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	<title>Il giornale dell'osteopatia &#187; articoli divulgativi</title>
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	<description>Il primo giornale online di osteopatia in Italia</description>
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		<title>Importante  riunione del ROI</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Feb 2009 15:44:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[osteopatia e societa]]></category>
		<category><![CDATA[politica e osteopatia]]></category>
		<category><![CDATA[associazione osteopati]]></category>
		<category><![CDATA[roi]]></category>

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		<description><![CDATA[Il nostro docente Lanfranco Calisti ha partecipato in qualità di rappresentante EOP, alla riunione della Commissione Didattica del ROI, tenutasi il 27 gennaio: Il fatto nuovo, molto importante per l’osteopatia tutta, è che il Ministero di Giustizia ha riconosciuto, con proprio decreto, il ROI come l’associazione specifica di riferimento per gli osteopati. Questo significa iniziare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il nostro docente Lanfranco Calisti ha partecipato in qualità di rappresentante EOP, alla riunione della Commissione Didattica del <strong>ROI</strong>, tenutasi il 27 gennaio:<br />
Il fatto nuovo, molto<strong> importante</strong> per l’<strong>osteopatia tutta</strong>, è che il Ministero di Giustizia ha riconosciuto, con proprio decreto, il<strong> ROI</strong> come l’associazione specifica di riferimento per gli osteopati. Questo significa iniziare a mettere ordine nel settore perché tra l’altro si parla di un contratto che le scuole dovranno sottoscrivere, da quest’anno, per aderire al Registro e che prevede dei requisiti base, in termini di ore e di materie, che le scuole dovranno rispettare.<span id="more-160"></span><br />
Il <strong>ROI</strong>, attraverso il collegio didattico,  redigerà i requisiti  tecnico-operativi ai quali attenersi, necessari per evitare l’esclusione dall’associazione.<br />
Sono state poi esaminate alcune controversie sorte per le scuole che accettano allievi con titoli insufficienti (masso-fisioterapisti biennali etc) e si è convenuto che a partire dalla data di quest’ultima riunione non dovranno essere più accettati nelle scuole del<strong> ROI</strong>.<br />
Questo a garanzia di maggiore serietà e tutela degli iscritti.</p>
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		<title>osteopatia a 300 all&#8217;ora</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Jan 2009 16:03:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[articoli divulgativi]]></category>
		<category><![CDATA[osteopatia e sport]]></category>

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		<description><![CDATA[Walter Martinelli è un professionista decisamente moolto attivo&#8230; continua la lettura]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignnone" style="width: 430px"><img src="http://www.scuolaosteopatia.net/boubouni/wp-content/uploads/2008/12/valentinorossi.jpg" alt="...con Valentino Rossi" width="420" height="420" /><p class="wp-caption-text">...con Valentino Rossi</p></div>
<p>Walter Martinelli è un professionista  decisamente moolto attivo&#8230; <a href="http://www.scuolaosteopatia.net/2008/12/osteopatia-a-300-allora/">continua la lettura</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Quando l&#8217;osteopatia vince le coppe</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Dec 2008 11:05:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[articoli divulgativi]]></category>
		<category><![CDATA[osteopatia e sport]]></category>

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		<description><![CDATA[di Alessandro Moccia Maggio 2007 Shangai, gara coppa del mondo fioretto maschile. Gara tiratissima dove gli atleti azzurri stavano ben figurando. Un movimento improvviso, brusco ed ecco qua che uno dei nostri lancia un urlo, mi chiama mi dice: “non riesco più a girare il collo fammi qualcosa”. “Ok” gli dico “finisci l’assalto (che stava [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Alessandro Moccia<br />
Maggio 2007 Shangai, gara coppa del mondo fioretto maschile.</p>
<div class="wp-caption alignnone" style="width: 430px"><img src="http://www.scuolaosteopatia.net/boubouni/wp-content/uploads/2008/12/spadisti_moccia.jpg" alt="moccia con gli sciabolisti della nazionale" width="420" height="420" /><p class="wp-caption-text">con gli sciabolisti della nazionale</p></div>
<p>Gara tiratissima dove gli atleti azzurri stavano ben figurando. Un movimento improvviso, brusco ed ecco qua che uno dei nostri lancia un urlo, mi chiama mi dice: “non riesco più a girare il collo fammi qualcosa”. “Ok” gli dico “finisci l’assalto (che stava ampiamente vincendo) e poi vediamo cosa riusciamo a fare”.<br />
Battuto agevolmente l’avversario lo schermidore si apprestava ad affrontare la semifinale, viene da me preoccupato di non farcela, il dolore è troppo importante e il voltaren e l’efferalgan presi mezz’ora prima non hanno fatto effetto.<br />
Lo valuto e penso fra me e me “ok, qui c’è da manipolare c4-c5…proviamo” <a href="http://www.scuolaosteopatia.net/2008/12/quando-losteopatia-vince-le-coppe/" target="_blank">continua la lettura&#8230;</a></p>
