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	<title>Il giornale dell'osteopatia</title>
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	<description>Il primo giornale online di osteopatia in Italia</description>
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		<title>La donna in gravidanza</title>
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		<pubDate>Sat, 22 May 2010 09:28:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[articoli tecnici]]></category>
		<category><![CDATA[osteopatia viscerale]]></category>
		<category><![CDATA[la donna in gravidanza]]></category>

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		<description><![CDATA[Questa  rubrica sulla donna in gravidanza sarà costituita da  diversi   articoli; è aperta a tutte le correnti di opinione e a tutti:  ginecologi, ostetriche, osteopati e soprattutto donne, donne che hanno  partorito con o senza problemi o donne in attesa che cercano  informazioni sul parto fisiologico/naturale . Le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questa  rubrica sulla donna in gravidanza sarà costituita da  diversi   articoli; è aperta a tutte le correnti di opinione e a tutti:  ginecologi, ostetriche, osteopati e soprattutto donne, donne che hanno  partorito con o senza problemi o donne in attesa che cercano  informazioni sul parto fisiologico/naturale . Le donne devono essere le  vere protagoniste di questa rubrica.<br />
La direzione dell’EOP spera ricevere le vostre riflessioni e/o le vostre  ricerche che saranno pubblicate (sempre sotto la responsabilità  dell’autore).<br />
Questo tema della donna in gravidanza è di grande interresse per la  nostra scuola di osteopatia.<br />
In effetti, l’osteopata e l’osteopatia  possono contribuire al benessere  della donna incinta (e indirettamente al feto) durante la gravidanza e  dopo il parto.<br />
Durante la gravidanza, le principali applicazioni dell’osteopatia sono:  la preparazione al parto fisiologico, la ginnastica e la tonificazione  del perineo, la terapia antalgica dei dolori causati dalle modificazione  posturale vertebrale, le lombosciatalgie ecc.<br />
Dopo il parto naturale o no (cesareo, epidurale…) una osteopata dovrebbe  essere la regola per la rimessa in “forma” e in “funzioni” di tutta la  meccanica pelvica e perineale, per la depressione post partum…<br />
Aspettiamo le vostre riflessioni.</p>
<p><strong>Qualche riflessione presa  qua e  là<span id="more-168"></span></strong></p>
<p><strong>La posizione supina</strong></p>
<ul>
<li> In “La fisiologia del riflesso espulsiva” (rivista francese “  Ostetricia, n. 325 del  03/2004”), il Dott. B. de Gasquet dimostra come  la posizione”Supina” è NOCIVO ed è responsabile di diversi  danni   perineale attribuito erroneamente al parto naturale …<br />
La donna è fatta per partorire per via  vaginale, eppure ancora oggi  molti medici specialisti   chiedono parti cesarei  per salvare il  perineo. Ma nessuno rimette in causa la  posizione supina spesso   responsabile di questi danni, molto frequenti.</li>
<li>Nella straordinaria ” A Guide to Effective Care in Pregnancy and  Childbirth” (guida per una attenzione efficace in gravidanza e durante  la nascita) purtroppo non  tradotto in italiano  finora ma  disponibile  online gratuitamente (http://www.maternitywise.org/guide),  l’ impatto  negativo sul lavoro della donna e il feto in posizione supina sono  spiegati con  dettagliati  studi.<br />
Per quanto riguarda la posizione delle donne nel corso della seconda  fase del lavoro di espulsione, si veda più precisamente il capitolo 32 (  http://www.maternitywise.org/pdfs/gecpc3ch32.pdf )</li>
<li>Dr. C. Lucas e il Pr C.Racinet, in un articolo “Posizioni materna  per il parto” (pubblicato in” 1998. nella rivista “Aggiornamenti in  ginecologia ed ostetricia”, volume XXII, sintetizzato in:<br />
http://www.cngof.asso.fr/D_PAGES/PUMA_98.HTM, indicano che una recente e  completa  analisi evidenzia che la posizione verticale è associata a  una frequenza più bassa di patologie perineali del 3zo grado e una  frequenza molto bassa di utilizzo del forcipe … quindi un perineo in  migliore stato (ignorando apparentemente i danni intrinseci causati  a  lungo termine dalla posizione<br />
decubito dorsale come riportato dal Dr.B. Gasquet ).</li>
</ul>
<p><strong>La spinta addominale superiore e l’uso del forcipe</strong></p>
<ul>
<li> L’Associazione francese di urologia considera il parto con spinta  addominale superiore responsabile del più grande percentuale di  incontinenza. E’ precisato che l’utilizzo dei forcipe o la spinta  addominale superiore (una tecnica che dovrebbe essere eliminata)  provocano grossi danni perineali.<br />
(http://www.shf-france.org/iblog/B1888685137/C972079501/E492521768/ )<br />
Eppure secondo uno studio statistico appare che 1 donna su 2 subisce la  spinta addominale  superiore.(http://www.institutdesmamans.com/Online/resumPratiquesObst.pdf),</li>
<li>Il forcipe : l’utilizzazione del forcipe durante il parto è  associato a un percentuale importante di alterazione del perineo e della  sua innervazione (quindi una degradazione logica della continenza  urinale  e fecale). (SNOOKS SJ, SETCHELL M, SWASH M,HENRY MM. Injury to  innervation of pelvic floor sphincter musculature in childbirth. Lancet.  1984, 2, 546-50. et SULTAN AH, KAMM MA, HUDSON CN ET AL. : “Anal  sphincter damage occurs in 80% of forceps, but only 24% of vacuum  deliveries ; a major determinant for the development of faecal  incontinence”. (Abstract .Br. Soc. Gastroenterol. 1992 ; S47-T159.).</li>
</ul>
<p>Cominciamo a pensare …</p>
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		<title>Non dimentichiamoci del thrust</title>
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		<pubDate>Mon, 17 May 2010 07:57:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[articoli tecnici]]></category>
		<category><![CDATA[osteopatia e struttura]]></category>

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		<description><![CDATA[
Questo foto scattata nel giugno 2005 resta un simbolo per l’EOP, per D. Vitale e E. Deforest. Infatti è l’utima fotografia che abbiamo del nostro amico e fondatore della scuola A. Bernard in occasione della venuta a Roma all’EOP di B. Rochard.
