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	<title>Il giornale dell'osteopatia &#187; osteopatia viscerale</title>
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	<description>Il primo giornale online di osteopatia in Italia</description>
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		<title>La donna in gravidanza</title>
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		<pubDate>Sat, 22 May 2010 09:28:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[articoli tecnici]]></category>
		<category><![CDATA[osteopatia viscerale]]></category>
		<category><![CDATA[la donna in gravidanza]]></category>

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		<description><![CDATA[Questa rubrica sulla donna in gravidanza sarà costituita da diversi articoli; è aperta a tutte le correnti di opinione e a tutti: ginecologi, ostetriche, osteopati e soprattutto donne, donne che hanno partorito con o senza problemi o donne in attesa che cercano informazioni sul parto fisiologico/naturale . Le donne devono essere le vere protagoniste di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questa  rubrica sulla donna in gravidanza sarà costituita da  diversi   articoli; è aperta a tutte le correnti di opinione e a tutti:  ginecologi, ostetriche, osteopati e soprattutto donne, donne che hanno  partorito con o senza problemi o donne in attesa che cercano  informazioni sul parto fisiologico/naturale . Le donne devono essere le  vere protagoniste di questa rubrica.<br />
La direzione dell’EOP spera ricevere le vostre riflessioni e/o le vostre  ricerche che saranno pubblicate (sempre sotto la responsabilità  dell’autore).<br />
Questo tema della donna in gravidanza è di grande interresse per la  nostra scuola di osteopatia.<br />
In effetti, l’osteopata e l’osteopatia  possono contribuire al benessere  della donna incinta (e indirettamente al feto) durante la gravidanza e  dopo il parto.<br />
Durante la gravidanza, le principali applicazioni dell’osteopatia sono:  la preparazione al parto fisiologico, la ginnastica e la tonificazione  del perineo, la terapia antalgica dei dolori causati dalle modificazione  posturale vertebrale, le lombosciatalgie ecc.<br />
Dopo il parto naturale o no (cesareo, epidurale…) una osteopata dovrebbe  essere la regola per la rimessa in “forma” e in “funzioni” di tutta la  meccanica pelvica e perineale, per la depressione post partum…<br />
Aspettiamo le vostre riflessioni.</p>
<p><strong>Qualche riflessione presa  qua e  là<span id="more-168"></span></strong></p>
<p><strong>La posizione supina</strong></p>
<ul>
<li> In “La fisiologia del riflesso espulsiva” (rivista francese “  Ostetricia, n. 325 del  03/2004”), il Dott. B. de Gasquet dimostra come  la posizione”Supina” è NOCIVO ed è responsabile di diversi  danni   perineale attribuito erroneamente al parto naturale …<br />
La donna è fatta per partorire per via  vaginale, eppure ancora oggi  molti medici specialisti   chiedono parti cesarei  per salvare il  perineo. Ma nessuno rimette in causa la  posizione supina spesso   responsabile di questi danni, molto frequenti.</li>
<li>Nella straordinaria ” A Guide to Effective Care in Pregnancy and  Childbirth” (guida per una attenzione efficace in gravidanza e durante  la nascita) purtroppo non  tradotto in italiano  finora ma  disponibile  online gratuitamente (http://www.maternitywise.org/guide),  l’ impatto  negativo sul lavoro della donna e il feto in posizione supina sono  spiegati con  dettagliati  studi.<br />
Per quanto riguarda la posizione delle donne nel corso della seconda  fase del lavoro di espulsione, si veda più precisamente il capitolo 32 (  http://www.maternitywise.org/pdfs/gecpc3ch32.pdf )</li>
