione pi&ugrave; semplice di&nbsp; potenza&nbsp; &egrave; quella di leva e di punto d&#39;appoggio: la potenza nel punto di immobilit&agrave; che costituisce il punto d&#39;appoggio &egrave; la somma totale delle energie che si manifestano alle due estremit&agrave; della leva.<br /> Il punto d&#39;appoggio pu&ograve; essere spostato, ma rester&agrave; sempre funzionalmente immobile in rapporto alla leva, poich&eacute; esso &egrave; sede della potenza per i fenomeni di equilibrio e di scambio ritmici che si esercitano in questa stessa leva. <br /> Nel corpo troviamo dimostrati tutti questi esempi:&nbsp; le parole e il canto, l&#39;attivit&agrave; elettrica del sistema nervoso; la fluttuazione del liquido cefalo-rachideo; gli scambi chimici ormonali, gli enzimi e i liquidi; le leve del sistema scheletro-muscolare e tanti altri fattori, rilevabili nei vari meccanismi anatomo-fisiologici. <br /> Tutti sono clinicamente utilizzabili ma&nbsp; &egrave; compito del terapeuta di allenare le proprie capacit&agrave; tattili&nbsp; per lavorare attraverso il movimento, nella relazione spazio-tempo dei meccanismi del paziente,&nbsp; nel momento in cui questi stessi meccanismi sono alla ricerca&nbsp; dei propri punti di scambio d&#39;equilibrio e di ritmo, sia&nbsp; in stato di salute, sia&nbsp; in condizioni traumatiche o patologiche; contemporaneamente, il terapista svilupper&agrave; la conoscenza consapevole della potenza che si trova nei punti di scambio equilibrati e ritmici,&nbsp; pur lavorando con la fisiologia del corpo del malato. &nbsp;<br /> Questa analisi pu&ograve; apparire complessa;&nbsp; in realt&agrave; &egrave; semplice e bisogna mantenere tale semplicit&agrave;:&nbsp; la fisiologia del corpo del malato possiede le risorse necessarie per&nbsp; collaborare&nbsp; alla guarigione&nbsp; a tutti i livelli. Tocca al terapeuta di imparare a utilizzare tali risorse.&quot; </p>
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		<title>E se si parlasse di Me!?</title>
		<link>http://www.giornaleosteopatia.it/2008/06/e-se-si-parlasse-di-me/</link>
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		<pubDate>Mon, 23 Jun 2008 10:08:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[osteopatia]]></category>
		<category><![CDATA[articoli divulgativi]]></category>

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		<description><![CDATA[Introduzione della rivista About Osteopathy del SBO (Belgio) del mese di Novembre&#160; M. Hellin Presidente SBO&#160; E se si parlasse di Me!&#160;&#160; &#160;Qualcuno&#160; un giorno mi ha fatto questo indovinello: &#34;Conosci la differenza tra Dio ed un osteopata? &#34; non vi far&#242; l&#39;insulto di riferirvi il seguito&#8230;&#160; Fui dapprima divertito da questo scherzo, che per&#242; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Introduzione della rivista About Osteopathy del SBO (Belgio) del mese di Novembre&nbsp; <br />M. Hellin Presidente SBO&nbsp; <br /><strong>E se si parlasse di Me!&nbsp;</strong>&nbsp; <br />&nbsp;Qualcuno&nbsp; un giorno mi ha fatto questo indovinello:</p>
<p>&quot;Conosci la differenza tra Dio ed un osteopata? &quot; non vi far&ograve; l&#39;insulto di riferirvi il seguito&hellip;&nbsp; </p>
<p>Fui dapprima divertito da questo scherzo, che per&ograve; in seguito mi ha portato a riflettere sullo stato d&#39;animo che talvolta mi anima e sulla nozione di umilt&agrave;.&nbsp; <br /><span id="more-124"></span></p>
<p>Il Larousse d&agrave; dell&#39;umilt&agrave; la seguente definizione: &quot;Stato d&#39;animo, atteggiamento di qualcuno che &egrave; umile, si considera senza indulgenza, &egrave; pronto ridimensionare i propri meriti.&quot;&nbsp; </p>
<p> L&#39;origine latina della&nbsp; parola &quot;umilt&agrave;&quot; pu&ograve; aiutarci a considerarla in una luce un po&#39; diversa.</p>
<p> Umilt&agrave;&nbsp; trae la sua radice da &quot;humus&quot;: terra, suolo, che designa quello strato superficiale del suolo molto fertile, che accoglie il seme e da&#39; la vita. Da questa prospettiva&nbsp; l&#39;umilt&agrave; &egrave;&nbsp; la qualit&agrave; di apertura che ci permette di riconoscere che, nella nostra ricerca del senso della vita e del suo funzionamento, non deteniamo la verit&agrave; assoluta. E per questo possiamo accettare che altri propongano delle nuove idee, e prenderle in considerazione.&nbsp; </p>