B.Rochard e A. Bernard erano legati da  grande amicizia e avevano  preso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.scuolaosteopatia.net/boubouni/wp-content/uploads/2010/05/rochard.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-361" title="rochard" src="http://www.scuolaosteopatia.net/boubouni/wp-content/uploads/2010/05/rochard.jpg" alt="" width="420" height="288" /></a><br />
Questo foto scattata nel giugno 2005 resta un simbolo per l’EOP, per D. Vitale e E. Deforest. Infatti è l’utima fotografia che abbiamo del nostro amico e fondatore della scuola A. Bernard in occasione della venuta a Roma all’EOP di B. Rochard.<br />
B.Rochard e A. Bernard erano legati da  grande amicizia e avevano  preso insieme i loro diploma di osteopatia  a Maidstone negli anni 75.<br />
B. Rochard è stato per più di 10 anni presidente dell’associazione francese degli osteopati e ha fatto tante guerre per la difesa professionale dell’osteopatia in Francia. Era venuto a Roma 3 giorni nel giugno del 2005 per un corso di biomeccanica presso la nostra scuola.<br />
Di B. Rochard vi presentiamo un articolo pubblicato sul quarto numero del Bollettino del SFDO (Syndicat Français Des Ostéopathes) e ripreso da About Osteopathy (SBO Belgium), del febbraio 2010.<br />
Quest’articolo auspica che nelle scuole e nelle formazioni in osteopatia si ricominci ad insegnare in maniera appropriata l’osteopatia strutturale ed in particolare le tecniche “manipolative” che, senza avere paura delle parole, fanno parte delle fondamenta dell’osteopatia, cosa che spesso tendiamo a dimenticare.</p>
<p><strong>Non dimentichiamoci del thrust*, strumento indispensabile del nostro armamentario terapeutico</strong><br />
A differenza di altre tecniche il “thrust*”   – definito più comunemente “manipolazione” – è nell’opinione del pubblico e addirittura di certi professionisti, una manovra “forzata”, violenta&#8230;<br />
<span id="more-164"></span>Tra i promulgatori di questa idea c’è stato il dott. Maigne (tra l’altro ispiratore di un decreto del 1962 che riserva la manipolazione ai soli medici), che sembra da sempre aver ignorato la nozione di alta velocità e bassa ampiezza.<br />
I fautori di un’osteopatia “dolce” non hanno fatto che avvalorare questa idea di “pericolosità”.<br />
C’è da dire che normalizzare un’articolazione non è assolutamente un atto contrario alla cosiddetta “dolcezza” tanto auspicata da certi. Per contro privarsi di questo strumento, quando invece sarebbe necessario, significa rinunciare ad una parte delle nostre competenze.<br />
Un indispensabile criterio di prudenza non deve diventare un motivo per non agire.<br />
Non ci sono cattive manipolazioni, ma cattivi manipolatori e cattive indicazioni!<br />
Utilizzato con maestria e con conoscenza il thrust rimane uno strumento fondamentale e non pericoloso.<br />
È vero che questo discorso sembra un po’ fuori moda, per gli stessi motivi  per cui non si parla più delle leggi di Fryette. Ma questo significa dimenticare che l’uomo vive in un universo ed è sottoposto alle forze che lo governano, ed in particolare alla gravità che, per ragioni di ordini di grandezze, ci interessa in modo primario. Tenerla in poco conto e privilegiare lo studio di movimenti infinitesimali – di cui le frequenze ritmiche e le ampiezze sono altrettanto discusse che il sesso degli angeli – significa ignorare una regola  fondamentale che  è quella di andare dal generale al particolare.<br />
A noi, come osteopati,  spetta il nobile compito di permettere al corpo – a tutto il corpo, cranio compreso – di liberare la sua reazione antigravitaria, ed è un compito fondamentale da cui non possiamo  prescindere, quello di consentire all’uomo di erigersi armoniosamente, economicamente e senza dolore.<br />
È  questo il nostro vero contributo alla salute, ed è per questo obiettivo che noi dobbiamo impegnare le nostre conoscenze – tutte le nostre conoscenze e non  solo quelle riguardanti il ritmo del LCR – al servizio del paziente. Tutto questo nel rispetto delle leggi della biomeccanica, con i suoi assi, i suoi pivot, le sue leve, ma anche della tipologia, dei principi fisici della tecnica ecc…<br />
La conoscenza delle basi scientifiche del nostro mestiere è fondamentale , il non riconoscerle impedisce l&#8217;esercizio di un&#8217;osteopatia autentica.<br />
Perdonate queste riflessioni che possono offendere più di un collega. Potrebbero essere attribuite ad ignoranza o ad arretratezza, ma sono l&#8217;espressione di sentimenti sinceri, condivisi da tutti coloro che non si identificano con questa visione di una osteopatia settaria fatta di &#8220;fluttuazioni”  e di &#8220;onde”  per arrivare a qualsiasi delirio.<br />
E che dire di un’altra devianza “dolce”  che spinge gli osteopati a privilegiare come strumento la relazione terapeutica? Mentre è evidente che si debba tener conto di questo rapporto come di uno dei parametri fondamentali del trattamento, dargli troppa importanza, in particolare dal punto di vista emozionale, apre la porta a delle derive di cui l’osteopatia avrebbe fatto volentieri a meno.<br />
È un inganno per il paziente: il contratto non è soddisfatto, non è questo il servizio che ci si aspetta dalla nostra specialità.<br />
A ciascuno il suo mestiere, non c&#8217;è cosa peggiore  che fare un lavoro in cui non si è competenti .<br />
Oggi è più che mai necessario ridefinire i limiti delle nostre competenze basandoci sulla tradizione e sulle evidenze scientifiche, e contemporaneamente sbarazzarci di tutte le scorie che ingombrano la nostra arte, snaturandola e attentando alla sua etica.<br />
Solo attraverso un ritorno ai principi  fondamentali, gestito da professionisti esperti, si può raggiungere questo obiettivo.<br />
Questo deve attualmente essere il pensiero fisso soprattutto per chi è responsabile di una formazione e per coloro che hanno a cuore il futuro della nostra professione,<br />
Non dimentichiamoci di ciò che dobbiamo ai nostri pazienti che hanno propagandato e sostenuto la nostra osteopatia tradizionale. Ormai troppo spesso delusi da esperienze infelici, devono sapere a chi rivolgersi, pena la fine di questa osteopatia, di cui essi sono stati i migliori divulgatori.<br />
Una terapia capace di correre qualche rischio calcolato è sempre preferibile ad un  trattamento confortevole ma inefficace.</p>
<p>*Thrust, nella terminologia anglosassone, è sinonimo di manipolazione specifica.</p>
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		<title>Importante  riunione del ROI</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Feb 2009 15:44:06 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il nostro docente Lanfranco Calisti ha partecipato in qualità di rappresentante EOP, alla riunione della Commissione Didattica del ROI, tenutasi il 27 gennaio:
Il fatto nuovo, molto importante per l’osteopatia tutta, è che il Ministero di Giustizia ha riconosciuto, con proprio decreto, il ROI come l’associazione specifica di riferimento per gli osteopati. Questo significa iniziare a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il nostro docente Lanfranco Calisti ha partecipato in qualità di rappresentante EOP, alla riunione della Commissione Didattica del <strong>ROI</strong>, tenutasi il 27 gennaio:<br />
Il fatto nuovo, molto<strong> importante</strong> per l’<strong>osteopatia tutta</strong>, è che il Ministero di Giustizia ha riconosciuto, con proprio decreto, il<strong> ROI</strong> come l’associazione specifica di riferimento per gli osteopati. Questo significa iniziare a mettere ordine nel settore perché tra l’altro si parla di un contratto che le scuole dovranno sottoscrivere, da quest’anno, per aderire al Registro e che prevede dei requisiti base, in termini di ore e di materie, che le scuole dovranno rispettare.<span id="more-160"></span><br />
Il <strong>ROI</strong>, attraverso il collegio didattico,  redigerà i requisiti  tecnico-operativi ai quali attenersi, necessari per evitare l’esclusione dall’associazione.<br />
Sono state poi esaminate alcune controversie sorte per le scuole che accettano allievi con titoli insufficienti (masso-fisioterapisti biennali etc) e si è convenuto che a partire dalla data di quest’ultima riunione non dovranno essere più accettati nelle scuole del<strong> ROI</strong>.<br />
Questo a garanzia di maggiore serietà e tutela degli iscritti.</p>
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		<title>osteopatia a 300 all&#8217;ora</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Jan 2009 16:03:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[articoli divulgativi]]></category>
		<category><![CDATA[osteopatia e sport]]></category>

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		<description><![CDATA[Walter Martinelli è un professionista  decisamente moolto attivo&#8230; continua la lettura
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignnone" style="width: 430px"><img src="http://www.scuolaosteopatia.net/boubouni/wp-content/uploads/2008/12/valentinorossi.jpg" alt="...con Valentino Rossi" width="420" height="420" /><p class="wp-caption-text">...con Valentino Rossi</p></div>
<p>Walter Martinelli è un professionista  decisamente moolto attivo&#8230; <a href="http://www.scuolaosteopatia.net/2008/12/osteopatia-a-300-allora/">continua la lettura</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Quando l&#8217;osteopatia vince le coppe</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Dec 2008 11:05:37 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[osteopatia e sport]]></category>

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		<description><![CDATA[di Alessandro Moccia
Maggio 2007 Shangai, gara coppa del mondo fioretto maschile.