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		<title>ergonomia e computer</title>
		<link>http://www.giornaleosteopatia.it/2008/11/ergonomia-e-computer/</link>
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		<pubDate>Thu, 27 Nov 2008 15:39:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[articoli divulgativi]]></category>
		<category><![CDATA[computer]]></category>
		<category><![CDATA[ergonomia]]></category>
		<category><![CDATA[postura]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[workstation]]></category>

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		<description><![CDATA[Ecco il secondo articolo sull&#8217;ergonomia. questa volta si tratta di suggerimenti sull&#8217;uso del computer. L&#8217;articolo originale inglese è nel sito della University of Texas la traduzione è di Rosanna Calvanese D.O. A questo indirizzo trovate invece un simpatico calcolatore che propone le quote per una perfetta seduta al computer in base alla vostra altezza: Accorgimenti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://giornaleosteopatia.it/immagini/workstation.gif" alt="" width="150" height="165" />Ecco il secondo articolo sull&#8217;ergonomia.<br />
questa volta si tratta di suggerimenti sull&#8217;uso del computer. L&#8217;articolo originale inglese è <a href="http://www.lib.utexas.edu/ergonomics/general.html" target="_blank">nel sito della University of Texas</a> la traduzione è di Rosanna Calvanese D.O.<br />
A <a href="http://www.ergotron.com/ErgotronAdvantage/ErgonomicsampWellness/WorkspacePlanner/tabid/305/language/it-IT/Default.aspx" target="_blank">questo indirizzo</a> trovate invece un simpatico calcolatore che propone le quote per una perfetta seduta al computer in base alla vostra altezza:<br />
<strong>Accorgimenti di ergonomia generale.</strong><br />
Le informazioni contenute non sono da ritenere consigli medici. Se si soffre di discopatie o altro, consultare un osteopata.  Tali informazioni sono da ritenere solo semplici suggerimenti per mantenere una corretta postura e posizione.  Fare ciò che pensiamo sia giusto per il nostro corpo e imparare ad ascoltarlo: se qualcosa ci crea disturbo, evitiamo di compiere quel gesto.<span id="more-150"></span><br />
Testa/ collo<br />
-	tenere la testa al centro delle spalle<br />
-	mantenere le spalle rilassate<br />
-	il monitor deve essere centrato davanti alla testa<br />
-	il monitor deve essere a distanza e altezza adeguata<br />
-	non piegare il collo da un lato o un altro<br />
Occhi<br />
Per evitare disturbi:<br />
-	chiudere gli occhi spesso  (ogni 5 secondi almeno)<br />
-	distogliere gli occhi ogni 20minuti e mantenere l’oggetto ad una distanza di 15 cm ca<br />
-	gli occhiali devono essere puliti e con lenti adeguate allo schermo</p>
<p>Monitor<br />
-    Distanza del monitor di 65-70 cm  (la lunghezza del proprio braccio)<br />
-	monitor adeguato all’utilizzatore<br />
-	né il monitor né la persona devono trovarsi di fronte ad una finestra<br />
-	il monitor deve essere ad un angolo adeguato dalla finestra o ben posizionato tra le luci piuttosto che troppo sotto ad esse<br />
-	gli occhi devono essere ad altezza del top del monitor o poco al di sotto di esso</p>
<p>Portadocumenti<br />
Se spesso necessitiamo di un documento diverso,  utilizzare dei raccoglitori e tenerli vicino al monitor, alla stessa altezza e distanza dagli occhi e dal monitor.</p>
<p>Mani e polsi<br />
-	mantenere le mani e polsi ritte e rilassate<br />
-	evitare di comprimere i polsi o metter qualcosa che li stringa<br />
-	lavorare in una posizione neutrale<br />
-	usare una buona lampada alogena se possibile<br />
-	quando muoviamo il mouse, usare tutto il braccio piuttosto che una sola parte</p>
<p>Tastiera<br />
-	bisogna essere in grado di lavorare confortevolmente,con i gomiti stretti ai fianchi<br />
-	gli avambracci devono essere stesi e a 90 gradi circa<br />
-	usare un poggia polso può risultare problematico e quindi evitare pressioni sotto ai polsi mentre si scrive<br />
-	non usare poggia-braccia mentre si scrive per non aumentare stress ai legamenti e tendini<br />
-	la tastiera deve rimanere in piano o lievemente rialzata<br />
-	Mouse</p>
<p>Mouse<br />
- 	posizionare e usare il mouse vicino a noi   (vicino alla tastiera)<br />
-	mantenere polsi rilassati ma ritti<br />
-	usare tutto il braccio per muoverlo</p>
<p>Schienale<br />
-	cercare di mantenere la naturale curva ad S della colonna (usare un apposito sostegno)<br />
-	sedere vicino alla scrivania con la schiena ben poggiata<br />
-	cambiare posizione spesso per evitare la stanchezza</p>
<p>Sedia<br />
Una sedia regolabile è indispensabile.  Possedere una sedia ergonomica è importante  per chi usa molto il computer. Ma cosa deve avere una sedia per essere ergonomica?<br />
-	avere 5 piedini<br />
-	altezza regolabile<br />
-	seduta profonda di 40-45 cm  (più profonda per persone più grosse, o più stretta per i magri<br />
-	l’utilizzatore deve sedere con la schiena ben poggiata, con i piedi ben poggiati a terra<br />
-	lo schienale deve essere arrotondato e una inclinazione delicata per prevenire problemi circolatori<br />
-	lo schienale deve supportare la zona lombare e deve essere regolabile, per mantenere la naturale s fisiologica della schiena.  Un naturale buonsenso ci farà mantenere  una buona postura e  le anche piegate ad un angolo di 90 gradi dalle gambe<br />