<p> Abbiamo bisogno dell&#39;Ego per costruire, agire, questa &egrave; la scintilla che ci anima.</p>
<p> &Egrave; l&#39;Ego che ci ha spinto a progredire dalla nostra condizione di fisioterapisti per diventare osteopati. Tuttavia uno dei problemi della societ&agrave; attuale, che vive sempre pi&ugrave; &quot;nell&#39;Apparire&quot; piuttosto che &quot;nell&#39;Essere&quot;, &egrave; una sorta di sovradimensionamento, di infatuazione dell&#39;Ego .</p>
<p> L&#39; Io &egrave; il nostro programma primario, rappresenta la nostra natura profonda, la nostra essenza.</p>
<p> &Egrave; ci&ograve; che siamo realmente, ci&ograve; che avremmo dovuto essere prima che la societ&agrave; ci trasformi, ci modelli. Purtroppo il nostro Io &egrave; spesso schiacciato&nbsp; dall&#39;Ego. E&#39; necessario ripartire alla ricerca di questo Io. Non &egrave; facile.&nbsp; &nbsp; </p>
<p>Facciamo un mestiere&nbsp; appassionante, rendiamo dei servizi, talvolta di qualit&agrave; inestimabile a numerose persone, ma non dobbiamo dimenticare mai che siamo solamente quelli che provano a comprendere il funzionamento di un fantastico computer &ndash; della&nbsp; 15 ma generazione &ndash; che non abbiamo inventato noi. Quello che sa far girare molto bene un programma&nbsp;&nbsp; utilizza al massimo il 20% del sistema.</p>
<p> Dobbiamo ricollocarci nella stessa ottica per ci&ograve; che riguarda i nostri pazienti: proviamo a comprendere bene o male il funzionamento del corpo con le nostre conoscenze ed ogni tanto anche esplorando dei sentieri sconosciuti. Tutti gli osteopati del mondo unendo le loro conoscenze, non sarebbero capaci di svelare i misteri contro cui cozziamo giorno dopo giorno. </p>
<p>Nelle&nbsp; riunioni tra colleghi, si sente parlare sempre dei successi terapeutici , ma sarebbe pi&ugrave; istruttivo parlare degli insuccessi. Avere un insuccesso al giorno, pur essendo certi di avere fatto un buon lavoro, &egrave; sicuramente pi&ugrave; produttivo di qualsiasi successo. Ricordiamoci innanzitutto i pazienti che ritornano pi&ugrave; volte per gli stessi motivi.. Sono quelli su cui bisogna concentrare la nostra ricerca, sono quelli di cui bisogna parlare tra colleghi&hellip;. Nella maggior parte dei casi, sono le nostre conoscenze che segnano i nostri limiti. La medicina osteopatica non ha ancora mostrato tutte le sue possibilit&agrave;.&nbsp; </p>
<p> La gioia che ci procura la testimonianza di un paziente e la riconoscenza talvolta senza limiti, talvolta esagerata,&nbsp; devono comunque farci&nbsp; restare &quot;con i piedi nell&#39;humus&quot;. </p>
<p> Finir&ograve; con una citazione di Charlie Chaplin che deve farci riflettere:&nbsp; </p>
<p> &quot;Siamo tutti dei dilettanti, non viviamo abbastanza a lungo per diventare dei professionisti.&quot;&nbsp; <br /> ssionisti.&quot;&nbsp;&nbsp;  </p>
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		<title>Il bisturi</title>
		<link>http://www.giornaleosteopatia.it/2007/02/il-bisturi/</link>
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		<pubDate>Thu, 15 Feb 2007 10:01:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[articoli divulgativi]]></category>
		<category><![CDATA[osteopatia e societa]]></category>

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		<description><![CDATA[di Fabrizio Magnifica Il bisturi sta al chirurgo come lo scalpello al muratore&#8230; cos&#236; il thrust sta all&#8217;Osteopata&#8230; poco nobile e molto riduttivo, ma ritengo che l&#8217;identificazione della professione con la tecnica pi&#249; usata NON &#232; un segnale negativo ma piuttosto &#232; la giusta affermazione dell&#8217;avvenuta conoscenza della professione stessa&#8230; Non voglio essere in questo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>di Fabrizio Magnifica</em> <br />Il bisturi sta al chirurgo come lo scalpello al muratore&hellip; cos&igrave; il thrust sta all&rsquo;Osteopata&hellip; poco nobile e molto riduttivo, ma ritengo che l&rsquo;identificazione della professione con la tecnica pi&ugrave; usata NON &egrave; un segnale negativo ma piuttosto &egrave; la giusta affermazione dell&rsquo;avvenuta conoscenza della professione stessa&hellip; </p>
<p> <span id="more-116"></span><br />