Gara tiratissima dove gli atleti azzurri stavano ben figurando. Un movimento improvviso, brusco ed ecco qua che uno dei nostri lancia un urlo, mi chiama mi dice: “non riesco più a girare il collo fammi qualcosa”. “Ok” gli dico “finisci l’assalto (che stava ampiamente vincendo) [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Alessandro Moccia<br />
Maggio 2007 Shangai, gara coppa del mondo fioretto maschile.</p>
<div class="wp-caption alignnone" style="width: 430px"><img src="http://www.scuolaosteopatia.net/boubouni/wp-content/uploads/2008/12/spadisti_moccia.jpg" alt="moccia con gli sciabolisti della nazionale" width="420" height="420" /><p class="wp-caption-text">con gli sciabolisti della nazionale</p></div>
<p>Gara tiratissima dove gli atleti azzurri stavano ben figurando. Un movimento improvviso, brusco ed ecco qua che uno dei nostri lancia un urlo, mi chiama mi dice: “non riesco più a girare il collo fammi qualcosa”. “Ok” gli dico “finisci l’assalto (che stava ampiamente vincendo) e poi vediamo cosa riusciamo a fare”.<br />
Battuto agevolmente l’avversario lo schermidore si apprestava ad affrontare la semifinale, viene da me preoccupato di non farcela, il dolore è troppo importante e il voltaren e l’efferalgan presi mezz’ora prima non hanno fatto effetto.<br />
Lo valuto e penso fra me e me “ok, qui c’è da manipolare c4-c5…proviamo” <a href="http://www.scuolaosteopatia.net/2008/12/quando-losteopatia-vince-le-coppe/" target="_blank">continua la lettura&#8230;</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>ergonomia e computer</title>
		<link>http://www.giornaleosteopatia.it/2008/11/ergonomia-e-computer/</link>
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		<pubDate>Thu, 27 Nov 2008 15:39:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[computer]]></category>
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		<category><![CDATA[salute]]></category>
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		<description><![CDATA[Ecco il secondo articolo sull&#8217;ergonomia.
questa volta si tratta di suggerimenti sull&#8217;uso del computer. L&#8217;articolo originale inglese è nel sito della University of Texas la traduzione è di Rosanna Calvanese D.O.
A questo indirizzo trovate invece un simpatico calcolatore che propone le quote per una perfetta seduta al computer in base alla vostra altezza:
Accorgimenti di ergonomia generale.
Le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://giornaleosteopatia.it/immagini/workstation.gif" alt="" width="150" height="165" />Ecco il secondo articolo sull&#8217;ergonomia.<br />
questa volta si tratta di suggerimenti sull&#8217;uso del computer. L&#8217;articolo originale inglese è <a href="http://www.lib.utexas.edu/ergonomics/general.html" target="_blank">nel sito della University of Texas</a> la traduzione è di Rosanna Calvanese D.O.<br />
A <a href="http://www.ergotron.com/ErgotronAdvantage/ErgonomicsampWellness/WorkspacePlanner/tabid/305/language/it-IT/Default.aspx" target="_blank">questo indirizzo</a> trovate invece un simpatico calcolatore che propone le quote per una perfetta seduta al computer in base alla vostra altezza:<br />
<strong>Accorgimenti di ergonomia generale.</strong><br />
Le informazioni contenute non sono da ritenere consigli medici. Se si soffre di discopatie o altro, consultare un osteopata.  Tali informazioni sono da ritenere solo semplici suggerimenti per mantenere una corretta postura e posizione.  Fare ciò che pensiamo sia giusto per il nostro corpo e imparare ad ascoltarlo: se qualcosa ci crea disturbo, evitiamo di compiere quel gesto.<span id="more-150"></span><br />
Testa/ collo<br />
-	tenere la testa al centro delle spalle<br />
-	mantenere le spalle rilassate<br />
-	il monitor deve essere centrato davanti alla testa<br />
-	il monitor deve essere a distanza e altezza adeguata<br />
-	non piegare il collo da un lato o un altro<br />
Occhi<br />
Per evitare disturbi:<br />
-	chiudere gli occhi spesso  (ogni 5 secondi almeno)<br />
-	distogliere gli occhi ogni 20minuti e mantenere l’oggetto ad una distanza di 15 cm ca<br />
-	gli occhiali devono essere puliti e con lenti adeguate allo schermo</p>
<p>Monitor<br />
-    Distanza del monitor di 65-70 cm  (la lunghezza del proprio braccio)<br />
-	monitor adeguato all’utilizzatore<br />
-	né il monitor né la persona devono trovarsi di fronte ad una finestra<br />
-	il monitor deve essere ad un angolo adeguato dalla finestra o ben posizionato tra le luci piuttosto che troppo sotto ad esse<br />
-	gli occhi devono essere ad altezza del top del monitor o poco al di sotto di esso</p>
<p>Portadocumenti<br />
Se spesso necessitiamo di un documento diverso,  utilizzare dei raccoglitori e tenerli vicino al monitor, alla stessa altezza e distanza dagli occhi e dal monitor.</p>
<p>Mani e polsi<br />
-	mantenere le mani e polsi ritte e rilassate<br />
-	evitare di comprimere i polsi o metter qualcosa che li stringa<br />
-	lavorare in una posizione neutrale<br />
-	usare una buona lampada alogena se possibile<br />
-	quando muoviamo il mouse, usare tutto il braccio piuttosto che una sola parte</p>
<p>Tastiera<br />
-	bisogna essere in grado di lavorare confortevolmente,con i gomiti stretti ai fianchi<br />
-	gli avambracci devono essere stesi e a 90 gradi circa<br />
-	usare un poggia polso può risultare problematico e quindi evitare pressioni sotto ai polsi mentre si scrive<br />