<li>Dr. C. Lucas e il Pr C.Racinet, in un articolo “Posizioni materna  per il parto” (pubblicato in” 1998. nella rivista “Aggiornamenti in  ginecologia ed ostetricia”, volume XXII, sintetizzato in:<br />
http://www.cngof.asso.fr/D_PAGES/PUMA_98.HTM, indicano che una recente e  completa  analisi evidenzia che la posizione verticale è associata a  una frequenza più bassa di patologie perineali del 3zo grado e una  frequenza molto bassa di utilizzo del forcipe … quindi un perineo in  migliore stato (ignorando apparentemente i danni intrinseci causati  a  lungo termine dalla posizione<br />
decubito dorsale come riportato dal Dr.B. Gasquet ).</li>
</ul>
<p><strong>La spinta addominale superiore e l’uso del forcipe</strong></p>
<ul>
<li> L’Associazione francese di urologia considera il parto con spinta  addominale superiore responsabile del più grande percentuale di  incontinenza. E’ precisato che l’utilizzo dei forcipe o la spinta  addominale superiore (una tecnica che dovrebbe essere eliminata)  provocano grossi danni perineali.<br />
(http://www.shf-france.org/iblog/B1888685137/C972079501/E492521768/ )<br />
Eppure secondo uno studio statistico appare che 1 donna su 2 subisce la  spinta addominale  superiore.(http://www.institutdesmamans.com/Online/resumPratiquesObst.pdf),</li>
<li>Il forcipe : l’utilizzazione del forcipe durante il parto è  associato a un percentuale importante di alterazione del perineo e della  sua innervazione (quindi una degradazione logica della continenza  urinale  e fecale). (SNOOKS SJ, SETCHELL M, SWASH M,HENRY MM. Injury to  innervation of pelvic floor sphincter musculature in childbirth. Lancet.  1984, 2, 546-50. et SULTAN AH, KAMM MA, HUDSON CN ET AL. : “Anal  sphincter damage occurs in 80% of forceps, but only 24% of vacuum  deliveries ; a major determinant for the development of faecal  incontinence”. (Abstract .Br. Soc. Gastroenterol. 1992 ; S47-T159.).</li>
</ul>
<p>Cominciamo a pensare …</p>
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		<title>Intervista a Finet e Williame</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Nov 2007 10:02:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[articoli tecnici]]></category>
		<category><![CDATA[osteopatia viscerale]]></category>

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		<description><![CDATA[Intervista a Georges Finet D.O. e Christan Williame D.O. collaboratori scientifici del Politecnico di Mons, BelgioQuesta intervista &#232; stata raccolta da Aline Devaud e Joelle Emery Robyr che ringraziamo, unitamente agli altri responsabili del giornale studentesco della Scuola Svizzera d&#8217;Osteopatia1.&#160;&#160; &#160;Da quanto tempo si fa ricerca in Osteopatia?&#200; difficile rispondere con precisione a questa domanda.&#200; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Intervista a Georges Finet D.O. e Christan Williame D.O. collaboratori scientifici del Politecnico di Mons, Belgio</strong><br /><em>Questa intervista &egrave; stata raccolta da Aline Devaud e Joelle Emery Robyr che ringraziamo, unitamente agli altri responsabili del giornale studentesco della Scuola Svizzera d&rsquo;Osteopatia</em><br /><strong>1.&nbsp;&nbsp; &nbsp;Da quanto tempo si fa ricerca in Osteopatia?</strong><br />&Egrave; difficile rispondere con precisione a questa domanda.<br />&Egrave; possibile che in USA si faccia ricerca da pi&ugrave; tempo che in Europa.<br />&Egrave; anche vero che, accanto a lavori validi, ve ne sono stati di meno seri che non hanno portato niente all&rsquo;osteopatia. <br />Quindi c&rsquo;&egrave; da fare una selezione in senso epistemologico tra queste ricerche.<br />In ambito viscerale non ci sono &ndash; per quanto sappiamo &ndash; studi scientifici prima del 1985.<br />Quello che &egrave; certo &egrave; che, se ancora ci si pu&ograve; imbattere in pubblicazioni fantasiose o confuse, sono sempre pi&ugrave; numerosi i lavori che testimoniano l&rsquo;acquisizione di&nbsp; un rigore scientifico&nbsp; che ci far&agrave; considerare con maggiore seriet&agrave; in un prossimo futuro.<span id="more-118"></span><br />
