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	<title>Il giornale dell'osteopatia &#187; osteopatia e societa</title>
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	<description>Il primo giornale online di osteopatia in Italia</description>
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		<title>Importante  riunione del ROI</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Feb 2009 15:44:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[osteopatia e societa]]></category>
		<category><![CDATA[politica e osteopatia]]></category>
		<category><![CDATA[associazione osteopati]]></category>
		<category><![CDATA[roi]]></category>

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		<description><![CDATA[Il nostro docente Lanfranco Calisti ha partecipato in qualità di rappresentante EOP, alla riunione della Commissione Didattica del ROI, tenutasi il 27 gennaio: Il fatto nuovo, molto importante per l’osteopatia tutta, è che il Ministero di Giustizia ha riconosciuto, con proprio decreto, il ROI come l’associazione specifica di riferimento per gli osteopati. Questo significa iniziare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il nostro docente Lanfranco Calisti ha partecipato in qualità di rappresentante EOP, alla riunione della Commissione Didattica del <strong>ROI</strong>, tenutasi il 27 gennaio:<br />
Il fatto nuovo, molto<strong> importante</strong> per l’<strong>osteopatia tutta</strong>, è che il Ministero di Giustizia ha riconosciuto, con proprio decreto, il<strong> ROI</strong> come l’associazione specifica di riferimento per gli osteopati. Questo significa iniziare a mettere ordine nel settore perché tra l’altro si parla di un contratto che le scuole dovranno sottoscrivere, da quest’anno, per aderire al Registro e che prevede dei requisiti base, in termini di ore e di materie, che le scuole dovranno rispettare.<span id="more-160"></span><br />
Il <strong>ROI</strong>, attraverso il collegio didattico,  redigerà i requisiti  tecnico-operativi ai quali attenersi, necessari per evitare l’esclusione dall’associazione.<br />
Sono state poi esaminate alcune controversie sorte per le scuole che accettano allievi con titoli insufficienti (masso-fisioterapisti biennali etc) e si è convenuto che a partire dalla data di quest’ultima riunione non dovranno essere più accettati nelle scuole del<strong> ROI</strong>.<br />
Questo a garanzia di maggiore serietà e tutela degli iscritti.</p>
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		<title>Il bisturi</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Feb 2007 10:01:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[articoli divulgativi]]></category>
		<category><![CDATA[osteopatia e societa]]></category>

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		<description><![CDATA[di Fabrizio Magnifica Il bisturi sta al chirurgo come lo scalpello al muratore&#8230; cos&#236; il thrust sta all&#8217;Osteopata&#8230; poco nobile e molto riduttivo, ma ritengo che l&#8217;identificazione della professione con la tecnica pi&#249; usata NON &#232; un segnale negativo ma piuttosto &#232; la giusta affermazione dell&#8217;avvenuta conoscenza della professione stessa&#8230; Non voglio essere in questo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>di Fabrizio Magnifica</em> <br />Il bisturi sta al chirurgo come lo scalpello al muratore&hellip; cos&igrave; il thrust sta all&rsquo;Osteopata&hellip; poco nobile e molto riduttivo, ma ritengo che l&rsquo;identificazione della professione con la tecnica pi&ugrave; usata NON &egrave; un segnale negativo ma piuttosto &egrave; la giusta affermazione dell&rsquo;avvenuta conoscenza della professione stessa&hellip; </p>
<p> <span id="more-116"></span><br />