-	non usare poggia-braccia mentre si scrive per non aumentare stress ai legamenti e tendini<br />
-	la tastiera deve rimanere in piano o lievemente rialzata<br />
-	Mouse</p>
<p>Mouse<br />
- 	posizionare e usare il mouse vicino a noi   (vicino alla tastiera)<br />
-	mantenere polsi rilassati ma ritti<br />
-	usare tutto il braccio per muoverlo</p>
<p>Schienale<br />
-	cercare di mantenere la naturale curva ad S della colonna (usare un apposito sostegno)<br />
-	sedere vicino alla scrivania con la schiena ben poggiata<br />
-	cambiare posizione spesso per evitare la stanchezza</p>
<p>Sedia<br />
Una sedia regolabile è indispensabile.  Possedere una sedia ergonomica è importante  per chi usa molto il computer. Ma cosa deve avere una sedia per essere ergonomica?<br />
-	avere 5 piedini<br />
-	altezza regolabile<br />
-	seduta profonda di 40-45 cm  (più profonda per persone più grosse, o più stretta per i magri<br />
-	l’utilizzatore deve sedere con la schiena ben poggiata, con i piedi ben poggiati a terra<br />
-	lo schienale deve essere arrotondato e una inclinazione delicata per prevenire problemi circolatori<br />
-	lo schienale deve supportare la zona lombare e deve essere regolabile, per mantenere la naturale s fisiologica della schiena.  Un naturale buonsenso ci farà mantenere  una buona postura e  le anche piegate ad un angolo di 90 gradi dalle gambe<br />
-	braccioli sono optional ma dovranno anche essi essere regolabili.  Se essi non ci permettono di stare vicini alla scrivania,  dovremo rimuoverli.  Non mantenere le braccia appoggiate mentre scriviamo</p>
<p>Piano di lavoro<br />
Cercare di averne uno libero da ingombri.  Tenere gli utensili maggiormente in uso vicini.  Il piano deve essere stabile in una stanza adeguata e pulita.  Deve essere grande quando una normale scrivania.  La corretta altezza  dipenderà da vari fattori, fra cui se si usa per scrivere su carta o su monitor.<br />
.</p>
<p>Alloggio per le gambe<br />
Lo spazio perle ginocchia deve consentire di cambiare posizione frequentemente, per ridurre problemi di stanchezza.  Lo spazio  dovrebbe essere di 75 cm di larghezza, 50 di profondità e 70 di altezza secondo i requisiti previsti per i disabili dal regolamento americano.  Se la postazione di lavoro la si condivide,  lo spazio per le gambe deve essere più grande del peso della coscia e del ginocchio di coliche usa il posto.  Per coloro che usano lo sgabello per le gambe,  lo spazio andrebbe calcolato sul posto direttamente.</p>
<p>Sgabello<br />
Deve essere usato I due diverse circostanze:  quando i piedi della persona non appoggiano sul pavimento, una volta seduti alla postazione di lavoro, oppure quando seduti con la schiena appoggiata, ne risente la circolazione delle gambe.  Nel secondo caso, lo sgabello avvicina le gambe alla schiena, aiutando la circolazione.</p>
<p>Esercizi durante le pause<br />
-	Relax per gli occhi:  guardare lo schermo a lungo, causa cambiamenti sul modo di focalizzare degli occhi, abituandovi a chiudere le palpebre meno spesso,  ed esponendo cosi gli occhi a secchezza.  Ogni 15-20 min.  bisogna guardare altrove,  e fissare un oggetto ad almeno 60 cm  di distanza.  Chiudere gli occhi per alcuni secondi:  ciò aiuta il ricambio lacrimale e  libera gli occhi dalla polvere.<br />
-	Mini pause:  scrivendo spesso ci si interrompe,e quando ciò avviene riposiamo le mani, e allunghiamo dorso e braccia.   Fare un mini strecht, alzandoci,muovendoci, facendo un’altra cosa, come telefonare.  Ciò, seppure non rappresenta una vera pausa, permette di interrompere l’uso solo di alcuni muscoli.<br />
-	Relax:  ogni 30 60 min.  fare una vera pausa, durante la quale muoversi e distrarsi.  Bere qualcosa,  e risposare le zone del corpo più stanche.<br />
Ecco alcuni esercizi per diminuire lo stress e aumentare il relax:<br />
-	Chiudere prima e aprire poi le dita della mano, aiutandosi con l’altra.<br />
-	Allungando le braccia davanti a noi, alzare e abbassare la mano come per salutare, ma lentamente.  Poi ruotare le mani 10 volte con il palmo aperto, come per avvicinare qualcosa da fuori in dentro, per alcuni secondi e ripetere.<br />
Per la schiena braccia e spalle:<br />
-	mentre si è seduti,  allungare braccia e spalle,  come se si volesse raggiungere qualcosa in alto.  Mantenere le braccia sopra la testa,  muovendo le dita di ambo le mani.  Inclinare poi il dorso da un lato e dall’altro.<br />
-	Mentre si è seduti, diminuire le tensioni del collo e delle spalle facendo ruotare la testa lentamente da un lato all’altro, o inclinandola davanti e dietro il più possibile.<br />
<strong></strong></p>
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		<title>ergonomia e salute</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Nov 2008 12:07:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[articoli divulgativi]]></category>
		<category><![CDATA[ergonomia]]></category>
		<category><![CDATA[poltrone da ufficio]]></category>
		<category><![CDATA[postura]]></category>

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		<description><![CDATA[La sedentarietà è uno dei problemi principali per la salute della nostra schiena e quindi per la nostra salute in generale.
L&#8217;uomo non è stato &#8220;progettato&#8221; per rimane seduto otto ore in ufficio, poi in macchina, poi in salotto davanti alla TV.