-	braccioli sono optional ma dovranno anche essi essere regolabili.  Se essi non ci permettono di stare vicini alla scrivania,  dovremo rimuoverli.  Non mantenere le braccia appoggiate mentre scriviamo</p>
<p>Piano di lavoro<br />
Cercare di averne uno libero da ingombri.  Tenere gli utensili maggiormente in uso vicini.  Il piano deve essere stabile in una stanza adeguata e pulita.  Deve essere grande quando una normale scrivania.  La corretta altezza  dipenderà da vari fattori, fra cui se si usa per scrivere su carta o su monitor.<br />
.</p>
<p>Alloggio per le gambe<br />
Lo spazio perle ginocchia deve consentire di cambiare posizione frequentemente, per ridurre problemi di stanchezza.  Lo spazio  dovrebbe essere di 75 cm di larghezza, 50 di profondità e 70 di altezza secondo i requisiti previsti per i disabili dal regolamento americano.  Se la postazione di lavoro la si condivide,  lo spazio per le gambe deve essere più grande del peso della coscia e del ginocchio di coliche usa il posto.  Per coloro che usano lo sgabello per le gambe,  lo spazio andrebbe calcolato sul posto direttamente.</p>
<p>Sgabello<br />
Deve essere usato I due diverse circostanze:  quando i piedi della persona non appoggiano sul pavimento, una volta seduti alla postazione di lavoro, oppure quando seduti con la schiena appoggiata, ne risente la circolazione delle gambe.  Nel secondo caso, lo sgabello avvicina le gambe alla schiena, aiutando la circolazione.</p>
<p>Esercizi durante le pause<br />
-	Relax per gli occhi:  guardare lo schermo a lungo, causa cambiamenti sul modo di focalizzare degli occhi, abituandovi a chiudere le palpebre meno spesso,  ed esponendo cosi gli occhi a secchezza.  Ogni 15-20 min.  bisogna guardare altrove,  e fissare un oggetto ad almeno 60 cm  di distanza.  Chiudere gli occhi per alcuni secondi:  ciò aiuta il ricambio lacrimale e  libera gli occhi dalla polvere.<br />
-	Mini pause:  scrivendo spesso ci si interrompe,e quando ciò avviene riposiamo le mani, e allunghiamo dorso e braccia.   Fare un mini strecht, alzandoci,muovendoci, facendo un’altra cosa, come telefonare.  Ciò, seppure non rappresenta una vera pausa, permette di interrompere l’uso solo di alcuni muscoli.<br />
-	Relax:  ogni 30 60 min.  fare una vera pausa, durante la quale muoversi e distrarsi.  Bere qualcosa,  e risposare le zone del corpo più stanche.<br />
Ecco alcuni esercizi per diminuire lo stress e aumentare il relax:<br />
-	Chiudere prima e aprire poi le dita della mano, aiutandosi con l’altra.<br />
-	Allungando le braccia davanti a noi, alzare e abbassare la mano come per salutare, ma lentamente.  Poi ruotare le mani 10 volte con il palmo aperto, come per avvicinare qualcosa da fuori in dentro, per alcuni secondi e ripetere.<br />
Per la schiena braccia e spalle:<br />
-	mentre si è seduti,  allungare braccia e spalle,  come se si volesse raggiungere qualcosa in alto.  Mantenere le braccia sopra la testa,  muovendo le dita di ambo le mani.  Inclinare poi il dorso da un lato e dall’altro.<br />
-	Mentre si è seduti, diminuire le tensioni del collo e delle spalle facendo ruotare la testa lentamente da un lato all’altro, o inclinandola davanti e dietro il più possibile.<br />
<strong></strong></p>
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		<title>ergonomia e salute</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Nov 2008 12:07:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[articoli divulgativi]]></category>
		<category><![CDATA[ergonomia]]></category>
		<category><![CDATA[poltrone da ufficio]]></category>
		<category><![CDATA[postura]]></category>

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		<description><![CDATA[La sedentarietà è uno dei problemi principali per la salute della nostra schiena e quindi per la nostra salute in generale. L&#8217;uomo non è stato &#8220;progettato&#8221; per rimane seduto otto ore in ufficio, poi in macchina, poi in salotto davanti alla TV. Il primo consiglio è quello di stare seduti il meno possibile ma per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://giornaleosteopatia.it/immagini/pensatore.jpg" alt="" width="147" height="200" />La sedentarietà è uno dei problemi principali per la salute della nostra schiena e quindi per la nostra salute in generale.<br />
L&#8217;uomo non è stato &#8220;progettato&#8221; per rimane seduto otto ore in ufficio, poi in macchina, poi in salotto davanti alla TV.<br />
Il primo consiglio è quello di stare seduti il meno possibile ma per quelli che proprio non possono farne a meno pubblichiamo una serie di articoli sull&#8217;ergonomia per ridurre al minimo i danni derivanti da unaerrata postura.<br />
Il primo riguarda <strong>l&#8217;importanza della poltrona da ufficio</strong>.<br />
(la traduzione è a cura di Rosanna Calvanese D.O.)<span id="more-144"></span></p>
<p>Nella posizione seduta assunta quotidianamente in ufficio, la sedia utilizzata assume un’importanza rilevante. Durante queste ore, la sedia diventa importante per ridurre e prevenire sofferenze delle spalle, del collo e della schiena.  Le sedie ergonomiche, sebbene abbiano un costo superiore alle normali sedie,  risultano essere un buon investimento, aumentando la produttività degli impiegati e prevenendone  alcune sofferenze. Quando si sceglie una sedia ergonomia, si devono considerare diversi fattori: che vi sia la possibilità di modificarne l’altezza,  avere un appoggio per la zona lombare e le braccia, una posizione riposante,  una profondità adeguata e ampia e che sia girevole.</p>