<strong>2.&nbsp;&nbsp; &nbsp;Chi sono i ricercatori (la loro qualifica, le loro competenze&hellip;)?</strong><br />In Europa i pochi ricercatori sono disseminati in diverse organizzazioni (facolt&agrave; universitarie, istituti&hellip;).<br />&Egrave; chiaro che la ricerca in Osteopatia &egrave; agli inizi ed ha scarse risorse di uomini e di mezzi, in infrastrutture e sussidi. L&rsquo;ufficializzazione della professione rimedier&agrave; senza dubbio a questo stato di cose. Di conseguenza la maggior parte di quelli che fanno ricerca, non lo fanno a tempo. Ma, a loro maggior merito, possiamo affermare senza timore di essere smentiti, che non &egrave; un piccolo impegno impegnarsi in professioni diverse. Tuttavia non bisogna indulgere in dilettantismi: non si entra nell&rsquo;universit&agrave; senza garanzie di seriet&agrave;. E ci si ritrova per di pi&ugrave; &ndash; e con grande vantaggio &ndash; tra&nbsp; persone estremamente competenti.</p>
<p><strong>3.&nbsp;&nbsp; &nbsp;Quali sono gli obiettivi della ricerca in Osteopatia?</strong><br />&Egrave; tempo che la nostra professione, se vuole prendere il posto cui ha diritto tra le discipline mediche, integri la propria base filosofica con una scientifica.<br />Sappiamo, dopo 25 secoli, che non &egrave; possibile fondare un ragionamento scientifico esclusivamente su un approccio empirico od intuitivo.<br />I presocratici, gli eleati, Platone, Cartesio, Kant e tanti altri hanno fatto s&igrave; che la scienza si separasse progressivamente della filosofia. Ed &egrave; questa indipendenza&nbsp; della scienza e della sperimentazione scientifico&nbsp; rispetto ai &ldquo;presupposti filosofici&rdquo; che ha portato ai notevoli sviluppi scientifici, dal secolo dei &ldquo;lumi&rdquo; ai nostri giorni, e ha trasformato radicalmente la conoscenza in tutti campi ed in particolare in quello medico. Gli osteopati possono continuare a &ldquo;non volere conoscere&rdquo;?<br />Possono&nbsp; ancora continuare ad affidarsi esclusivamente alle loro mani?<br />Un osteopata moderno pu&ograve; ancora negare, come &egrave; ormai ampiamente dimostrato, che i nostri sensi non ci danno che una rappresentazione soggettiva della realt&agrave;?<br />Si tratta di riferirsi alla metodologia scientifica con pi&ugrave; umilt&agrave;, quindi con pi&ugrave; maturit&agrave;. <br />Dare delle basi scientifiche all&rsquo;osteopatia, significa affinare le conoscenze dei professionisti, ottimizzare la didattica, confutare gli settici, formare uno spirito critico negli studenti, sostenere la battaglia politica, rendere pi&ugrave; forte la medicina osteopatica, e consentirle l&rsquo;ingresso nelle universit&agrave; ed negli ambienti scientifici in generale.<br />Guardate la psicologia: ancora isolata mezzo secolo fa, &egrave; riconosciuta oggi dappertutto.<br />Ha trovato il suo posto nelle facolt&agrave;, nei tribunali, le aziende.<br />Come &egrave; successo?