Il primo consiglio è quello di stare seduti il meno possibile ma per quelli che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://giornaleosteopatia.it/immagini/pensatore.jpg" alt="" width="147" height="200" />La sedentarietà è uno dei problemi principali per la salute della nostra schiena e quindi per la nostra salute in generale.<br />
L&#8217;uomo non è stato &#8220;progettato&#8221; per rimane seduto otto ore in ufficio, poi in macchina, poi in salotto davanti alla TV.<br />
Il primo consiglio è quello di stare seduti il meno possibile ma per quelli che proprio non possono farne a meno pubblichiamo una serie di articoli sull&#8217;ergonomia per ridurre al minimo i danni derivanti da unaerrata postura.<br />
Il primo riguarda <strong>l&#8217;importanza della poltrona da ufficio</strong>.<br />
(la traduzione è a cura di Rosanna Calvanese D.O.)<span id="more-144"></span></p>
<p>Nella posizione seduta assunta quotidianamente in ufficio, la sedia utilizzata assume un’importanza rilevante. Durante queste ore, la sedia diventa importante per ridurre e prevenire sofferenze delle spalle, del collo e della schiena.  Le sedie ergonomiche, sebbene abbiano un costo superiore alle normali sedie,  risultano essere un buon investimento, aumentando la produttività degli impiegati e prevenendone  alcune sofferenze. Quando si sceglie una sedia ergonomia, si devono considerare diversi fattori: che vi sia la possibilità di modificarne l’altezza,  avere un appoggio per la zona lombare e le braccia, una posizione riposante,  una profondità adeguata e ampia e che sia girevole.</p>
<p>Ricordate che quando scegliete la vostra sedia, è impossibile trovarne una che sia ottimale per ogni persona.  Ciò che può risultare ottimale per una, può non esserlo per un’altra.  Prima di comprarla bisognerebbe provarla, e se ciò non fosse possibile quanto meno sarebbe necessario assicurarsi che la si possa restituire, nel caso ci fossero dei problemi.    Alla base della seduta ergonomica ci deve essere la certezza che l’altezza della seduta stessa,  consenta all’utilizzatore di stare ben stabile sul pavimento,    E’ del resto anche utile che vi sia un appoggio alla zona lombare,  ossia un supporto che accompagni la normale lordosi lombare.<br />
Alle sedie ergonomiche da ufficio,   si accompagnano numerose alternative ergonomiche.  A seconda della sedia, ognuno può trovare una nuova posizione:  sebbene all’inizio ci si debba abituare al suo uso,  risulta essere risolutiva per chi soffra di  problemi o dolori ala schiena.  Chi è obbligato a restar seduto più ore alla scrivania ,  trarrà  grandi benefici dal suo uso: mentre si sta seduti, ci si posiziona comodamente con la schiena e la testa,  raggiungendo una buona prevenzione contro i mal di schiena. I vantaggi si riscontreranno nel  tempo,  trovando un modo idoneo per rimanere a lungo seduti, e traendone solo confort  e vantaggi.</p>
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		<title>Riflessioni di Rollin Becker</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Jul 2008 10:10:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[articoli divulgativi]]></category>
		<category><![CDATA[osteopatia craniosacrale]]></category>

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		<description><![CDATA[Riflessioni di Rollin Becker (anno 1978 e seg.)
Le Tecniche osteopatiche di Equilibrio e di Scambio Reciproco si basano&#160; sull&#8217;utilizzazione diretta delle risorse fisiologiche del corpo del paziente, attraverso la presa di coscienza dell&#39;osteopata e le sue capacit&#224; di palpazione. &#160;Esse richiedono al praticante una&#160; base filosofica e metodologica e una conoscenza completa dei meccanismi anatomo-fisiologici. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Riflessioni di Rollin Becker (anno 1978 e seg.)</p>
<p>Le Tecniche osteopatiche di Equilibrio e di Scambio Reciproco si basano&nbsp; sull&rsquo;utilizzazione diretta delle risorse fisiologiche del corpo del paziente, attraverso la presa di coscienza dell&#39;osteopata e le sue capacit&agrave; di palpazione. &nbsp;<br />Esse richiedono al praticante una&nbsp; base filosofica e metodologica e una conoscenza completa dei meccanismi anatomo-fisiologici. &nbsp;</p>
<p><span id="more-126"></span><br />
Tali tecniche tendono a valutare e poi a ristabilire lo stato di salute del paziente (salute:&nbsp; capacit&agrave; di funzionamento armonioso in&nbsp; tutti i sistemi del corpo), oltre a diagnosticare ed a trattare&nbsp; traumi e disfunzioni (traumi e disfunzioni: ridotte capacit&agrave; di&nbsp; funzionamento&nbsp; in un determinato sistema ). &nbsp;<br /> Fondamentalmente, il&nbsp; medico studia l&#39;anatomia, la fisiologia, la patologia e le scienze assimilate per poter valutare clinicamente lo stato di salute e per essere in grado di fare qualcosa per il suo paziente, sia diagnosticando traumi e malattie, sia trattandole attraverso la medicina, la chirurgia o gli altri strumenti del suo armamentario terapeutico.<br /> Le Tecniche di Equilibrio e di Scambio reciproco esigono dall&#39;osteopata di riuscire ad affondare ancora pi&ugrave; profondamente nella comprensione fisiologica del corpo del suo paziente;&nbsp; qui egli lavorer&agrave; tramite e con l&#39;intermediazione dei meccanismi anatomo- fisiologici del corpo esaminato e della &quot;forza&quot; che li anima:&nbsp; ci&ograve; costituir&agrave; l&#39;energia propulsiva in grado di fornirgli una giusta valutazione e di permettergli di restaurare lo stato di salute, di diagnosticare e di trattare tutti gli squilibri o i traumi esistenti. &nbsp;<br /> La vita &egrave; movimento nella relazione spazio-tempo, dalle manifestazioni spirituali le pi&ugrave; elevate ai pi&ugrave; semplici fenomeni fisici. &nbsp;<br /> La fisiologia del corpo &egrave; anch&#39;essa movimento nella relazione spazio-tempo:&nbsp; questo implica energie a tutti i livelli dell&#39; esistenza,&nbsp; ed uno scambio fra tutti i suoi elementi&nbsp; (spirituali, fisici, ambientali);&nbsp; essa include ogni struttura&nbsp; (ossa, tessuti molli, liquidi);&nbsp; inizia dalla fecondazione dell&#39;ovulo e prosegue fino al passaggio finale dell&#39;individuo in un altra sfera d&#39;azione. &nbsp;<br /> La fisiologia del corpo &egrave; dotata&nbsp; di potenza,&nbsp; di forza e di energia al fine di poter manifestare la vita (ossia il movimento nello spazio e nel tempo); tale potenza pu&ograve; essere &quot;letta e catturata&rdquo;, per essere utilizzata dal praticante per la sua diagnosi e per il suo programma di trattamento. &nbsp;<br /> Potenza e fisiologia costituiscono un&#39;unit&agrave; funzionale&nbsp; in ogni entit&agrave; individuale, e tutti i livelli di energia contenuti nei meccanismi viventi sono accessibili e utilizzabili. <br /> La&nbsp;&nbsp; &quot;potenza&quot;&nbsp;&nbsp; &#8211; afferma ancora Becker -&nbsp; &egrave; molto pi&ugrave; di un valore statico&nbsp;&nbsp; che rappresenta il potenziale&nbsp; di energia disponibile.