<p>Ricordate che quando scegliete la vostra sedia, è impossibile trovarne una che sia ottimale per ogni persona.  Ciò che può risultare ottimale per una, può non esserlo per un’altra.  Prima di comprarla bisognerebbe provarla, e se ciò non fosse possibile quanto meno sarebbe necessario assicurarsi che la si possa restituire, nel caso ci fossero dei problemi.    Alla base della seduta ergonomica ci deve essere la certezza che l’altezza della seduta stessa,  consenta all’utilizzatore di stare ben stabile sul pavimento,    E’ del resto anche utile che vi sia un appoggio alla zona lombare,  ossia un supporto che accompagni la normale lordosi lombare.<br />
Alle sedie ergonomiche da ufficio,   si accompagnano numerose alternative ergonomiche.  A seconda della sedia, ognuno può trovare una nuova posizione:  sebbene all’inizio ci si debba abituare al suo uso,  risulta essere risolutiva per chi soffra di  problemi o dolori ala schiena.  Chi è obbligato a restar seduto più ore alla scrivania ,  trarrà  grandi benefici dal suo uso: mentre si sta seduti, ci si posiziona comodamente con la schiena e la testa,  raggiungendo una buona prevenzione contro i mal di schiena. I vantaggi si riscontreranno nel  tempo,  trovando un modo idoneo per rimanere a lungo seduti, e traendone solo confort  e vantaggi.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Riflessioni di Rollin Becker</title>
		<link>http://www.giornaleosteopatia.it/2008/07/riflessioni-di-rollin-becker/</link>
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		<pubDate>Sun, 20 Jul 2008 10:10:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[articoli divulgativi]]></category>
		<category><![CDATA[osteopatia craniosacrale]]></category>

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		<description><![CDATA[Riflessioni di Rollin Becker (anno 1978 e seg.) Le Tecniche osteopatiche di Equilibrio e di Scambio Reciproco si basano&#160; sull&#8217;utilizzazione diretta delle risorse fisiologiche del corpo del paziente, attraverso la presa di coscienza dell&#39;osteopata e le sue capacit&#224; di palpazione. &#160;Esse richiedono al praticante una&#160; base filosofica e metodologica e una conoscenza completa dei meccanismi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Riflessioni di Rollin Becker (anno 1978 e seg.)</p>
<p>Le Tecniche osteopatiche di Equilibrio e di Scambio Reciproco si basano&nbsp; sull&rsquo;utilizzazione diretta delle risorse fisiologiche del corpo del paziente, attraverso la presa di coscienza dell&#39;osteopata e le sue capacit&agrave; di palpazione. &nbsp;<br />Esse richiedono al praticante una&nbsp; base filosofica e metodologica e una conoscenza completa dei meccanismi anatomo-fisiologici. &nbsp;</p>
<p><span id="more-126"></span><br />
Tali tecniche tendono a valutare e poi a ristabilire lo stato di salute del paziente (salute:&nbsp; capacit&agrave; di funzionamento armonioso in&nbsp; tutti i sistemi del corpo), oltre a diagnosticare ed a trattare&nbsp; traumi e disfunzioni (traumi e disfunzioni: ridotte capacit&agrave; di&nbsp; funzionamento&nbsp; in un determinato sistema ). &nbsp;<br /> Fondamentalmente, il&nbsp; medico studia l&#39;anatomia, la fisiologia, la patologia e le scienze assimilate per poter valutare clinicamente lo stato di salute e per essere in grado di fare qualcosa per il suo paziente, sia diagnosticando traumi e malattie, sia trattandole attraverso la medicina, la chirurgia o gli altri strumenti del suo armamentario terapeutico.<br /> Le Tecniche di Equilibrio e di Scambio reciproco esigono dall&#39;osteopata di riuscire ad affondare ancora pi&ugrave; profondamente nella comprensione fisiologica del corpo del suo paziente;&nbsp; qui egli lavorer&agrave; tramite e con l&#39;intermediazione dei meccanismi anatomo- fisiologici del corpo esaminato e della &quot;forza&quot; che li anima:&nbsp; ci&ograve; costituir&agrave; l&#39;energia propulsiva in grado di fornirgli una giusta valutazione e di permettergli di restaurare lo stato di salute, di diagnosticare e di trattare tutti gli squilibri o i traumi esistenti. &nbsp;<br /> La vita &egrave; movimento nella relazione spazio-tempo, dalle manifestazioni spirituali le pi&ugrave; elevate ai pi&ugrave; semplici fenomeni fisici. &nbsp;<br /> La fisiologia del corpo &egrave; anch&#39;essa movimento nella relazione spazio-tempo:&nbsp; questo implica energie a tutti i livelli dell&#39; esistenza,&nbsp; ed uno scambio fra tutti i suoi elementi&nbsp; (spirituali, fisici, ambientali);&nbsp; essa include ogni struttura&nbsp; (ossa, tessuti molli, liquidi);&nbsp; inizia dalla fecondazione dell&#39;ovulo e prosegue fino al passaggio finale dell&#39;individuo in un altra sfera d&#39;azione. &nbsp;<br /> La fisiologia del corpo &egrave; dotata&nbsp; di potenza,&nbsp; di forza e di energia al fine di poter manifestare la vita (ossia il movimento nello spazio e nel tempo); tale potenza pu&ograve; essere &quot;letta e catturata&rdquo;, per essere utilizzata dal praticante per la sua diagnosi e per il suo programma di trattamento. &nbsp;<br /> Potenza e fisiologia costituiscono un&#39;unit&agrave; funzionale&nbsp; in ogni entit&agrave; individuale, e tutti i livelli di energia contenuti nei meccanismi viventi sono accessibili e utilizzabili. <br /> La&nbsp;&nbsp; &quot;potenza&quot;&nbsp;&nbsp; &#8211; afferma ancora Becker -&nbsp; &egrave; molto pi&ugrave; di un valore statico&nbsp;&nbsp; che rappresenta il potenziale&nbsp; di energia disponibile.