<br />Piaget scrive:&nbsp; &ldquo;Una scienza giovane per nascere e costituirsi come tale, dopo essersi distaccata, non senza conflitti, della filosofia, impiega in generale del tempo per scoprire le sue tendenze principali (&hellip;) se il discorso filosofico pu&ograve; accontentarsi&nbsp; della verosimiglianza dei postulati(&hellip;) l&rsquo;eredit&agrave;, non trascurabile che la psicologia ne ha tratto &egrave; diventata valida soltanto sottomessa&nbsp; a tale controlli (scientifici)&rdquo;. ( &ldquo;Epistemologia delle scienze dell&rsquo;uomo&rdquo; Piaget, Gallimard&nbsp; 1970). <br />Non tagliamo i rami dove siamo seduti: tutto quello che abbiamo sentito (ed imparato) non &egrave; falso, ma la mano ha i suoi limiti e non pu&ograve; insegnare tutto. &Egrave; di questo limite che bisogna tenere conto.<br />Cosa facciamo esattamente quando trattiamo i nostri pazienti?<br />Per&nbsp; quale meccanismo fisiologico (o altro) riusciamo a dare sollievo? <br />Quale &egrave; la parte di placebo? <br />Corrisponde al famoso 33% dimostrato in tutte le tecniche terapeutiche?</p>
<p><strong>4.&nbsp;&nbsp; &nbsp;Quali sono i mezzi tecnici e qual &egrave; la loro affidabilit&agrave; visto che le sperimentazioni si fanno su esseri viventi?</strong><br />Non dobbiamo confondere esperienza e sperimentazione: l&rsquo;esperienza &egrave; acquisita dalla pratica unita all&rsquo;osservazione. Nella sperimentazione &ldquo;mettiamo in gioco&rdquo; questa ipotesi che deriva dalla nostra esperienza. <br />Non solo gli osteopati sperimentano a proposito dell&rsquo;essere vivente: la medicina e le scienze umane lo fanno ugualmente. <br />I mezzi tecnici sono numerosi (la diagnostica per immagini&hellip;); la loro affidabilit&agrave; dipende dal valore&nbsp; degli sperimentatori, dal loro rigore, dalla loro metodologia, dal modo in cui sono utilizzate le tecniche e sui criteri statistici applicati, dalla loro obiettivit&agrave;&nbsp; nelle conclusioni. </p>
<p><strong>5.&nbsp;&nbsp; &nbsp;Quali sono le risorse economiche a disposizione?</strong><br />In generale scarse. Per quanto ci riguarda ci siamo finanziati da soli nelle nostre ricerche, arrivando a spendere somme considerevoli. Abbiamo comunque ottenuto un finanziamento pubblico relativamente cospicuo, anche se insufficiente per il nostro progetto &ldquo;Deltadyn&rdquo;: un programma capace di analizzare radiologicamente la mobilit&agrave; vertebrale.<br />Per questo bisogna avere un progetto coerente, bisogna lottare, superare ostacoli, trovare ascolto, persuadere&hellip;non &egrave; facile trovare fondi!</p>
<p><strong>6.&nbsp;&nbsp; &nbsp;Che difficolt&agrave; avete incontrato?</strong><br />Molti osteopati, o studenti in osteopatia, che vogliono fare ricerca &ndash; in Svizzera o altrove &ndash; si&nbsp; scontrano con dei rifiuti. <br />Bisogna convincere strutture universitarie o private, ed i rispettivi quadri medici, ad intraprendere una ricerca, &egrave; gi&agrave; questo non &egrave; semplice, visto che ci vuole tempo e solo il risultato ne dimostrer&agrave; l&rsquo;interesse.&nbsp; C&rsquo;&egrave; bisogno di coraggio, di perseveranza per andare a bussare alle porte, farsi ascoltare, ma il gioco vale la candela.<br />Ci auspichiamo che con il riconoscimento della professione, troveremo pi&ugrave; ascolto e pi&ugrave; porte aperte.<br />Per quel che ci riguarda &ndash; essendo ufficialmente collaboratori scientifici di una Facolt&agrave; universitaria &ndash; abbiamo&nbsp; avuto meno problemi ad accedere, nei limiti del possibile, a queste risorse.<br />&Egrave; solo cos&igrave;, perseguendo progetti seri, che l&rsquo;osteopatia sar&agrave; conosciuta e riconosciuta.</p>