Non voglio essere in questo momento lo scrocchiatore di turno, non voglio far sventolare la bandiera del thrust, non voglio elevare la manipolazione alla tecnica predominante della nostra professione, anzi continuamente nella mia testa frulla una delle tante massime di Alain&hellip;&rdquo;<em><strong> Le spiegazioni meccaniche riducono l&rsquo;uomo a una povera dimensione&#8230;</strong></em>&rdquo; ma, a mio avviso, non bisogna scordare quanto il thrust ci offre, quante soddisfazioni interne a noi ed esterne ai nostri pazienti ci regala ogni giorno, e penso che sta a noi, sta alle nostre scuole insegnare e far capire a tutte le persone , pazienti e non, la sensibilit&agrave; di questa manovra e la sua bellezza&hellip; sta a noi difenderlo&hellip; e allo stesso tempo sono sicuro che la coscienza delle persone cambier&agrave;, come sono sicuro che nessun paziente appena operato identifica la bravura del proprio chirurgo in base al taglio che si osserva sul proprio corpo. <br />Non mi sento di rimanere sulla tua stessa linea, mio caro Andrea, e ho la voglia e l&rsquo;esigenza di voler affermare la mia professione, in silenzio&hellip; senza troppo rumori&hellip; e quando domani mi ritrover&ograve; nuovamente nel mio studio a combattere contro l&rsquo;ignoranza e lo scetticismo, cercher&ograve; le energie adatte per poter rispondere sul campo&hellip; facendo vedere che il trust non &egrave; spezzare, e se dovr&ograve; ogni volta, ogni santo giorno illustrare a sempre pi&ugrave; persone quello che mi accingo a fare&hellip;. beh&hellip; anche quello sar&agrave; curare&hellip; magari non fisicamente ma a quel punto mentalmente questa nostra societ&agrave;. <br />Grazie&hellip;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Schiavi di uno &#8220;strumento&#8221;</title>
		<link>http://www.giornaleosteopatia.it/2007/01/schiavi-di-uno-strumento/</link>
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		<pubDate>Sat, 27 Jan 2007 09:57:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[articoli divulgativi]]></category>
		<category><![CDATA[osteopatia e societa]]></category>

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		<description><![CDATA[di Andrea Verso Per l&#8217;ennesima volta mi &#232; capitato di assistere al solito dibattito sull&#8217;opportunit&#224; o meno di una manipolazione, sulla pericolosit&#224; di una pratica definita irruente, invasiva e fonte di numerosi problemi. La domanda che mi pongo e che pongo a coloro che leggeranno il mio articolo &#232; questa: &#8220;&#232; giusto identificare una filosofia, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>di Andrea Verso</em> <br />Per l&rsquo;ennesima volta mi &egrave; capitato di assistere al solito dibattito sull&rsquo;opportunit&agrave; o meno di una manipolazione, sulla pericolosit&agrave; di una pratica definita irruente, invasiva e fonte di numerosi problemi. <br />La domanda che mi pongo e che pongo a coloro che leggeranno il mio articolo &egrave; questa: &ldquo;&egrave; giusto identificare una filosofia, una cultura, una pratica esclusivamente attraverso uno strumento?&rdquo;<br /><span id="more-114"></span><br />
Mi spiego, a mio avviso la manipolazione rappresenta solamente uno degli strumenti dell&rsquo;osteopata, un &ldquo;attrezzo&rdquo; che va usato quando serve.<br /> Concentrando l&rsquo;attenzione sulla manipolazione la si distoglie da tutto ci&ograve; che sta alla base della pratica osteopatica, dalla valutazione dell&rsquo;individuo, dalla conoscenza di tutte quelle relazioni che sono alla base della scelta di una tecnica osteopatica piuttosto che un&rsquo;altra.<br />Ridurre il lavoro dell&rsquo;osteopata alla semplice manipolazione, e di conseguenza accettare dibattiti che abbiano questa levatura, contribuisce solamente a sminuire il nostro operato, intrappolandoci e rendendoci schiavi di un semplice strumento. <br />Seguendo questa logica potremmo dire che i chirurghi sono degli scriteriati perch&eacute; usano il &ldquo;bisturi&rdquo; un arnese pericolosissimo perch&eacute; estremamente affilato in grado di procurare ferite gravissime! Negando allegramente le conoscenze e le esperienze che li rendono abili ad usare tali attrezzi.<br /> Paradossale no?</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il messaggio della osteopatia</title>
		<link>http://www.giornaleosteopatia.it/2006/12/il-messaggio-della-osteopatia/</link>
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		<pubDate>Mon, 18 Dec 2006 09:55:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[articoli divulgativi]]></category>
		<category><![CDATA[osteopatia e societa]]></category>