Non voglio essere in questo momento lo scrocchiatore di turno, non voglio far sventolare la bandiera del thrust, non voglio elevare la manipolazione alla tecnica predominante della nostra professione, anzi continuamente nella mia testa frulla una delle tante massime di Alain&hellip;&rdquo;<em><strong> Le spiegazioni meccaniche riducono l&rsquo;uomo a una povera dimensione&#8230;</strong></em>&rdquo; ma, a mio avviso, non bisogna scordare quanto il thrust ci offre, quante soddisfazioni interne a noi ed esterne ai nostri pazienti ci regala ogni giorno, e penso che sta a noi, sta alle nostre scuole insegnare e far capire a tutte le persone , pazienti e non, la sensibilit&agrave; di questa manovra e la sua bellezza&hellip; sta a noi difenderlo&hellip; e allo stesso tempo sono sicuro che la coscienza delle persone cambier&agrave;, come sono sicuro che nessun paziente appena operato identifica la bravura del proprio chirurgo in base al taglio che si osserva sul proprio corpo. <br />Non mi sento di rimanere sulla tua stessa linea, mio caro Andrea, e ho la voglia e l&rsquo;esigenza di voler affermare la mia professione, in silenzio&hellip; senza troppo rumori&hellip; e quando domani mi ritrover&ograve; nuovamente nel mio studio a combattere contro l&rsquo;ignoranza e lo scetticismo, cercher&ograve; le energie adatte per poter rispondere sul campo&hellip; facendo vedere che il trust non &egrave; spezzare, e se dovr&ograve; ogni volta, ogni santo giorno illustrare a sempre pi&ugrave; persone quello che mi accingo a fare&hellip;. beh&hellip; anche quello sar&agrave; curare&hellip; magari non fisicamente ma a quel punto mentalmente questa nostra societ&agrave;. <br />Grazie&hellip;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Schiavi di uno &#8220;strumento&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Jan 2007 09:57:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[articoli divulgativi]]></category>
		<category><![CDATA[osteopatia e societa]]></category>

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		<description><![CDATA[di Andrea Verso Per l&#8217;ennesima volta mi &#232; capitato di assistere al solito dibattito sull&#8217;opportunit&#224; o meno di una manipolazione, sulla pericolosit&#224; di una pratica definita irruente, invasiva e fonte di numerosi problemi. La domanda che mi pongo e che pongo a coloro che leggeranno il mio articolo &#232; questa: &#8220;&#232; giusto identificare una filosofia, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>di Andrea Verso</em> <br />Per l&rsquo;ennesima volta mi &egrave; capitato di assistere al solito dibattito sull&rsquo;opportunit&agrave; o meno di una manipolazione, sulla pericolosit&agrave; di una pratica definita irruente, invasiva e fonte di numerosi problemi. <br />La domanda che mi pongo e che pongo a coloro che leggeranno il mio articolo &egrave; questa: &ldquo;&egrave; giusto identificare una filosofia, una cultura, una pratica esclusivamente attraverso uno strumento?&rdquo;<br /><span id="more-114"></span><br />
Mi spiego, a mio avviso la manipolazione rappresenta solamente uno degli strumenti dell&rsquo;osteopata, un &ldquo;attrezzo&rdquo; che va usato quando serve.<br /> Concentrando l&rsquo;attenzione sulla manipolazione la si distoglie da tutto ci&ograve; che sta alla base della pratica osteopatica, dalla valutazione dell&rsquo;individuo, dalla conoscenza di tutte quelle relazioni che sono alla base della scelta di una tecnica osteopatica piuttosto che un&rsquo;altra.<br />Ridurre il lavoro dell&rsquo;osteopata alla semplice manipolazione, e di conseguenza accettare dibattiti che abbiano questa levatura, contribuisce solamente a sminuire il nostro operato, intrappolandoci e rendendoci schiavi di un semplice strumento. <br />Seguendo questa logica potremmo dire che i chirurghi sono degli scriteriati perch&eacute; usano il &ldquo;bisturi&rdquo; un arnese pericolosissimo perch&eacute; estremamente affilato in grado di procurare ferite gravissime! Negando allegramente le conoscenze e le esperienze che li rendono abili ad usare tali attrezzi.<br /> Paradossale no?</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il messaggio della osteopatia</title>
		<link>http://www.giornaleosteopatia.it/2006/12/il-messaggio-della-osteopatia/</link>
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		<pubDate>Mon, 18 Dec 2006 09:55:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[osteopatia e societa]]></category>