<p><strong>7.&nbsp;&nbsp; &nbsp;Quali sono le ultime ricerche importanti in osteopatia?</strong><br />Nel nostro programma di ricerca in osteopatia viscerale siamo arrivati &ndash; attraverso l&rsquo;elaborazione di immagini radio ed ecografiche &ndash; ad ottenere un certo numero di risultanze statisticamente significative:<br />a.&nbsp;&nbsp; &nbsp;Le dinamiche viscerali sono ripetitive e sembrano organizzate: ogni viscere ha la sua propria dinamica comandata dalla respirazione.<br />b.&nbsp;&nbsp; &nbsp;Durante queste dinamiche si evidenziano significativamente delle interrelazioni tra i diversi piani viscerali.<br />c.&nbsp;&nbsp; &nbsp;Queste dinamiche possono essere alterate.<br />d.&nbsp;&nbsp; &nbsp;Queste alterazioni sembrano significativamente correlate a dei disturbi viscerali funzionali.<br />e.&nbsp;&nbsp; &nbsp;Le alterazioni funzionali sembrano precedere nel tempo le alterazioni organiche.<br />f.&nbsp;&nbsp; &nbsp;Noi possiamo, attraverso delle manipolazioni addomino-viscerali adeguate, ridurre e normalizzare le alterazioni della dinamica dei visceri (come abbiamo dimostrato molte volte a lezione, tramite ecografie effettuate prima e dopo la normalizzazione).<br />D&rsquo;altronde disponiamo di un gran numero di studi effettuati da studiosi non osteopati che<br />ci hanno fatto conoscere sempre meglio la meccanica diaframmatica, di notevole complessit&agrave;, e le sue correlazioni in particolare con il mediastino, con il gioco delle pressioni addominali ed i suoi effetti sulla circolazione di ritorno.<br />Disponiamo ugualmente di numerosi lavori di studenti riguardo alla circolazione venosa sopra e sotto-diaframmatica; ed infine abbiamo pi&ugrave; conoscenze riguardo alla dinamica funzionale del piccolo bacino femminile, sulle interrelazioni tra diaframma toracico e pelvico mettendoci al passo, fatto non trascurabile, con l&rsquo;interesse crescente e le conclusioni di urologi e ginecologici per questo argomento.<br />In osteopatia craniale il concetto di onda di Traube-Hering-Mayer come &ldquo;pulsazione fondamentale del corpo in relazione al meccanismo respiratorio primario&rdquo; &egrave; stata evidenziata nel 19&deg; secolo.<br />&Egrave; ora di mettere in&nbsp; cantiere una serie di ricerche che ne confermino o meno la validit&agrave; e l&rsquo;interesse scientifico.<br />Un recente studio della NASA, sembrerebbe avere dimostrato in maniera affidabile &ndash; attraverso riscontri ecografici &ndash; le modificazioni del perimetro del cranio dopo l&rsquo;iniezione di una soluzione salina nei ventricoli laterali.<br />Ci potrebbe essere ancora la possibilit&agrave; di utilizzare un nuovo modello statistico (detto di Rasch, dal nome del matematico che lo ha messo a punto). Questo &egrave; un modello utilizzato nelle scienze umane che permette di analizzare obiettivamente dei fenomeni soggettivi.<br />In ogni caso non ci si deve impegnare in una ricerca con la volont&agrave; di dimostrare, ma pi&ugrave; semplicemente di mostrare, o almeno di avvicinarsi&hellip;<br />Non bisogna voler dimostrare a tutti i costi che l&rsquo;ipotesi &egrave; giusta, perche questo atteggiamento fa perdere l&rsquo;obiettivit&agrave; necessaria.<br />Grazie ad Internet oggi abbiamo la possibilit&agrave; di accedere ad una quantit&agrave; di ricerche effettuate da non osteopati, ma di grande interesse per noi.</p>
<p><strong>8.&nbsp;&nbsp; &nbsp;Le ricerche fatte in osteopatia sono considerate in campo medico?</strong><br />Se sono serie, se partono da ipotesi precise, se si basano su una corretta metodologia, se la sperimentazione &egrave; pertinente, se le trappole e gli errori sono riconosciuti ed evitati, se le conclusioni sono obiettive e non vanno oltre gli scopi della ricerca, non vediamo perch&eacute; no.<br />Il mondo medico &egrave; pronto ad ascoltare delle serie argomentazioni scientifiche, riconosce i nostri successi e sta aspettando delle spiegazioni coerenti.</p>