&nbsp; La&nbsp; &quot;potenza&quot;&nbsp; &egrave; energia in azione, &egrave; un&#39;entit&agrave; di funzione&nbsp; che si muove lungo le regioni di equilibrio e di scambio ritmico di tutti i meccanismi. &nbsp;<br /> La&nbsp; &quot;potenza&quot;&nbsp; pu&ograve; essere descritta in numerosi modi. &nbsp;<br /> &nbsp;Essa &egrave; ad esempio lo spazio tra due note musicali che, in una determinata melodia, f&agrave; s&igrave; che ci siano delle note di qualit&agrave; e di tono differente;&nbsp; essa separa le diverse lunghezze d&#39;onda che manifestano le energie nei campi elettromagnetici;&nbsp; essa si situa tra i flussi e i riflussi delle masse oceaniche e di quelle di energia universale di questo sistema solare ed oltre; in chimica, essa interviene nei punti di scambio tra due reazioni. &nbsp;<br /> Ma la descrizione pi&ugrave; semplice di&nbsp; potenza&nbsp; &egrave; quella di leva e di punto d&#39;appoggio: la potenza nel punto di immobilit&agrave; che costituisce il punto d&#39;appoggio &egrave; la somma totale delle energie che si manifestano alle due estremit&agrave; della leva.<br /> Il punto d&#39;appoggio pu&ograve; essere spostato, ma rester&agrave; sempre funzionalmente immobile in rapporto alla leva, poich&eacute; esso &egrave; sede della potenza per i fenomeni di equilibrio e di scambio ritmici che si esercitano in questa stessa leva. <br /> Nel corpo troviamo dimostrati tutti questi esempi:&nbsp; le parole e il canto, l&#39;attivit&agrave; elettrica del sistema nervoso; la fluttuazione del liquido cefalo-rachideo; gli scambi chimici ormonali, gli enzimi e i liquidi; le leve del sistema scheletro-muscolare e tanti altri fattori, rilevabili nei vari meccanismi anatomo-fisiologici. <br /> Tutti sono clinicamente utilizzabili ma&nbsp; &egrave; compito del terapeuta di allenare le proprie capacit&agrave; tattili&nbsp; per lavorare attraverso il movimento, nella relazione spazio-tempo dei meccanismi del paziente,&nbsp; nel momento in cui questi stessi meccanismi sono alla ricerca&nbsp; dei propri punti di scambio d&#39;equilibrio e di ritmo, sia&nbsp; in stato di salute, sia&nbsp; in condizioni traumatiche o patologiche; contemporaneamente, il terapista svilupper&agrave; la conoscenza consapevole della potenza che si trova nei punti di scambio equilibrati e ritmici,&nbsp; pur lavorando con la fisiologia del corpo del malato. &nbsp;<br /> Questa analisi pu&ograve; apparire complessa;&nbsp; in realt&agrave; &egrave; semplice e bisogna mantenere tale semplicit&agrave;:&nbsp; la fisiologia del corpo del malato possiede le risorse necessarie per&nbsp; collaborare&nbsp; alla guarigione&nbsp; a tutti i livelli. Tocca al terapeuta di imparare a utilizzare tali risorse.&quot; </p>
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		<title>E se si parlasse di Me!?</title>
		<link>http://www.giornaleosteopatia.it/2008/06/e-se-si-parlasse-di-me/</link>
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		<pubDate>Mon, 23 Jun 2008 10:08:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[osteopatia]]></category>
		<category><![CDATA[articoli divulgativi]]></category>

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		<description><![CDATA[Introduzione della rivista About Osteopathy del SBO (Belgio) del mese di Novembre&#160; M. Hellin Presidente SBO&#160; E se si parlasse di Me!&#160;&#160; &#160;Qualcuno&#160; un giorno mi ha fatto questo indovinello:
&#34;Conosci la differenza tra Dio ed un osteopata? &#34; non vi far&#242; l&#39;insulto di riferirvi il seguito&#8230;&#160; 
Fui dapprima divertito da questo scherzo, che per&#242; in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Introduzione della rivista About Osteopathy del SBO (Belgio) del mese di Novembre&nbsp; <br />M. Hellin Presidente SBO&nbsp; <br /><strong>E se si parlasse di Me!&nbsp;</strong>&nbsp; <br />&nbsp;Qualcuno&nbsp; un giorno mi ha fatto questo indovinello:</p>
<p>&quot;Conosci la differenza tra Dio ed un osteopata? &quot; non vi far&ograve; l&#39;insulto di riferirvi il seguito&hellip;&nbsp; </p>
<p>Fui dapprima divertito da questo scherzo, che per&ograve; in seguito mi ha portato a riflettere sullo stato d&#39;animo che talvolta mi anima e sulla nozione di umilt&agrave;.&nbsp; <br /><span id="more-124"></span></p>
<p>Il Larousse d&agrave; dell&#39;umilt&agrave; la seguente definizione: &quot;Stato d&#39;animo, atteggiamento di qualcuno che &egrave; umile, si considera senza indulgenza, &egrave; pronto ridimensionare i propri meriti.&quot;&nbsp; </p>
<p> L&#39;origine latina della&nbsp; parola &quot;umilt&agrave;&quot; pu&ograve; aiutarci a considerarla in una luce un po&#39; diversa.</p>
<p> Umilt&agrave;&nbsp; trae la sua radice da &quot;humus&quot;: terra, suolo, che designa quello strato superficiale del suolo molto fertile, che accoglie il seme e da&#39; la vita. Da questa prospettiva&nbsp; l&#39;umilt&agrave; &egrave;&nbsp; la qualit&agrave; di apertura che ci permette di riconoscere che, nella nostra ricerca del senso della vita e del suo funzionamento, non deteniamo la verit&agrave; assoluta. E per questo possiamo accettare che altri propongano delle nuove idee, e prenderle in considerazione.&nbsp; </p>
<p> Abbiamo bisogno dell&#39;Ego per costruire, agire, questa &egrave; la scintilla che ci anima.</p>
<p> &Egrave; l&#39;Ego che ci ha spinto a progredire dalla nostra condizione di fisioterapisti per diventare osteopati. Tuttavia uno dei problemi della societ&agrave; attuale, che vive sempre pi&ugrave; &quot;nell&#39;Apparire&quot; piuttosto che &quot;nell&#39;Essere&quot;, &egrave; una sorta di sovradimensionamento, di infatuazione dell&#39;Ego .</p>
<p> L&#39; Io &egrave; il nostro programma primario, rappresenta la nostra natura profonda, la nostra essenza.</p>
<p> &Egrave; ci&ograve; che siamo realmente, ci&ograve; che avremmo dovuto essere prima che la societ&agrave; ci trasformi, ci modelli. Purtroppo il nostro Io &egrave; spesso schiacciato&nbsp; dall&#39;Ego. E&#39; necessario ripartire alla ricerca di questo Io. Non &egrave; facile.&nbsp; &nbsp; </p>