&nbsp; La&nbsp; &quot;potenza&quot;&nbsp; &egrave; energia in azione, &egrave; un&#39;entit&agrave; di funzione&nbsp; che si muove lungo le regioni di equilibrio e di scambio ritmico di tutti i meccanismi. &nbsp;<br /> La&nbsp; &quot;potenza&quot;&nbsp; pu&ograve; essere descritta in numerosi modi. &nbsp;<br /> &nbsp;Essa &egrave; ad esempio lo spazio tra due note musicali che, in una determinata melodia, f&agrave; s&igrave; che ci siano delle note di qualit&agrave; e di tono differente;&nbsp; essa separa le diverse lunghezze d&#39;onda che manifestano le energie nei campi elettromagnetici;&nbsp; essa si situa tra i flussi e i riflussi delle masse oceaniche e di quelle di energia universale di questo sistema solare ed oltre; in chimica, essa interviene nei punti di scambio tra due reazioni. &nbsp;<br /> Ma la descrizione pi&ugrave; semplice di&nbsp; potenza&nbsp; &egrave; quella di leva e di punto d&#39;appoggio: la potenza nel punto di immobilit&agrave; che costituisce il punto d&#39;appoggio &egrave; la somma totale delle energie che si manifestano alle due estremit&agrave; della leva.<br /> Il punto d&#39;appoggio pu&ograve; essere spostato, ma rester&agrave; sempre funzionalmente immobile in rapporto alla leva, poich&eacute; esso &egrave; sede della potenza per i fenomeni di equilibrio e di scambio ritmici che si esercitano in questa stessa leva. <br /> Nel corpo troviamo dimostrati tutti questi esempi:&nbsp; le parole e il canto, l&#39;attivit&agrave; elettrica del sistema nervoso; la fluttuazione del liquido cefalo-rachideo; gli scambi chimici ormonali, gli enzimi e i liquidi; le leve del sistema scheletro-muscolare e tanti altri fattori, rilevabili nei vari meccanismi anatomo-fisiologici. <br /> Tutti sono clinicamente utilizzabili ma&nbsp; &egrave; compito del terapeuta di allenare le proprie capacit&agrave; tattili&nbsp; per lavorare attraverso il movimento, nella relazione spazio-tempo dei meccanismi del paziente,&nbsp; nel momento in cui questi stessi meccanismi sono alla ricerca&nbsp; dei propri punti di scambio d&#39;equilibrio e di ritmo, sia&nbsp; in stato di salute, sia&nbsp; in condizioni traumatiche o patologiche; contemporaneamente, il terapista svilupper&agrave; la conoscenza consapevole della potenza che si trova nei punti di scambio equilibrati e ritmici,&nbsp; pur lavorando con la fisiologia del corpo del malato. &nbsp;<br /> Questa analisi pu&ograve; apparire complessa;&nbsp; in realt&agrave; &egrave; semplice e bisogna mantenere tale semplicit&agrave;:&nbsp; la fisiologia del corpo del malato possiede le risorse necessarie per&nbsp; collaborare&nbsp; alla guarigione&nbsp; a tutti i livelli. Tocca al terapeuta di imparare a utilizzare tali risorse.&quot; </p>
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		<title>Un bambino difficile&#8230;</title>
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		<pubDate>Sat, 16 Feb 2008 10:07:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[articoli tecnici]]></category>
		<category><![CDATA[osteopatia craniosacrale]]></category>

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		<description><![CDATA[Intervista&#160; Rivista &#8220;PARENTS&#8221;&#160;&#160;&#160; Dicembre&#160; 2007Autorizzazione dell&#8217;autore &#8220;D.Ronsmans. D.O&#8221;&#160; (SBO Belgio) UN BAMBINO DIFFICILE, VERAMENTE DIFFICILISSIMO&#8230;..Alcune volte &#232; la conseguenza di un trauma frontale ! Con la collaborazione dell&#8217;Osteopata Daniel RONSMANS.D.O.(Membro dell&#8217;associazione Belga di Osteopatia Parents:&#160; Spesso si dice d&#8217;un bambino difficile che &#232; in sofferenza. Ha una spiegazione osteopatica? Daniel Rosmans: D.O: Ovviamente si, ma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Intervista&nbsp; Rivista &ldquo;PARENTS&rdquo;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Dicembre&nbsp; 2007<br />Autorizzazione dell&rsquo;autore &ldquo;D.Ronsmans. D.O&rdquo;&nbsp; (SBO Belgio)</p>
<p>UN BAMBINO DIFFICILE, VERAMENTE DIFFICILISSIMO&hellip;..<br />Alcune volte &egrave; la conseguenza di un trauma frontale !</p>
<p>Con la collaborazione dell&rsquo;Osteopata Daniel RONSMANS.D.O.(Membro dell&rsquo;associazione Belga di Osteopatia</p>
<p><strong>Parents</strong>:&nbsp; Spesso si dice d&rsquo;un bambino difficile che &egrave; in sofferenza. Ha una spiegazione osteopatica?</p>
<p><strong>Daniel Rosmans: D.O:</strong> Ovviamente si, ma soltanto per alcuni casi precisi dove anatomicamente e neurologicamente si pu&ograve; giustificare. Per essere corretti non bisogna generalizzare. Pu&ograve; provenire anche di un solido problema psicologico e relazionale.<span id="more-122"></span><br />
<strong>Parents</strong>: Quali sono le manifestazioni evidenti ?</p>