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		<description><![CDATA[di Dario Vitale&#8220;La vita &#232; movimento&#8221;, chi mastica un po&#8217; di osteopatia l&#8217;avr&#224; sentito dire o l&#8217;avr&#224; ripetuto, senza forse coglierne tutte le implicazioni. La vera felicit&#224; sta nello sviluppare pienamente le proprie potenzialit&#224;. L&#8217;essere umano &#232; fatto per muoversi e realizzarsi attraverso il movimento. Uno stile di vita &#8220;auto &#8211; TV &#8211; computer&#8221; toglie [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>di Dario Vitale</em><br />&ldquo;La vita &egrave; movimento&rdquo;, chi mastica un po&rsquo; di osteopatia l&rsquo;avr&agrave; sentito dire o l&rsquo;avr&agrave; ripetuto, senza forse coglierne tutte le implicazioni.<br /> La vera felicit&agrave; sta nello sviluppare pienamente le proprie potenzialit&agrave;.<br /> L&rsquo;essere umano &egrave; fatto per muoversi e realizzarsi attraverso il movimento.<br /> Uno stile di vita &ldquo;auto &ndash; TV &ndash; computer&rdquo; toglie all&rsquo;uomo la sua principale finalit&agrave;, costituendo uno dei presupposti dell&rsquo;infelicit&agrave; che permea la nostra societ&agrave;.<br />  <span id="more-112"></span><br />
Restituire all&rsquo;individuo la propria mobilit&agrave; &egrave; un atto non solo terapeutico, ma getta le basi per un diverso modo di pensare e di agire.<br /> La Psico-Neuro-Endocrino-Immunologia (PNEI) propone una visione &ldquo;sistemica&rdquo; del corpo, dove la vecchia concezione di un cervello &ndash; sede del pensiero e della coscienza &ndash; che comanda tutto il resto &egrave; stata definitivamente relegata nel museo della scienza.<br /> Nel &ldquo;nuovo corpo&rdquo; il cervello &egrave; solo una centralina &ndash; come quella dell&rsquo;auto &ndash; e non solo la mente, ma anche le emozioni si generano in ogni singola cellula e pervadono tutto il nostro essere. A riprova di ci&ograve;, la produzione di neuromediatori (molecole con cui comunica il sistema nervoso) ritenute esclusivo appannaggio dei neuroni, &egrave; stata riscontrata in molte altre popolazioni cellulari.<br /> Noi pensiamo con il nostro corpo, ci emozioniamo con il nostro corpo, siamo il nostro corpo.<br /> Il movimento &egrave; pensiero, &egrave; emozione, &egrave; vita!<br /> Sanare la frattura prodotta da Cartesio, la cui conseguenza pi&ugrave; drammatica &egrave; il materialismo che funesta la nostra epoca, riunire &ldquo;res cogitans&rdquo; e &ldquo;res extensa&rdquo; &egrave; la sfida che tutti dobbiamo affrontare sia a livello individuale che come societ&agrave;.<br /> L&rsquo;osteopatia pu&ograve; dare il suo contributo a patto che, oltre a &ldquo;levare&rdquo; il sintomo, nei nostri studi si cominci a parlare, attraverso il movimento, di qualit&agrave; della vita, di armonia, di felicit&agrave;. <br /> La felicit&agrave; &egrave; rivoluzionaria, e di una pacifica rivoluzione &ndash; che passi attraverso  un&rsquo;evoluzione spirituale dei singoli &ndash; la nostra societ&agrave; ha bisogno, se vogliamo una speranza per noi e per i nostri figli.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Intervista a Gersanois</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Dec 2006 09:54:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[politica e osteopatia]]></category>

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		<description><![CDATA[Nella commissione per il D.O. degli allievi di EOP era presente Armand Gersanois, presidente della F.E.O (F&#233;d&#233;ration Europ&#233;&#232;ene d&#8217;ost&#233;opathie), federazione che lavora al raggruppamento delle diverse correnti professionali europee. . Gli abbiamo chiesto la sua opinione sulla situazione dell&#39;osteopatia in italia Gersanois: La situazione dell&#39;osteopatia in Italia &#232; buona e anche il livello di insegnamento. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://giornaleosteopatia.it/immagini/gersanois.jpg" alt="" hspace="8" height="100" align="left" /><em>Nella commissione per il D.O. degli allievi di EOP era presente  Armand Gersanois, presidente della F.E.O (F&eacute;d&eacute;ration Europ&eacute;&egrave;ene d&rsquo;ost&eacute;opathie), federazione che lavora al raggruppamento delle diverse correnti professionali europee.  . Gli abbiamo chiesto la sua opinione sulla situazione dell&#39;osteopatia in italia </em><span id="more-110"></span><br />