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		<description><![CDATA[di Dario Vitale&#8220;La vita &#232; movimento&#8221;, chi mastica un po&#8217; di osteopatia l&#8217;avr&#224; sentito dire o l&#8217;avr&#224; ripetuto, senza forse coglierne tutte le implicazioni. La vera felicit&#224; sta nello sviluppare pienamente le proprie potenzialit&#224;. L&#8217;essere umano &#232; fatto per muoversi e realizzarsi attraverso il movimento. Uno stile di vita &#8220;auto &#8211; TV &#8211; computer&#8221; toglie [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>di Dario Vitale</em><br />&ldquo;La vita &egrave; movimento&rdquo;, chi mastica un po&rsquo; di osteopatia l&rsquo;avr&agrave; sentito dire o l&rsquo;avr&agrave; ripetuto, senza forse coglierne tutte le implicazioni.<br /> La vera felicit&agrave; sta nello sviluppare pienamente le proprie potenzialit&agrave;.<br /> L&rsquo;essere umano &egrave; fatto per muoversi e realizzarsi attraverso il movimento.<br /> Uno stile di vita &ldquo;auto &ndash; TV &ndash; computer&rdquo; toglie all&rsquo;uomo la sua principale finalit&agrave;, costituendo uno dei presupposti dell&rsquo;infelicit&agrave; che permea la nostra societ&agrave;.<br />  <span id="more-112"></span><br />
Restituire all&rsquo;individuo la propria mobilit&agrave; &egrave; un atto non solo terapeutico, ma getta le basi per un diverso modo di pensare e di agire.<br /> La Psico-Neuro-Endocrino-Immunologia (PNEI) propone una visione &ldquo;sistemica&rdquo; del corpo, dove la vecchia concezione di un cervello &ndash; sede del pensiero e della coscienza &ndash; che comanda tutto il resto &egrave; stata definitivamente relegata nel museo della scienza.<br /> Nel &ldquo;nuovo corpo&rdquo; il cervello &egrave; solo una centralina &ndash; come quella dell&rsquo;auto &ndash; e non solo la mente, ma anche le emozioni si generano in ogni singola cellula e pervadono tutto il nostro essere. A riprova di ci&ograve;, la produzione di neuromediatori (molecole con cui comunica il sistema nervoso) ritenute esclusivo appannaggio dei neuroni, &egrave; stata riscontrata in molte altre popolazioni cellulari.<br /> Noi pensiamo con il nostro corpo, ci emozioniamo con il nostro corpo, siamo il nostro corpo.<br /> Il movimento &egrave; pensiero, &egrave; emozione, &egrave; vita!<br /> Sanare la frattura prodotta da Cartesio, la cui conseguenza pi&ugrave; drammatica &egrave; il materialismo che funesta la nostra epoca, riunire &ldquo;res cogitans&rdquo; e &ldquo;res extensa&rdquo; &egrave; la sfida che tutti dobbiamo affrontare sia a livello individuale che come societ&agrave;.<br /> L&rsquo;osteopatia pu&ograve; dare il suo contributo a patto che, oltre a &ldquo;levare&rdquo; il sintomo, nei nostri studi si cominci a parlare, attraverso il movimento, di qualit&agrave; della vita, di armonia, di felicit&agrave;. <br /> La felicit&agrave; &egrave; rivoluzionaria, e di una pacifica rivoluzione &ndash; che passi attraverso  un&rsquo;evoluzione spirituale dei singoli &ndash; la nostra societ&agrave; ha bisogno, se vogliamo una speranza per noi e per i nostri figli.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>L’ importanza di un “bel gesto”</title>
		<link>http://www.giornaleosteopatia.it/2006/09/l%e2%80%99-importanza-di-un-%e2%80%9cbel-gesto%e2%80%9d/</link>
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		<pubDate>Thu, 21 Sep 2006 11:24:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[articoli divulgativi]]></category>
		<category><![CDATA[osteopatia e societa]]></category>

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		<description><![CDATA[di Dario Vitale Viviamo in una cultura dove la quantit&#224; conta pi&#249; della qualit&#224;, l&#8217;avere pi&#249; dell&#8217;essere, facciamo tante cose, approssimativamente, piuttosto che una alla perfezione. Questo porta alla perversione di bisogni primari quali l&#8217;amore (avere tante avventure ha pi&#249; valore che amare un&#8217;unica donna), la comunicazione (siamo &#8220;connessi&#8221; con tutto il pianeta e non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em> di Dario Vitale</em><br /> Viviamo in una cultura dove la quantit&agrave; conta pi&ugrave; della qualit&agrave;, l&rsquo;avere pi&ugrave; dell&rsquo;essere, facciamo tante cose, approssimativamente, piuttosto che una alla perfezione.<br /> Questo porta alla perversione di bisogni primari quali l&rsquo;amore (avere tante avventure ha pi&ugrave; valore che amare un&rsquo;unica donna), la comunicazione (siamo &ldquo;connessi&rdquo; con tutto il pianeta e non sappiamo pi&ugrave; parlare con chi ci &egrave; accanto), il movimento.<span id="more-100"></span><br />