<p>Facciamo un mestiere&nbsp; appassionante, rendiamo dei servizi, talvolta di qualit&agrave; inestimabile a numerose persone, ma non dobbiamo dimenticare mai che siamo solamente quelli che provano a comprendere il funzionamento di un fantastico computer &ndash; della&nbsp; 15 ma generazione &ndash; che non abbiamo inventato noi. Quello che sa far girare molto bene un programma&nbsp;&nbsp; utilizza al massimo il 20% del sistema.</p>
<p> Dobbiamo ricollocarci nella stessa ottica per ci&ograve; che riguarda i nostri pazienti: proviamo a comprendere bene o male il funzionamento del corpo con le nostre conoscenze ed ogni tanto anche esplorando dei sentieri sconosciuti. Tutti gli osteopati del mondo unendo le loro conoscenze, non sarebbero capaci di svelare i misteri contro cui cozziamo giorno dopo giorno. </p>
<p>Nelle&nbsp; riunioni tra colleghi, si sente parlare sempre dei successi terapeutici , ma sarebbe pi&ugrave; istruttivo parlare degli insuccessi. Avere un insuccesso al giorno, pur essendo certi di avere fatto un buon lavoro, &egrave; sicuramente pi&ugrave; produttivo di qualsiasi successo. Ricordiamoci innanzitutto i pazienti che ritornano pi&ugrave; volte per gli stessi motivi.. Sono quelli su cui bisogna concentrare la nostra ricerca, sono quelli di cui bisogna parlare tra colleghi&hellip;. Nella maggior parte dei casi, sono le nostre conoscenze che segnano i nostri limiti. La medicina osteopatica non ha ancora mostrato tutte le sue possibilit&agrave;.&nbsp; </p>
<p> La gioia che ci procura la testimonianza di un paziente e la riconoscenza talvolta senza limiti, talvolta esagerata,&nbsp; devono comunque farci&nbsp; restare &quot;con i piedi nell&#39;humus&quot;. </p>
<p> Finir&ograve; con una citazione di Charlie Chaplin che deve farci riflettere:&nbsp; </p>
<p> &quot;Siamo tutti dei dilettanti, non viviamo abbastanza a lungo per diventare dei professionisti.&quot;&nbsp; <br /> ssionisti.&quot;&nbsp;&nbsp;  </p>
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		<title>Un bambino difficile&#8230;</title>
		<link>http://www.giornaleosteopatia.it/2008/02/un-bambino-difficile/</link>
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		<pubDate>Sat, 16 Feb 2008 10:07:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[articoli tecnici]]></category>
		<category><![CDATA[osteopatia craniosacrale]]></category>

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		<description><![CDATA[Intervista&#160; Rivista &#8220;PARENTS&#8221;&#160;&#160;&#160; Dicembre&#160; 2007Autorizzazione dell&#8217;autore &#8220;D.Ronsmans. D.O&#8221;&#160; (SBO Belgio)
UN BAMBINO DIFFICILE, VERAMENTE DIFFICILISSIMO&#8230;..Alcune volte &#232; la conseguenza di un trauma frontale !
Con la collaborazione dell&#8217;Osteopata Daniel RONSMANS.D.O.(Membro dell&#8217;associazione Belga di Osteopatia
Parents:&#160; Spesso si dice d&#8217;un bambino difficile che &#232; in sofferenza. Ha una spiegazione osteopatica?
Daniel Rosmans: D.O: Ovviamente si, ma soltanto per alcuni casi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Intervista&nbsp; Rivista &ldquo;PARENTS&rdquo;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Dicembre&nbsp; 2007<br />Autorizzazione dell&rsquo;autore &ldquo;D.Ronsmans. D.O&rdquo;&nbsp; (SBO Belgio)</p>
<p>UN BAMBINO DIFFICILE, VERAMENTE DIFFICILISSIMO&hellip;..<br />Alcune volte &egrave; la conseguenza di un trauma frontale !</p>
<p>Con la collaborazione dell&rsquo;Osteopata Daniel RONSMANS.D.O.(Membro dell&rsquo;associazione Belga di Osteopatia</p>
<p><strong>Parents</strong>:&nbsp; Spesso si dice d&rsquo;un bambino difficile che &egrave; in sofferenza. Ha una spiegazione osteopatica?</p>
<p><strong>Daniel Rosmans: D.O:</strong> Ovviamente si, ma soltanto per alcuni casi precisi dove anatomicamente e neurologicamente si pu&ograve; giustificare. Per essere corretti non bisogna generalizzare. Pu&ograve; provenire anche di un solido problema psicologico e relazionale.<span id="more-122"></span><br />
<strong>Parents</strong>: Quali sono le manifestazioni evidenti ?</p>
<p><strong>D:R:</strong> Il bambino si esprime con grida, comportamenti e lacrime. Va dall&rsquo;aggressivit&agrave;, con colpi o gesti distruttori, a collera smisurata e rigetto del suo ambiente. E&#39; il suo linguaggio per manifestare il suo disagio o il suo dolore. L&rsquo;adulto pu&ograve; ragionare e parlare per spiegarsi, invece il piccolo di 3 anni si giustificher&agrave; raramente.</p>
<p><strong>Parents</strong>: Per lei a cosa corrisponde l&rsquo;espressione &ldquo;&egrave; infernale&rdquo;?</p>
<p><strong>D.R</strong>: Tutto &egrave; nella relazione tra quello che percepisce il comportamento come difficile (il Padre, la Madre o la persona pi&ugrave; vicina)e il bambino che la manifesta. Un bambino INFERNALE pu&ograve; essere quello che provoca l&rsquo;inferno a casa o quello che subisce l&rsquo;inferno di casa! Spesso &egrave; un pu&ograve; dei due. Dunque non cercare un colpevole ma piuttosto capire il contesto della relazione. Se i genitori accettano l&rsquo;auto critica,&lt;Spesso il bambino difficile &egrave; in domande e reazioni comportamentale possono essere causate da una insicurezza affettiva. L&rsquo;arrivo di uno fratellino, la perdita di considerazione, il ritmo familiare eccessivo, il malessere della coppia e di conseguenza&nbsp; l&rsquo;assenza di piacere di essere insieme&hellip;. Tutto questo concorre isolemente o globalmente a perturbare la sicurezza che a tanto bisogno. Interessante sapere che un bambino &ldquo;neglig&egrave;&rdquo; va esteriorizzare spiacevolmente per farsi rimproverare. Per lui &egrave; meglio che essere confrontato all&rsquo;indifferenza.</p>
<p><strong>Parents</strong>: E molto oggettivo di citare questi avvenimenti familiari e tenerne conto psicologicamente ma hanno un impatto sull&rsquo;equilibrio osteopatico? e in questo caso, come fare la differenza tra una tensione di origine psicologica e un conseguenza traumatica? Bisognerei parlarne una prossima volta.<br />&nbsp;Ci pu&ograve; dare adesso il suo punto di vista lesionale, pi&ugrave; biomecanico.</p>
<p><strong>D:R</strong>: Per ricordare, il cranio &ndash; anche se ad alcuni dispiace &ndash; &egrave; una scatola molle dove tutte le giunzioni ossee chiamate &ldquo;suture&rdquo;sono innervate, lubrificate e vascolarizzate. Ogni pressione traumatica va generare, da compressione, una irritazione neurologica sottostante. Questo fenomeno pu&ograve; avvenire&nbsp; durante la gravidanza, durante il parto o in seguito a circostanze a volte inaspettate. Una manutenzione sbagliata, una caduta maldestra o un colpo dato da un&rsquo;altra persona&hellip;e si scatena delle manifestazioni dette &ldquo;funzionale&rdquo; saranno reversibile soltanto dopo una correzione osteopatia. </p>