  Gersanois: La situazione dell&#39;osteopatia in Italia &egrave; buona e anche il livello di insegnamento.  <br />La qualit&agrave; degli esami e molto buona perch&egrave; ho trovato per esempio oggi alla scuola EOP eccellenti candidati, buoni soggetti di tesi che dimostrano che effettivamente c&#39;&egrave; stata una buonissima qualit&agrave; d&#39;insegnamento.<br />Faccio un poco parallelo con quello che  &egrave; successo in Francia e in Belgio dove si &egrave; iniziato  organizzando l&#39;insegnamento e  intrattenendo relazioni per esempio con i ministri, con lo stato e io credo che attualmente la situazione &egrave; la stessa in Italia . <br />Penso di sapere che ci sono persone che cercano di parlamentare nei vari ministeri e fare si che l&#39;osteopatia sia riconosciuta in Italia cosi come &egrave; riconosciuta in Belgio, dove c&#39;&egrave; un progetto di legge che &egrave; stata votata nel 1999  e in Francia dove &egrave; stata riconosciuta nel 2002. <br />Penso quindi che in Italia non si &egrave; lontani vista la qualit&agrave; dell&#39;insegnamento e io direi la dedizione degli osteopati italiani, dal riconoscimento ufficiale dell&#39;osteopatia. </p>
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		<title>Intervista a Michel Helin</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Nov 2006 09:52:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[politica e osteopatia]]></category>

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		<description><![CDATA[Nella commissione per il D.O. degli allievi di EOP era presente Michel Helin, presidente del SBO (Belgio). Gli abbiamo rivolto qualche domanda sulla situazione dell&#39;osteopatia in Belgio: Domanda: Ci pu&#242; spiegare a che punto &#232; la situazione dell&#8217;osteopatia in Belgio e dare qualche precisazioni sul decreto COLLA ? Risposta : Il decreto COLLA, del 1999, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://giornaleosteopatia.it/immagini/helin.jpg" alt="" hspace="8" height="100" align="left" /><em>Nella commissione per il D.O. degli allievi di EOP era presente Michel Helin, presidente del SBO (Belgio). Gli abbiamo rivolto qualche domanda sulla situazione dell&#39;osteopatia in Belgio:<br /></em><strong>  Domanda:</strong> <br />Ci pu&ograve; spiegare a che punto &egrave; la situazione dell&rsquo;osteopatia  in Belgio e dare qualche precisazioni sul decreto COLLA ? <br />  <span id="more-107"></span><br />
<strong>Risposta :</strong> <br />Il decreto COLLA, del 1999, &egrave; sempre al punto di partenza. &Egrave;  quello che in Belgio chiamiamo una legge quadro, ma questo quadro non ha ancora  una forma precisa. La forma consister&agrave; nel disporre i possibili atti che  potranno realizzare gli osteopati e quelli che non potranno realizzare, chi sar&agrave;  registrato e chi non lo sar&agrave;. Bisogna sapere anche che la legge COLLA non  &egrave; un riconoscimento dell&rsquo;osteopatia, ma una registrazione degli osteopati.  Il ministero, in base alle informazioni dati dalle Unioni Professionali, accrediter&agrave;  gli osteopati. Col precedente ministero, abbiamo avuto il riconoscimento delle  Unioni Professionale da parte del Ministero della Sanit&agrave;. Nell&rsquo;estate  2005 abbiamo ricevuto una lettere dal ministero della Sanit&agrave; in cui si  chiedeva alle diverse Unione Professionali di nominare un interlocutore al fine  di organizzare una riunione preparatoria alla finalizzazione della legge COLLA.  Dunque, nel mese seguente le cinque unioni professionali avevano designato il  loro rappresentante ma a livello delle Camere niente &egrave; stato ancora deciso  perch&eacute; l&rsquo;Universit&agrave; doveva mandare 5 medici universitari fra  cui un medico generico ed &egrave; a questo livello che le cose non vanno. La  versione ufficiale &egrave; che questi medici non hanno tempo, che lo devono fare  durante le loro consultazioni, che non &egrave; pagato bene, ecc&#8230; Penso che  &egrave; una manovra dilatoria per ritardare la finalizzazione di questa legge.  