Per quest&rsquo;ultima necessit&agrave; si arriva addirittura a un paradosso: mentre si inventano sempre pi&ugrave; cose per la comodit&agrave;, eliminando nel quotidiano ogni occasione di movimento, ci si va poi ad ammazzare di fatica nelle palestre o correndo.<br /> E cos&igrave; l&rsquo;uomo moderno o &egrave; un palestrato, chiuso nella sua corazza di muscoli, o &egrave; un sedentario, pi&ugrave; o meno avvolto in un involucro di adipe.<br /> I due tipi sembrerebbero agli antipodi, ma hanno un comune denominatore, una scarsissima qualit&agrave; di movimento.<br /> Per capire quello che intendo basta andare di mattina in un qualsiasi parco cittadino a guardare la gente che corre.<br /> Vedrete che lo sforzo che fa un culturista per muoversi dentro la sua armatura, a volte &egrave; maggiore di chi strascina dietro dei chili di troppo. Correre &egrave; scioltezza, libert&agrave;, armonia.<br /> E d&rsquo;altronde nei nostri studi ritroviamo ambedue le tipologie, ugualmente sofferenti. E allora?<br /> E allora quello che dico ai miei pazienti &ndash; che mi chiedono consiglio &ndash; &egrave; di trovarsi delle attivit&agrave; motorie dove la &ldquo;qualit&agrave;&rdquo; del gesto sia un po&rsquo; pi&ugrave; curata, che non nei vari step, spinning e via dicendo. (Anche se, nella maggior parte dei casi, ci sarebbe bisogno di ripartire dai &ldquo;fondamentali&rdquo;: stare in piedi, camminare, respirare&hellip;)<br /> Un bel gesto &egrave; economico per il nostro sistema muscolo-scheletrico ed evita incidenti e sofferenze. Cos&igrave; cerco di rendere un piccolo servizio alla persona che ho davanti, ed uno, ancora pi&ugrave; piccolo, alla nostra societ&agrave; dove parlare di qualit&agrave;, di armonia, di bellezza, sono oggi i veri discorsi politici.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Un&#8217;intervista tipo ai medici di base</title>
		<link>http://www.giornaleosteopatia.it/2006/03/unintervista-tipo-ai-medici-di-base/</link>
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		<pubDate>Fri, 10 Mar 2006 09:47:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[articoli divulgativi]]></category>
		<category><![CDATA[osteopatia e societa]]></category>

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		<description><![CDATA[di Eddy DeforestSono sempre un p&#242; sorpreso dal fatto che la maggior parte dei pazienti che si rivolgono ad un osteopata, non sanno veramente chi &#232; questo professionista e quali competenze ha. Arrivano attraverso un passa-parola tra parenti, vicini di casa, amici o, sempre pi&#249; di frequente mandati dal medico di famiglia&#8230; Ed &#232; proprio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>di Eddy Deforest</em><br />Sono sempre un p&ograve; sorpreso dal fatto che la maggior parte dei pazienti che si rivolgono ad un osteopata, non sanno veramente chi &egrave; questo professionista e quali competenze ha. <br />Arrivano attraverso un passa-parola tra parenti, vicini di casa, amici o, sempre pi&ugrave; di frequente mandati dal medico di famiglia&#8230;<span id="more-71"></span><br />
Ed &egrave; proprio il medico di famiglia la figura con cui l&#39;osteopata dovrebbe avere la maggiore collaborazione professionale e scientifica. <br />Spesso questo non si verifica per una carenza di informazioni, di cui sono responsabili non certo i medici di famiglia, ma gli osteopati stessi e le associazioni cui fanno capo. <br />Partendo da questo principio, ho voluto incontrare dei medici di famiglia ed attraverso un&#39; intervista, alcune semplici domande, cercare di capire se un dialogo osteopata &#8211; medico &egrave; possibile. <br />Le domande che ho rivolto loro sono poche e semplici:
<ol>
<li>Avete gi&agrave; sentito parlare di osteopatia? Da chi ed in che termini? </li>