<p><strong>D:R:</strong> Il bambino si esprime con grida, comportamenti e lacrime. Va dall&rsquo;aggressivit&agrave;, con colpi o gesti distruttori, a collera smisurata e rigetto del suo ambiente. E&#39; il suo linguaggio per manifestare il suo disagio o il suo dolore. L&rsquo;adulto pu&ograve; ragionare e parlare per spiegarsi, invece il piccolo di 3 anni si giustificher&agrave; raramente.</p>
<p><strong>Parents</strong>: Per lei a cosa corrisponde l&rsquo;espressione &ldquo;&egrave; infernale&rdquo;?</p>
<p><strong>D.R</strong>: Tutto &egrave; nella relazione tra quello che percepisce il comportamento come difficile (il Padre, la Madre o la persona pi&ugrave; vicina)e il bambino che la manifesta. Un bambino INFERNALE pu&ograve; essere quello che provoca l&rsquo;inferno a casa o quello che subisce l&rsquo;inferno di casa! Spesso &egrave; un pu&ograve; dei due. Dunque non cercare un colpevole ma piuttosto capire il contesto della relazione. Se i genitori accettano l&rsquo;auto critica,&lt;Spesso il bambino difficile &egrave; in domande e reazioni comportamentale possono essere causate da una insicurezza affettiva. L&rsquo;arrivo di uno fratellino, la perdita di considerazione, il ritmo familiare eccessivo, il malessere della coppia e di conseguenza&nbsp; l&rsquo;assenza di piacere di essere insieme&hellip;. Tutto questo concorre isolemente o globalmente a perturbare la sicurezza che a tanto bisogno. Interessante sapere che un bambino &ldquo;neglig&egrave;&rdquo; va esteriorizzare spiacevolmente per farsi rimproverare. Per lui &egrave; meglio che essere confrontato all&rsquo;indifferenza.</p>
<p><strong>Parents</strong>: E molto oggettivo di citare questi avvenimenti familiari e tenerne conto psicologicamente ma hanno un impatto sull&rsquo;equilibrio osteopatico? e in questo caso, come fare la differenza tra una tensione di origine psicologica e un conseguenza traumatica? Bisognerei parlarne una prossima volta.<br />&nbsp;Ci pu&ograve; dare adesso il suo punto di vista lesionale, pi&ugrave; biomecanico.</p>
<p><strong>D:R</strong>: Per ricordare, il cranio &ndash; anche se ad alcuni dispiace &ndash; &egrave; una scatola molle dove tutte le giunzioni ossee chiamate &ldquo;suture&rdquo;sono innervate, lubrificate e vascolarizzate. Ogni pressione traumatica va generare, da compressione, una irritazione neurologica sottostante. Questo fenomeno pu&ograve; avvenire&nbsp; durante la gravidanza, durante il parto o in seguito a circostanze a volte inaspettate. Una manutenzione sbagliata, una caduta maldestra o un colpo dato da un&rsquo;altra persona&hellip;e si scatena delle manifestazioni dette &ldquo;funzionale&rdquo; saranno reversibile soltanto dopo una correzione osteopatia. </p>
<p><strong>Parents</strong>: Ha esempi anatomici&nbsp; precisi?</p>
<p><strong>D.R</strong>: Per citare i principali, abbiamo grandi ossa craniche come l&rsquo;occipite, i parietali, i temporali, i sfenoidi e il frontale che possono essere vittime di compressioni e sfondamenti. Sono dunque aree della corteccia (cervello) o certi nervi cranici o gangli neuro-vegetativi che saranno irritati. In tutti i casi, anche le circolazioni sanguini e linfatici saranno implicate. Non si pu&ograve; mai dissociare la circolazione, la neurologia e la meccanica. Sono i tre legami di cui parla gli osteopati e che non sono compresi da molti! E cosi che alcune cefalee possono essere in rapporto con l&rsquo;occipite, alcuni disturbi audio o squilibri con il temporale, diverse manifestazioni della vista con i sfenoidi, delle difficolt&agrave; di memorizzazione e di elocuzione con i parietali.<br />E intenzionalmente che separiamo l&rsquo;osso frontale, visto che &egrave; il tema che ci preoccupa.<br />Per informazione, 10 % della popolazione presenta un frontale in 2 parti. Semplicemente corrisponde a una mancanza di saldatura della zona embriologica. Tutti bambini hanno 2 frontali, che progressivamente vanno raggiungersi colmando la fontanella anteriore (bregmatica).</p>
<p><strong>Parents</strong>: Sarebbe dunque una zona-chiave, in lesione su i bambini difficili e per certi casi &ldquo;caratteriali&rdquo;?</p>
<p><strong>D.R</strong>: Si e no, non &egrave; sempre tanto semplice.<br />Invece sapendo che la corteccia &egrave; la zona di organizzazione e pianificazione dei comportamenti, un trauma locale bene preciso cambio radicalmente le reazioni dell&rsquo;individuo. Sar&agrave; dunque difficile per lui prendere le decisioni adeguati, di valutare le possibilit&agrave; e coordinare un trattamento! Questo &egrave; la neurologia&nbsp; pura e semplice non sono considerazioni osteopatiche&hellip;</p>
<p><strong>Parents</strong>: Si pu&ograve; descrivere un caso tipico!.</p>
<p><strong>D.R</strong>: un bambino che non vede una porta vetrata, che cade sulla sua fronte o riceve un pallone di calcio sulla sua testa pu&ograve; avere subito sfondamento del suo osso frontale e a corto o medio termine presentare dei sintomi di aggressivit&agrave; , di agitazione&nbsp; e di grande emotivit&agrave;.<br />Imperativo, se &egrave; il caso, di non fare domande sulla pace della coppia &hellip;.., ma indirizzarsi a un osteopatia competente! Alcune bambinaie o insegnante avvertono logicamente bozze o ematoma frontali e costatano di seguito cambiamenti radicali del comportamento (purtroppo in peggio). Certamente &egrave; la pi&ugrave; bella illustrazione&nbsp; di causa- effetto. Oggettivamente queste persone costatano un cambiamento di comportamento dopo il trattamento di correzione.</p>