<p><strong>9.&nbsp;&nbsp; &nbsp;A che tipo di ricerca, in breve, state lavorando attualmente?</strong><br />Stiamo portando avanti diverse ricerche, presso il Politecnico di Mons, in Belgio.<br />Stiamo mettendo a punto diversi programmi che riconoscano e misurino, da un lato il movimento vertebrale, dall&rsquo;altra la dinamica dei visceri durante la respirazione.<br />Questi programmi potranno essere usati, alla fine, in un qualsiasi gabinetto di radiologia.<br />&Egrave; un lavoro lungo e complesso, che abbiamo intrapreso da diversi anni in collaborazione con degli ingegneri. Il lavoro &egrave; gi&agrave; in una fase avanzata, ma una volta a termine, sar&agrave; necessario ottenere l&rsquo;avallo della medicina ufficiale, prima di mettere qualcosa sul mercato.</p>
<p><strong>10.&nbsp;&nbsp; &nbsp;Altre cose da dire?</strong><br />Ci sono due tendenze altrettanto eccessive in osteopatia:<br />o di perdersi in elucubrazioni mistico/esoteriche, fino a diventare dei guru; o credere solo a quello che la scienza a dimostrato, per arrivare allo scienticismo.<br />Le due posizione sono ambedue criticabili, la prima per delle ragioni evidenti.<br />Per la seconda, lo scienticismo ha gi&agrave; dimostrato i suoi limitino Comte ed il positivismo.<br />&ldquo;Esiste qualcosa al di fuori della scienza&rdquo; ( Jacques Arsac &ldquo;La science et le sense de la vie&rdquo;, Fayard 1993.)<br />Questo &ldquo;al di fuori&rdquo; &egrave; evidentemente il territorio delle sperimentazioni e conoscenze future, accessibile ad una scienza a venire.<br />Quindi non &egrave; nei nostri propositi di rigettare tutto quello che non &egrave; dimostrabile in osteopatia.<br />Di volere buttar via tutta la somma di esperienze acquisite dai professionisti e messe ogni giorno al servizio dei pazienti. L&rsquo;osteopata ha come imperativo primario quello di dare sollievo ai suoi pazienti, ogni giorno in studio. Ma dovr&agrave; essere prudente e critico nell&rsquo;esporre la propria esperienza empirica&hellip;dovr&agrave; usare un vocabolario medico adeguato al 21&deg; secolo&hellip;dovr&agrave; usare i mezzi di comunicazione ed informazione per tenersi al corrente sulle ricerche.<br />Perch&eacute;, anche se abbiamo definitivamente dimostrato &ndash; da 20 anni &ndash; la dinamica di un fegato o di un rene o di un colon durante la respirazione, attraverso esame ecografici o radiologico, ricerche che si sono incrociate con alter di altri ricercatori, tradotte, pubblicate in cartaceo e sul web, sul nostro sito&hellip;ci sono ancora oggi osteopati che affermano e scrivono il contrario perch&egrave; &ldquo;lo sentono&rdquo;&hellip; Questo &egrave; oscurantismo acuto!<br />Noi, e lo abbiamo pi&ugrave; volte sottolineato, siamo sulla linea di Popper (le scienze sperimentali avanzano per congetture e confutazioni, non per induzioni e verifiche), senza alcun timore, aspettando altri studi seri e affidabili che vengano a sconfessare le nostre affermazioni.<br />Tutti gli studi scientifici si completano a vicenda per avvicinarsi il pi&ugrave; possibile ad una realt&agrave; che non ci &egrave; dato di cogliere nella&nbsp; sua complessit&agrave; e, nella maggior parte dei casi, bisogna accontentarsi della migliore rappresentazione possibile.<br />Per questa ragione il pi&ugrave; sofisticato degli studi, deve essere presentato con prudenza ed umilt&agrave;.</p>
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		<title>Intervista a Rachel Brooks</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Jun 2006 11:15:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[articoli divulgativi]]></category>
		<category><![CDATA[osteopatia viscerale]]></category>