<li>Sareste interessati ad avere maggiori informazioni sull&#39;osteopatia e sulle competenze degli osteopati?</li>
<li>Conoscete il cursus formativo dell&#39;osteopata? </li>
<li>Il vostro eventuale giudizio sull&#39;osteopatia. </li>
<li>Avreste fiducia in un osteopata e gli inviereste i vostri pazienti?</li>
<li>Accettereste che un osteopata lavori nel vostro studio?&nbsp;</li>
</ol>
<p>La maggior parte delle risposte che ho ricevuto, da un piccolo campione di medici di base, denotano non conoscenza della materia, curiosit&agrave;, ma comunque in generale prevale un atteggiamento di apertura. <br />Questo &egrave; un questionario tipo che potrebbe essere riproposto, ai medici di tutta Italia, da tutti quelli che lavorano in ambito osteopatico, per rendere pi&ugrave; significativi i risultati del sondaggio che ho svolto nel mio piccolo a livello artigianale. <br />Se arriveranno altri risultati, saranno pubblicati sul Giornale dell&rsquo;Osteopatia.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>conosci l&#8217;osteopatia?</title>
		<link>http://www.giornaleosteopatia.it/2005/07/conosci-losteopatia/</link>
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		<pubDate>Thu, 07 Jul 2005 09:11:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[articoli divulgativi]]></category>
		<category><![CDATA[osteopatia e societa]]></category>

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		<description><![CDATA[Conosci l&#8217;osteopatia? Indagine statistica di Ilio Iannone e Andrea Lo Stocco &#8211; E.O.P. Prima di spiegare agli utenti che cosa &#232; l&#8217;osteopatia, abbiamo voluto capire, attraverso un questionario, cosa le persone sanno realmente di questa disciplina. I risultati emersi possono servire a noi operatori per tracciare delle linee guida che ci permettano di divulgare in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Conosci l&rsquo;osteopatia?</strong><br />
Indagine statistica <em><br />di Ilio Iannone e Andrea Lo Stocco &#8211; E.O.P. </em></p>
<p>Prima di spiegare agli utenti che cosa &egrave; l&rsquo;osteopatia, abbiamo<br />
        voluto capire, attraverso un questionario, cosa le persone sanno realmente<br />
        di questa disciplina. I risultati emersi possono servire a noi operatori<br />
        per tracciare delle linee guida che ci permettano di divulgare in modo<br />
        pi&ugrave; specifico che cosa &egrave; e a che serve l&rsquo;osteopatia.</p>
<p><span id="more-57"></span></p>
<table width="100%" border="0">
<tr>
<td colspan="2">
<p>Il campione da noi intervistato era formato da 220 soggetti compresi<br />
        in una fascia di reddito medio, con una et&agrave; che varia tra i 18<br />
        e gli 89 anni.</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td> </td>
<td> </td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2">
<div align="center">CONOSCI L&#8217;OSTEOPATIA?</div>
</td>
</tr>
<tr>
<td><img width="250" height="150" border="0" src="immagini/ilio/graph1.gif" /></td>
<td>
<p>Ai SI abbiamo chiesto &ldquo;Che cosa &egrave; l&rsquo;osteopatia?&rdquo;:
      </p>
<p>&bull; Specializzazione ortopedia: 14,28%<br />
        &bull; Disciplina che usa terapie manuali a scopo terapeutico: 69,84%<br />
        &bull; Altro: 15,88% </p>
</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2">
<p>Dai dati emersi si pu&ograve; notare come pi&ugrave; della<br />
        met&agrave; delle persone intervistate dicono di conoscere l&rsquo;osteopatia.<br />
        Facendo un&rsquo;analisi dettagliata circa 1/3 di essi, pur dichiarando<br />
        di conoscerla non ha ben chiaro il significato e l&rsquo;obiettivo dell&rsquo;osteopatia.</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td> </td>
<td> </td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2">
<div align="center">TI SEI MAI RIVOLTO AD UN OSTEOPATA?</div>
</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2"> </td>
</tr>
<tr>
<td><img width="250" height="150" border="0" src="immagini/ilio/graph2.gif" /></td>
<td>
<p>Ai SI abbiamo chiesto</p>
<p>        Per quali problemi?:<br />
        &bull; Muscolo scheletrici: 100%<br />
        &bull; Viscerali: 0%<br />
        &bull; Neonatali o dell&rsquo;infanzia: 0%</p>