<p><strong>Parents</strong>: E facile manipolare una zona frontale ?</p>
<p><strong>D.R</strong>: Per rassicurarla, non &egrave; doloroso per il paziente. <br />E una tecnica di liberazione da sollevamento , gli Americani la chiamano&nbsp; &ldquo;lift&rdquo;, ed &egrave; questo tramite un delicato modellaggio&nbsp; diminuisci&nbsp; la compressione della zona irritata. <br />L&rsquo;importante in seguito &egrave; di valutare le vicinanze, visto che come un puzzle, tutti i pezzi del cranio devono ritrovare il loro giusto posto e la loro malleabilit&agrave;. Provate un cappello o un casco tropo piccolo e soffrirete di sconforto o spiacevole dolori. Ricordatevi questo esempio, &egrave; abbastanza significativo. Il Dotore W.G. SUTHERLAND (il padre dell&rsquo;osteopatia cranica) aveva provato su se stesso una serie di modelli compressivi per valutare le reazioni fisiologiche ed autentificare il suo metodo terapeutico. Nelle Stati Uniti, recentemente &ldquo;l&rsquo;American Osteopatic Association (AOA)&rdquo;si &egrave; posizionato ufficialmente per convalidare e sostenere le ricerche&nbsp; della &ldquo;Cranial Academy&rdquo;. Si arriva cosi ad una valutazione scientifica oggettiva. Peccato per quelli che hanno preso delle posizione critiche medicalmente poco deontologiche.</p>
<p><strong>Parents</strong>: Quante sedute servono per risolvere questo tipo di problema ?</p>
<p><strong>D.R</strong>:&nbsp; Pu&ograve; essere spettacolare in una seduta ed essere consolidato eventualmente in due o tre trattamenti.<br />Dovete sapere che quando una zona &egrave; stata fragilizzata da un trauma pi&ugrave; o meno violente, rimane sempre una &ldquo;memoria tessutale&rdquo; dunque una fragilit&agrave;. Possiamo osservare delle recidive se avviene un nuovo fenomeno compressivo. E un pu&ograve; come la distorsione recidivante di caviglia, necessita&nbsp; alcune precauzione.</p>
<p><strong>Parents</strong>:&nbsp; Una volta evidenziato l&rsquo;oggetivita della diagnosi (l&rsquo;ambiente e il l&rsquo;individuo) &egrave; sempre facile la collaborazione terapeutica ?</p>
<p><strong>D.R</strong> : Gli Osteopatici sono sempre molto attenti ai problemi comportamentali e non&nbsp; sotto stimano mai i fenomeni lesionali meccanici. Loro sanno bene dove&nbsp; possono indirizzare il bambino che non la fa pi&ugrave;.<br />Alcuni Pediatri tradizionali hanno capito perfettamente&nbsp; la logica osteopatia e raccomandano ai genitori quest&rsquo;approccio complementario. E altrettanto valorizzante per il medico dare questo consiglio che avere prescritto un buono rimedio o medicina senza dimenticare&nbsp; la possibilit&agrave; di una via psicologica. <br />Interessante sapere che alcuni Psicologi , prima di &ldquo;psicolocizzare&rdquo; i disagi del bambino, descritti dai genitori, chiedono un bilancio osteopatico. Delle volte basta questo per fare ritrovare al bambino e alla sua famiglia un armonia in tempi brevi.<br />In fine conto, le parte interessate saranno sempre riconoscente e la loro fiducia sar&agrave; una grande soddisfazione professionale.</p>
<p><strong>Parents</strong>: Prossimo approccio specifico ?</p>
<p><strong>D.R</strong> : Si potr&agrave; parlare dei rigurgiti. Questo famoso riflusso gastro-esofagico che perdura spesso !</p>
<p>Per informazioni: www.osteopathie.be&nbsp;&nbsp; www.cranialacademy.org&nbsp; www.sctf-belgium.be <br />www.gnrpo.be&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </p>
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		<title>Il bisturi</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Feb 2007 10:01:04 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[di Fabrizio Magnifica Il bisturi sta al chirurgo come lo scalpello al muratore&#8230; cos&#236; il thrust sta all&#8217;Osteopata&#8230; poco nobile e molto riduttivo, ma ritengo che l&#8217;identificazione della professione con la tecnica pi&#249; usata NON &#232; un segnale negativo ma piuttosto &#232; la giusta affermazione dell&#8217;avvenuta conoscenza della professione stessa&#8230; Non voglio essere in questo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>di Fabrizio Magnifica</em> <br />Il bisturi sta al chirurgo come lo scalpello al muratore&hellip; cos&igrave; il thrust sta all&rsquo;Osteopata&hellip; poco nobile e molto riduttivo, ma ritengo che l&rsquo;identificazione della professione con la tecnica pi&ugrave; usata NON &egrave; un segnale negativo ma piuttosto &egrave; la giusta affermazione dell&rsquo;avvenuta conoscenza della professione stessa&hellip; </p>
<p> <span id="more-116"></span><br />