<p><strong>Parents</strong>: Ha esempi anatomici&nbsp; precisi?</p>
<p><strong>D.R</strong>: Per citare i principali, abbiamo grandi ossa craniche come l&rsquo;occipite, i parietali, i temporali, i sfenoidi e il frontale che possono essere vittime di compressioni e sfondamenti. Sono dunque aree della corteccia (cervello) o certi nervi cranici o gangli neuro-vegetativi che saranno irritati. In tutti i casi, anche le circolazioni sanguini e linfatici saranno implicate. Non si pu&ograve; mai dissociare la circolazione, la neurologia e la meccanica. Sono i tre legami di cui parla gli osteopati e che non sono compresi da molti! E cosi che alcune cefalee possono essere in rapporto con l&rsquo;occipite, alcuni disturbi audio o squilibri con il temporale, diverse manifestazioni della vista con i sfenoidi, delle difficolt&agrave; di memorizzazione e di elocuzione con i parietali.<br />E intenzionalmente che separiamo l&rsquo;osso frontale, visto che &egrave; il tema che ci preoccupa.<br />Per informazione, 10 % della popolazione presenta un frontale in 2 parti. Semplicemente corrisponde a una mancanza di saldatura della zona embriologica. Tutti bambini hanno 2 frontali, che progressivamente vanno raggiungersi colmando la fontanella anteriore (bregmatica).</p>
<p><strong>Parents</strong>: Sarebbe dunque una zona-chiave, in lesione su i bambini difficili e per certi casi &ldquo;caratteriali&rdquo;?</p>
<p><strong>D.R</strong>: Si e no, non &egrave; sempre tanto semplice.<br />Invece sapendo che la corteccia &egrave; la zona di organizzazione e pianificazione dei comportamenti, un trauma locale bene preciso cambio radicalmente le reazioni dell&rsquo;individuo. Sar&agrave; dunque difficile per lui prendere le decisioni adeguati, di valutare le possibilit&agrave; e coordinare un trattamento! Questo &egrave; la neurologia&nbsp; pura e semplice non sono considerazioni osteopatiche&hellip;</p>
<p><strong>Parents</strong>: Si pu&ograve; descrivere un caso tipico!.</p>
<p><strong>D.R</strong>: un bambino che non vede una porta vetrata, che cade sulla sua fronte o riceve un pallone di calcio sulla sua testa pu&ograve; avere subito sfondamento del suo osso frontale e a corto o medio termine presentare dei sintomi di aggressivit&agrave; , di agitazione&nbsp; e di grande emotivit&agrave;.<br />Imperativo, se &egrave; il caso, di non fare domande sulla pace della coppia &hellip;.., ma indirizzarsi a un osteopatia competente! Alcune bambinaie o insegnante avvertono logicamente bozze o ematoma frontali e costatano di seguito cambiamenti radicali del comportamento (purtroppo in peggio). Certamente &egrave; la pi&ugrave; bella illustrazione&nbsp; di causa- effetto. Oggettivamente queste persone costatano un cambiamento di comportamento dopo il trattamento di correzione.</p>
<p><strong>Parents</strong>: E facile manipolare una zona frontale ?</p>
<p><strong>D.R</strong>: Per rassicurarla, non &egrave; doloroso per il paziente. <br />E una tecnica di liberazione da sollevamento , gli Americani la chiamano&nbsp; &ldquo;lift&rdquo;, ed &egrave; questo tramite un delicato modellaggio&nbsp; diminuisci&nbsp; la compressione della zona irritata. <br />L&rsquo;importante in seguito &egrave; di valutare le vicinanze, visto che come un puzzle, tutti i pezzi del cranio devono ritrovare il loro giusto posto e la loro malleabilit&agrave;. Provate un cappello o un casco tropo piccolo e soffrirete di sconforto o spiacevole dolori. Ricordatevi questo esempio, &egrave; abbastanza significativo. Il Dotore W.G. SUTHERLAND (il padre dell&rsquo;osteopatia cranica) aveva provato su se stesso una serie di modelli compressivi per valutare le reazioni fisiologiche ed autentificare il suo metodo terapeutico. Nelle Stati Uniti, recentemente &ldquo;l&rsquo;American Osteopatic Association (AOA)&rdquo;si &egrave; posizionato ufficialmente per convalidare e sostenere le ricerche&nbsp; della &ldquo;Cranial Academy&rdquo;. Si arriva cosi ad una valutazione scientifica oggettiva. Peccato per quelli che hanno preso delle posizione critiche medicalmente poco deontologiche.</p>
<p><strong>Parents</strong>: Quante sedute servono per risolvere questo tipo di problema ?</p>
<p><strong>D.R</strong>:&nbsp; Pu&ograve; essere spettacolare in una seduta ed essere consolidato eventualmente in due o tre trattamenti.<br />Dovete sapere che quando una zona &egrave; stata fragilizzata da un trauma pi&ugrave; o meno violente, rimane sempre una &ldquo;memoria tessutale&rdquo; dunque una fragilit&agrave;. Possiamo osservare delle recidive se avviene un nuovo fenomeno compressivo. E un pu&ograve; come la distorsione recidivante di caviglia, necessita&nbsp; alcune precauzione.</p>
<p><strong>Parents</strong>:&nbsp; Una volta evidenziato l&rsquo;oggetivita della diagnosi (l&rsquo;ambiente e il l&rsquo;individuo) &egrave; sempre facile la collaborazione terapeutica ?</p>
<p><strong>D.R</strong> : Gli Osteopatici sono sempre molto attenti ai problemi comportamentali e non&nbsp; sotto stimano mai i fenomeni lesionali meccanici. Loro sanno bene dove&nbsp; possono indirizzare il bambino che non la fa pi&ugrave;.<br />Alcuni Pediatri tradizionali hanno capito perfettamente&nbsp; la logica osteopatia e raccomandano ai genitori quest&rsquo;approccio complementario. E altrettanto valorizzante per il medico dare questo consiglio che avere prescritto un buono rimedio o medicina senza dimenticare&nbsp; la possibilit&agrave; di una via psicologica. <br />Interessante sapere che alcuni Psicologi , prima di &ldquo;psicolocizzare&rdquo; i disagi del bambino, descritti dai genitori, chiedono un bilancio osteopatico. Delle volte basta questo per fare ritrovare al bambino e alla sua famiglia un armonia in tempi brevi.<br />In fine conto, le parte interessate saranno sempre riconoscente e la loro fiducia sar&agrave; una grande soddisfazione professionale.</p>
<p><strong>Parents</strong>: Prossimo approccio specifico ?</p>
<p><strong>D.R</strong> : Si potr&agrave; parlare dei rigurgiti. Questo famoso riflusso gastro-esofagico che perdura spesso !</p>
<p>Per informazioni: www.osteopathie.be&nbsp;&nbsp; www.cranialacademy.org&nbsp; www.sctf-belgium.be <br />www.gnrpo.be&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </p>
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