<p>        Con quali risultati?:<br />
        &bull; Scarsi: 11,76%<br />
        &bull; Mediocri: 11,76%<br />
        &bull; Sufficienti: 23,53%<br />
        &bull; Buoni: 52,95%</p>
<p>Tra gli intervistati, l&rsquo; 88,23% consiglierebbe ad altre persone<br />
        di rivolgersi ad un osteopata.</p>
<p>
        Il suo osteopata &egrave;:<br />
        &bull; Medico: 35,30%<br />
        &bull; Fisioterapista: 64,70%<br />
        &bull; Non so: 0%<br />
        &bull; Altro: 0%</p>
<p>
        Come considera l&rsquo;osteopatia?<br />
        &bull; Disciplina alternativa alla medicina classica: 11,76%<br />
        &bull; Disciplina complementare alla medicina classica: 70,59%<br />
        &bull; Non so: 17,65%</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td> </td>
<td> </td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2">
<p>Considerando che pi&ugrave; della met&agrave; degli intervistati<br />
      (57%) dice di conoscere l&rsquo;osteopatia, di questi solo il 27% si &egrave;<br />
      rivolto ad un osteopata. I problemi che spingono le persone a consultare<br />
      l&rsquo;osteopata sono esclusivamente di origine muscolo-scheletrica (di<br />
      questi quasi la totalit&agrave; sono problemi alla colonna vertebrale).<br />
      Quest&rsquo;ultimo dato ci deve far riflettere sul fatto che l&rsquo;osteopatia<br />
      viene considerata una disciplina che si occupa esclusivamente della colonna<br />
      vertebrale e vengono totalmente ignorate le competenze osteopatiche in campo<br />
      viscerale e cranio-sacrale.<br />
      La maggior parte delle persone si dichiara soddisfatta dei risultati ottenuti<br />
      con il trattamento osteopatico. Questo dato ci conforta visto che la totalit&agrave;<br />
      degli osteopati a cui gli intervistati si sono rivolti, sono laureati in<br />
      medicina o in fisioterapia.<br />
      E&rsquo; ben chiaro come l&rsquo;osteopatia sia considerata come una disciplina<br />
      complementare alla medicina classica e non appartenente alle cosiddette<br />
      &ldquo;medicine alternative&rdquo;.</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td> </td>
<td> </td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2">
<div align="center">CHI LE HA CONSIGLIATO DI RIVOLGERSI AD<br />
        UN OSTEOPATA?</div>
</td>
</tr>
<tr>
<td><img width="250" height="200" border="0" src="immagini/ilio/graph3.gif" /></td>
<td>
<p>Il paziente viene a conoscenza dell&rsquo;osteopatia grazie soprattutto<br />
      ai mezzi d&rsquo;informazione (TV, giornali, internet) e sotto suggerimento<br />
      del fisioterapista. Solo l&rsquo; 11% circa delle persone che si sono sottoposte<br />
      a trattamenti osteopatici sono stati indirizzati dai medici di base, che<br />
      rappresentano il punto di riferimento primario per chi ha problemi di salute.<br />
      Questo dato, a nostro avviso molto rilevante, deve spingerci a divulgare<br />
      l&rsquo;osteopatia non solo tra gli utenti, ma soprattutto verso la classe<br />
      medica. </p>
</td>
</tr>
<tr>
<td> </td>
<td> </td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2">
<p>Nella terza parte del questionario abbiamo analizzato i<br />
        dati forniti dagli intervistati che non si sono mai rivolti all&rsquo;osteopata<br />
        e quelli che affermano di non conoscere l&rsquo;osteopatia.</p>
<p align="center">SI E&#8217; MAI SOTTOPOSTO A TRATTAMENTI TERAPEUTICI</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td><img width="250" height="150" border="0" src="immagini/ilio/graph4.gif" /></td>
<td>
<p>Chi era il terapeuta? </p>
<p>&bull; Fisioterapista: 44,30%<br />
        &bull; Medico: 17,21%<br />
        &bull; Altro: 38,49% </p>
</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2">
<p>Di questo campione risulta che una parte considerevole si<br />
      &egrave; sottoposta o si sottopone a trattamenti terapeutici di vario genere,<br />
      non sempre effettuati da personale medico o paramedico.</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td> </td>
<td> </td>
</tr>
<tr>
<td> </td>
<td> </td>
</tr>
</table>
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