Penso che se la legge avesse previsto il lavoro dell&rsquo;osteopata sotto prescrizione  medica questa legge sarebbe gi&agrave; votata. Il grosso divario (ma la grossa  spina nel fianco dei medici) per il medico &egrave; che l&rsquo;osteopata pu&ograve;  lavorare senza prescrizione medica. &Egrave; cosi che lavoriamo adesso. Abbiamo  avuto un riconoscimento da parte delle assicurazione. &Egrave; cominciato prima  della legge COLLA . E&rsquo; stata una manovra politica perch&eacute; il ministro  COLLA , socialista, aveva capito che la sua legge non sarebbe passata per cui  chiese alle assicurazione socialiste di appoggiarlo. Quindi, ha forzato la mano  ai parlamentari, ai senatori, ed &egrave; grazie a questo che la legge &egrave;  passata. Le assicurazione rimborsano ma non sui parametri delle mutue officiali;  sono le assicurazione complementari che rimborsano come per l&rsquo;agopuntura,  la podologia, l&rsquo;omeopatia , la chiropratica ecc&hellip;ma dove c&rsquo;&egrave;  un problema, siccome niente &egrave; ufficiale, le assicurazioni, essendo delle  imprese, fanno clientelismo e rimborsano chiunque, pur di avere il maggior numero  di aderenti. All&rsquo;inizio avevamo chiesto alle assicurazioni di rimborsare  solo gli osteopati che avevano fatto un cursus completo e che erano indipendenti  e ci&ograve; era stato accettato. Ma pian piano altri osteopati o che si dicono  tali, hanno anche loro fatto la domanda di rimborso, che &egrave; stata accettata.  Peccato, ma bisogner&agrave; aspettare un riconoscimento ufficiale di questa legge  COLLA, affinch&eacute; tutto ci&ograve; si sistemi.</p>
<p><strong> Domanda :</strong> <br /><em>Che cosa pensa del livello dei nostri allievi D.O.? </em><br /><strong> Risposta :</strong> <br />Sono molto soddisfatto del livello dei vostri allievi. Sono sempre  contento di venire qui, agli esami, perch&eacute; si impara sempre qualcosa, ed  &egrave; un apporto reciproco. Ho sempre un p&ograve; di difficolt&agrave; a mettermi  a punto perch&eacute; non sono un insegnante. Quando facciamo la pratica, i nostri  gesti sono automatici e non si possiede sempre il ricordo preciso di tutti gli  elementi sui quali si agisce, a livello anatomico, fisiologico, ecc. D&rsquo;altra  parte arriviamo con una certa esperienza e possiamo trasmettere un p&ograve; di  quest&rsquo;esperienza. Come 2 anni fa, sono molto soddisfatto del livello degli  allievi e mi piace anche come &egrave; impostato questo insegnamento. Qui si abbraccia  tutti gli indirizzi, strutturale con Alain, craniale, viscerale con Moiny, William,  Finet, De Brabander, Hannard. C&rsquo;&egrave; un&rsquo;apertura a 360&deg; come  dice Eddy. Non si va in una stessa direzione, c&rsquo;&egrave; una grande apertura  e ci&ograve; &egrave; molto importante.</p>
<p><strong>   Domanda:</strong> <br /><em>Parliamo un po dell&rsquo;esperimento all&rsquo;Universit&agrave;</em><br /><strong>Risposta:</strong><br />Il terzo anno accademico &egrave; iniziato; abbiamo ottenuto un insegnamento    all&rsquo;Universit&agrave; Libera di Bruxelles. Bisogna spiegare come stanno    le cose, perch&eacute; se si visita il sito dell&rsquo;Universit&agrave; Libera    di Brusselle non si trover&agrave; automaticamente l&rsquo;insegnamento in osteopatia.    Questo insegnamento &egrave; organizzato all&rsquo;interno della facolt&agrave;    di motricit&agrave; che raggruppa la Kinesiterapia, l&rsquo;educazione fisica    e l&rsquo;osteopatia. Perch&eacute; ? Perch&eacute; in Belgio si cerca di razionalizzare,    di economizzare e di fare dei blocchi comuni. E&rsquo; inutile fare 3 volte    l&rsquo;anatomia in 3 corsi diversi: si raggruppa, e quindi &egrave; pi&ugrave;    plausibile. Gli studenti devono seguire 5 anni nella facolt&agrave; di motricit&agrave;.    Il diploma non dar&agrave; accesso alla professione; si dovr&agrave; fare un    sesto anno, ossia un Master complementare in osteopatia in cui si far&agrave;    solo osteopatia e che dar&agrave; accesso ad un diploma accademico, che non    sar&agrave; anch&rsquo;esso un diploma professionale. Come per i medici, gli    avvocati, gli architetti, in Belgio le unioni professionali creeranno un sistema    di tirocinio. Gli studenti dovranno fare (non &egrave; stato ancora deciso)    uno o due anni di tirocinio e saranno le unioni professionali che concederanno    l&rsquo;accesso alla professione.<br />   Perch&eacute; ? E&rsquo; certo che il programma dell&rsquo; U L B non corrisponde    alle nostre aspettative in quanto osteopati . All&rsquo; U.L.B. si pu&ograve;    insegnare soltanto materie provate scientificamente. Esigono che noi insegniamo    cose che loro non vogliono insegnare. Ma abbiamo capito che un insegnamento    all&rsquo;universit&agrave; &egrave; preferibile a niente. E ci teniamo molto    perch&eacute;, in Europa, sar&agrave; l&rsquo;unico insegnamento universitario.    