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		<description><![CDATA[Intervista al Dr. Rachel Brooks fatta da Eddy Deforest in occasione di un seminario organizzato dalla Sutherland Cranial Teaching Foudation (Belgium) &#8211; 26 e 27 maggio 2006 a Mondorf Rachel Brooks tra Rollin Becker ed Ann Wayles Un p&#242; di storia E.D: Dr Brooks, quale &#232; stato il suo cammino nell&#8217;osteopatia? R.B: Sono M.D. (Medical [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://giornaleosteopatia.it/immagini/brooks1.jpg" alt="" hspace="8" width="100" height="100" align="left" />Intervista al Dr. Rachel Brooks fatta da Eddy Deforest in occasione di un seminario organizzato dalla Sutherland Cranial Teaching Foudation (Belgium) &#8211; 26 e 27 maggio 2006 a Mondorf<span id="more-90"></span><br />
<strong>Rachel Brooks tra Rollin Becker ed Ann Wayles<br /> Un p&ograve; di storia </strong> <br /> <strong>E.D:</strong> Dr Brooks, quale &egrave; stato il suo cammino nell&rsquo;osteopatia?<br /> <strong>R.B:</strong> Sono M.D. (Medical Doctor) e non D.O. ma ho avuto la fortuna di incontrare due grandi maestri: Rollin Becker ed Ann Wayles.<br /> <strong>E.D:</strong> Rollin Becker ed Ann Wayles erano differenti nel loro modo di lavorare? <br /> <strong>R.B</strong>: Un trattamento di R. Becker durava non pi&ugrave; di 20 minuti, un trattamento di A. Wayles non meno di un&rsquo;ora e mezza, due ore. Rollin poneva &quot;da qualche parte&quot; le sue mani in una presa globale, mentre Ann Wayles era molto precisa nella posizione di ogni dito. Il loro approccio del paziente era straordinario ma radicalmente differente. Ho cos&igrave; imparato che esistevano diversi modi di approcciare &ldquo;il meccanismo&rdquo; (espressione preferita di R. Becker&hellip;). <br /> <strong>E.D:</strong> Lei ha lavorato pi&ugrave; di 20 anni con Ann Wayles, conosce molto bene la sua storia, ci racconti&hellip; <br /> <strong>R.B:</strong> Ann &egrave; morta nell&#39;agosto 2005 a 101 anni ed era l&#39;ultima ad aver avuto contatti diretti col Dr. Sutherland. Studi&ograve; l&#39;osteopatia all&#39;inizio degli anni &lsquo;20 e partecip&ograve; al Faculty Group del Dr. Sutherland con Magoun, Becker, Lipincott. Questo gruppo diede nascita all&#39;accademia craniale ed al SCTF. Dopo la morte di Sutherland nel 1954, A. Wayles dedic&ograve; una grande parte del suo tempo ad approfondire ed a pubblicare il lavoro di Sutherland. <br /> <strong>E.D:</strong> Lei ha aiutato A. Wayles in questo lavoro&hellip; un aneddoto, la voce di Sutherland&hellip; <br /> <strong>R.B:</strong> Ann aveva delle registrazioni sonore dei corsi e delle conferenze date da Sutherland; la qualit&agrave; di registrazione era assurda&hellip; Per pi&ugrave; di 10 anni ho lavorato alla traduzione ed all&#39;interpretazione di questi nastri magnetici&hellip; La voce del Dr Sutherland non mi ha abbandonato per diversi anni, anche dopo la fine di questo lavoro&hellip; <br /> <strong>E.D:</strong> Come insegnava A. Wayles? <br /> <strong>R.B:</strong> Le qualit&agrave; di Ann erano numerose: la precisione nell&rsquo;insegnamento teorico e tecnico, la prudenza nell&rsquo;esposizione soprattutto per quel che riguardava le affermazioni del Dr Sutherland (quando non comprendeva ci&ograve; che Sutherland voleva dire, diceva che ciascuno doveva sforzarsi e provare di comprendere), il suo enorme senso pratico e la sua buona volont&agrave;, molta pazienza, eccellente osservatrice, eccellente conoscenza dell&rsquo;anatomia e della fisiologia, molta forza nel comportamento e nel modo di essere (approccio manuale energico, una grande strutturalista!). <br /> <strong>E.D:</strong> Vi