In questo modo pensiamo di poter fare avanzare il riconoscimento dell&rsquo;osteopatia    in Belgio e successivamente in Europa.<br />   Questi 2 anni supplementari serviranno come base alla messa a punto di programmi    che corrispondono di pi&ugrave; alle nostre aspettative. Durante questi 6 anni    non ci saranno corsi di craniale o di viscerale &ldquo;in extenso&rdquo;, avremo    un corso di osteopatia adattato al cranio e un altro adattato alle viscere.    Non entreremo nei particolari come si fa nei corsi di CTF in Belgio o qui in    Italia. Inizieremmo alla palpazione &hellip;lavoreremmo sulle vertigini, ecc&hellip;    Quindi, sar&agrave; una buona introduzione e spetter&agrave; a noi di far in    modo che gli studenti si affezionino a queste materie . Non penso che questo    sia un illusione perch&eacute; ho avuto dei contatti con una persona che adesso    &egrave; presidente della SCA ( Sutherland Craniale accademy of Belgium). Questa    persona &egrave; uscita da questo insegnamento con un diploma in chine-osteopatia    e non era assolutamente formata al craniosacrale, non ne voleva addirittura    sentirne parlare; adesso &egrave; presidente di questa istituzione in Belgio    ed &egrave; pienamente convinta. Non si potr&agrave; mai impedire che alcune    persone prediligano l&rsquo;aspetto &ldquo;meccanico&rdquo;, anche persone che    hanno seguito un insegnamento completo in scuole private con craniosacrale,    parietale, viscerale, evolvono a modo loro; ma sono anche convito che una parte    delle persone che usciranno dall&rsquo;universit&agrave; s&rsquo;indirizzeranno    verso il craniosacrale. </p>
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		<title>Intervista a Eduardo Rossi, Presidente del ROI</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Oct 2006 11:29:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[articoli divulgativi]]></category>
		<category><![CDATA[politica e osteopatia]]></category>

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		<description><![CDATA[Approfittiamo della presenza di Edoardo Rossi, presidente del Roi, nella commissione d&#39;esame di EOP per rivolgergli qualche domanda: giornale: Qual&#8217; &#232; la situazione politica dell&#39;osteopatia in Italia? E.Rossi: La situazione del riconoscimento della professione in Italia &#232; a un momento di rallentamento nel senso che il parlamento ha problemi grossi da risolvere e quindi si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://giornaleosteopatia.it/immagini/rossi.jpg" alt="" hspace="8" width="100" height="100" align="left" />Approfittiamo della presenza di Edoardo Rossi, presidente del Roi, nella commissione d&#39;esame di EOP per rivolgergli qualche domanda: <br /> <em><strong>giornale</strong>: Qual&rsquo; &egrave; la situazione politica dell&#39;osteopatia in Italia?</em><br /> <strong>E.Rossi</strong>: La situazione del riconoscimento della professione in Italia &egrave; a un momento di rallentamento nel senso che il parlamento ha problemi grossi da risolvere e quindi si &egrave; un po&rsquo; fermato tutto l&#39;iter . <br /><span id="more-104"></span><br />
Abbiamo parlato con il sottosegretario Patta del ministero della salute, sono disponibili a riaprire il progetto del sistema sociosanitario che per noi non sarebbe male perch&egrave; sarebbe gia un bel riconoscimento. <br /> Abbiamo incontrato il sottosegretario alla giustizia Scotti come Assoprofessioni per la riforma delle professioni che ci vede sempre impegnati in prima fila perch&eacute; l&rsquo;importante sarebbe riuscire ad arrivare ad un riconoscimento. O un riconoscimento della professione tout court con il ministero della giustizia o in area sociosanitaria o sanitaria con il ministero della salute. Inoltre proprio questa settimana avremo un incontro con i verdi per recuperare e portare avanti tutte queste medicine che per loro sono medicine naturali e quindi sarebbero i pi&ugrave; interessati e anche i pi&ugrave; adatti a portare avanti questo discorso: Non dimenticate che una delle prime leggi e stata fatta da Galletti nella penultima legislatura e poi ripresa da Lucchese in quella successiva. Quindi i verdi hanno sempre partecipato a questo lavoro. La mia paura &egrave; che si perda troppo tempo e si arrivi a fine legislatura con dei progetti ancora in commissione e non sviscerati completamente . <br /> Le premesse sono buone, finora abbiamo fatto, all&#39;interno dell&#39;osteopatia italiana, un lavoro di coesione di tutti i gruppi per cercare di creare un unica associazione che abbia anche maggior forza politica sia dal punto di vista numerico che come rappresentanza dell&#39;osteopatia italiana e penso che sia importante riuscire ad avere una situazione coesa e un gruppo che sia l&#39;unico referente che abbia gli stessi iter formativi, la stessa preparazione, gli stessi codici deontologici, lo stesso statuto in modo da avere un&#39;unica voce nei confronti del parlamento e delle istituzioni in genere.<br /> <em><strong>Giornale:</strong> Oggi hai partecipato alla commissione esaminatrice dei D.O. di EOP. che cosa ne pensi di questa giornata .</em><br /> <strong>E.Rossi</strong>: Sono contento perch&egrave; ho passato una giornata piacevolissima insieme ad amici, ho incontrato vecchi amici e ho visto degli allievi preparati e sopratutto appassionati e credo che per l&#39;osteopatia l&#39;amore e la passione siano le cose pi&ugrave; importanti</p>
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		<title>L’ importanza di un “bel gesto”</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Sep 2006 11:24:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[articoli divulgativi]]></category>
		<category><![CDATA[osteopatia e societa]]></category>

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		<description><![CDATA[di Dario Vitale Viviamo in una cultura dove la quantit&#224; conta pi&#249; della qualit&#224;, l&#8217;avere pi&#249; dell&#8217;essere, facciamo tante cose, approssimativamente, piuttosto che una alla perfezione. Questo porta alla perversione di bisogni primari quali l&#8217;amore (avere tante avventure ha pi&#249; valore che amare un&#8217;unica donna), la comunicazione (siamo &#8220;connessi&#8221; con tutto il pianeta e non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em> di Dario Vitale</em><br /> Viviamo in una cultura dove la quantit&agrave; conta pi&ugrave; della qualit&agrave;, l&rsquo;avere pi&ugrave; dell&rsquo;essere, facciamo tante cose, approssimativamente, piuttosto che una alla perfezione.<br /> Questo porta alla perversione di bisogni primari quali l&rsquo;amore (avere tante avventure ha pi&ugrave; valore che amare un&rsquo;unica donna), la comunicazione (siamo &ldquo;connessi&rdquo; con tutto il pianeta e non sappiamo pi&ugrave; parlare con chi ci &egrave; accanto), il movimento.<span id="more-100"></span><br />
Per quest&rsquo;ultima necessit&agrave; si arriva addirittura a un paradosso: mentre si inventano sempre pi&ugrave; cose per la comodit&agrave;, eliminando nel quotidiano ogni occasione di movimento, ci si va poi ad ammazzare di fatica nelle palestre o correndo.<br /> E cos&igrave; l&rsquo;uomo moderno o &egrave; un palestrato, chiuso nella sua corazza di muscoli, o &egrave; un sedentario, pi&ugrave; o meno avvolto in un involucro di adipe.<br /> I due tipi sembrerebbero agli antipodi, ma hanno un comune denominatore, una scarsissima qualit&agrave; di movimento.<br /> Per capire quello che intendo basta andare di mattina in un qualsiasi parco cittadino a guardare la gente che corre.<br /> Vedrete che lo sforzo che fa un culturista per muoversi dentro la sua armatura, a volte &egrave; maggiore di chi strascina dietro dei chili di troppo. Correre &egrave; scioltezza, libert&agrave;, armonia.<br /> E d&rsquo;altronde nei nostri studi ritroviamo ambedue le tipologie, ugualmente sofferenti. E allora?<br /> E allora quello che dico ai miei pazienti &ndash; che mi chiedono consiglio &ndash; &egrave; di trovarsi delle attivit&agrave; motorie dove la &ldquo;qualit&agrave;&rdquo; del gesto sia un po&rsquo; pi&ugrave; curata, che non nei vari step, spinning e via dicendo. (Anche se, nella maggior parte dei casi, ci sarebbe bisogno di ripartire dai &ldquo;fondamentali&rdquo;: stare in piedi, camminare, respirare&hellip;)<br /> Un bel gesto &egrave; economico per il nostro sistema muscolo-scheletrico ed evita incidenti e sofferenze. Cos&igrave; cerco di rendere un piccolo servizio alla persona che ho davanti, ed uno, ancora pi&ugrave; piccolo, alla nostra societ&agrave; dove parlare di qualit&agrave;, di armonia, di bellezza, sono oggi i veri discorsi politici.</p>
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