ha appassionato&hellip; <br /> <strong>R.B:</strong> Mi ha insegnato il mio lavoro tecnicamente ma soprattutto umanamente e queste due cose non possono essere divise nella nostra professione. Anche se nei suoi ultimi anni aveva perso un poco di memoria, aveva mantenuto una presenza eccezionale&hellip; <br /> <strong>E.D:</strong> Sig.ra Brooks, la ringrazio per questa testimonianza, cos&igrave; come per questi due giorni di corso passati insieme. Spero di incontrarla di nuovo, il prossimo anno&hellip;per un&#39;altra parte di storia dell&rsquo;osteopatia. </p>
<p> <img src="http://giornaleosteopatia.it/immagini/brooks2.jpg" alt="" hspace="8" align="left" /></p>
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		<title>Intervista a Georges Finet</title>
		<link>http://www.giornaleosteopatia.it/2005/06/intervista-a-georges-finet/</link>
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		<pubDate>Wed, 08 Jun 2005 15:17:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[articoli tecnici]]></category>
		<category><![CDATA[osteopatia viscerale]]></category>

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		<description><![CDATA[INTERVISTA A GEORGES FINET DURANTE IL SUO SEMINARIO PRESSO L&#8217;E.O.P. D. A quanto pare il tuo lavoro con WILLIAME sulla dinamica dei visceri in rapporto ai movimenti del diaframma &#232; unico? R. Infatti &#232; un lavoro unico e originale. In certi articoli americani abbiamo per&#242; trovato dei dettagli sul ruolo del centro frenico che avevamo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://giornaleosteopatia.it/immagini/finet0.jpg" alt="" hspace="8" width="100" height="100" align="left" />INTERVISTA A GEORGES FINET DURANTE IL SUO SEMINARIO PRESSO L&rsquo;E.O.P. </p>
<p> <strong>D. A quanto pare il tuo lavoro con WILLIAME sulla dinamica dei visceri in rapporto ai movimenti del diaframma &egrave; unico?</strong><br />
<span id="more-12"></span><br />
R. Infatti &egrave; un lavoro unico e originale. In certi articoli americani abbiamo per&ograve; trovato dei dettagli sul ruolo del centro frenico che avevamo intuito. Oggi molti medici s&rsquo;interessano alle nostre sperimentazioni ma con degli scopi diversi dai nostri.
<p>&nbsp;</p>
<p><img src="http://giornaleosteopatia.it/immagini/finet1.jpg" alt="" hspace="8" align="left" />
<p><strong>D. Da quanto tempo lavorate a questa ricerca?</strong></p>
<p>R. Dal 1985!</p>
<p><strong>D. Avete avuto aiuti o sponsor, visti i mezzi tecnici importanti che avete utilizzato?</strong></p>
<p>R. Si e per fortuna! La facolt&agrave; politecnica di Mons (Belgio) ci ha aiutato per finanziare i &ldquo;logiciels&rdquo; (software). Poi abbiamo ricevuto, caso rarissimo per l&rsquo;osteopatia, una partecipazione dallo stato belga.</p>
<p><strong>D. In poche parole, quale sono le conclusioni che si possono trarre da una tale ricerca?</strong></p>
<p>R. 1) esiste una dinamica perfettamente organizzata a livello delle viscere dovuta alla spinta del diaframma. Questa organizzazione &egrave; ripetuta in ogni caso.<br /> 2) se esiste una disorganizzazione, questa origini disturbi funzionali e nel tempo una vi &egrave; possibilit&agrave; d&rsquo;evoluzione patologica organica.<br /> 3) Per noi, questa organizzazione pu&ograve; essere valutata e corretta con l&rsquo;osteopatia. I nostri libri hanno come scopo di sensibilizzare il mondo medico sulle nostre ricerche per sviluppare una prevenzione.</p>
<p><img src="http://giornaleosteopatia.it/immagini/finet2.jpg" alt="" align="left" /> <strong><br />Per saperne di pi&ugrave; <a href="http://www.deltadyn.be">www.deltadyn.be</a> </strong> </p>
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