Non voglio essere in questo momento lo scrocchiatore di turno, non voglio far sventolare la bandiera del thrust, non voglio elevare la manipolazione alla tecnica predominante della nostra professione, anzi continuamente nella mia testa frulla una delle tante massime di Alain&hellip;&rdquo;<em><strong> Le spiegazioni meccaniche riducono l&rsquo;uomo a una povera dimensione&#8230;</strong></em>&rdquo; ma, a mio avviso, non bisogna scordare quanto il thrust ci offre, quante soddisfazioni interne a noi ed esterne ai nostri pazienti ci regala ogni giorno, e penso che sta a noi, sta alle nostre scuole insegnare e far capire a tutte le persone , pazienti e non, la sensibilit&agrave; di questa manovra e la sua bellezza&hellip; sta a noi difenderlo&hellip; e allo stesso tempo sono sicuro che la coscienza delle persone cambier&agrave;, come sono sicuro che nessun paziente appena operato identifica la bravura del proprio chirurgo in base al taglio che si osserva sul proprio corpo. <br />Non mi sento di rimanere sulla tua stessa linea, mio caro Andrea, e ho la voglia e l&rsquo;esigenza di voler affermare la mia professione, in silenzio&hellip; senza troppo rumori&hellip; e quando domani mi ritrover&ograve; nuovamente nel mio studio a combattere contro l&rsquo;ignoranza e lo scetticismo, cercher&ograve; le energie adatte per poter rispondere sul campo&hellip; facendo vedere che il trust non &egrave; spezzare, e se dovr&ograve; ogni volta, ogni santo giorno illustrare a sempre pi&ugrave; persone quello che mi accingo a fare&hellip;. beh&hellip; anche quello sar&agrave; curare&hellip; magari non fisicamente ma a quel punto mentalmente questa nostra societ&agrave;. <br />Grazie&hellip;</p>
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		<title>Schiavi di uno &#8220;strumento&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Jan 2007 09:57:36 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[osteopatia e societa]]></category>

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		<description><![CDATA[di Andrea Verso Per l&#8217;ennesima volta mi &#232; capitato di assistere al solito dibattito sull&#8217;opportunit&#224; o meno di una manipolazione, sulla pericolosit&#224; di una pratica definita irruente, invasiva e fonte di numerosi problemi. La domanda che mi pongo e che pongo a coloro che leggeranno il mio articolo &#232; questa: &#8220;&#232; giusto identificare una filosofia, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>di Andrea Verso</em> <br />Per l&rsquo;ennesima volta mi &egrave; capitato di assistere al solito dibattito sull&rsquo;opportunit&agrave; o meno di una manipolazione, sulla pericolosit&agrave; di una pratica definita irruente, invasiva e fonte di numerosi problemi. <br />La domanda che mi pongo e che pongo a coloro che leggeranno il mio articolo &egrave; questa: &ldquo;&egrave; giusto identificare una filosofia, una cultura, una pratica esclusivamente attraverso uno strumento?&rdquo;<br /><span id="more-114"></span><br />
Mi spiego, a mio avviso la manipolazione rappresenta solamente uno degli strumenti dell&rsquo;osteopata, un &ldquo;attrezzo&rdquo; che va usato quando serve.<br /> Concentrando l&rsquo;attenzione sulla manipolazione la si distoglie da tutto ci&ograve; che sta alla base della pratica osteopatica, dalla valutazione dell&rsquo;individuo, dalla conoscenza di tutte quelle relazioni che sono alla base della scelta di una tecnica osteopatica piuttosto che un&rsquo;altra.<br />Ridurre il lavoro dell&rsquo;osteopata alla semplice manipolazione, e di conseguenza accettare dibattiti che abbiano questa levatura, contribuisce solamente a sminuire il nostro operato, intrappolandoci e rendendoci schiavi di un semplice strumento. <br />Seguendo questa logica potremmo dire che i chirurghi sono degli scriteriati perch&eacute; usano il &ldquo;bisturi&rdquo; un arnese pericolosissimo perch&eacute; estremamente affilato in grado di procurare ferite gravissime! Negando allegramente le conoscenze e le esperienze che li rendono abili ad usare tali attrezzi.<br /> Paradossale no?</p>
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		<title>Il messaggio della osteopatia</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Dec 2006 09:55:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[osteopatia e societa]]></category>

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		<description><![CDATA[di Dario Vitale&#8220;La vita &#232; movimento&#8221;, chi mastica un po&#8217; di osteopatia l&#8217;avr&#224; sentito dire o l&#8217;avr&#224; ripetuto, senza forse coglierne tutte le implicazioni. La vera felicit&#224; sta nello sviluppare pienamente le proprie potenzialit&#224;. L&#8217;essere umano &#232; fatto per muoversi e realizzarsi attraverso il movimento. Uno stile di vita &#8220;auto &#8211; TV &#8211; computer&#8221; toglie [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>di Dario Vitale</em><br />&ldquo;La vita &egrave; movimento&rdquo;, chi mastica un po&rsquo; di osteopatia l&rsquo;avr&agrave; sentito dire o l&rsquo;avr&agrave; ripetuto, senza forse coglierne tutte le implicazioni.<br /> La vera felicit&agrave; sta nello sviluppare pienamente le proprie potenzialit&agrave;.<br /> L&rsquo;essere umano &egrave; fatto per muoversi e realizzarsi attraverso il movimento.<br /> Uno stile di vita &ldquo;auto &ndash; TV &ndash; computer&rdquo; toglie all&rsquo;uomo la sua principale finalit&agrave;, costituendo uno dei presupposti dell&rsquo;infelicit&agrave; che permea la nostra societ&agrave;.<br />  <span id="more-112"></span><br />
Restituire all&rsquo;individuo la propria mobilit&agrave; &egrave; un atto non solo terapeutico, ma getta le basi per un diverso modo di pensare e di agire.<br /> La Psico-Neuro-Endocrino-Immunologia (PNEI) propone una visione &ldquo;sistemica&rdquo; del corpo, dove la vecchia concezione di un cervello &ndash; sede del pensiero e della coscienza &ndash; che comanda tutto il resto &egrave; stata definitivamente relegata nel museo della scienza.<br /> Nel &ldquo;nuovo corpo&rdquo; il cervello &egrave; solo una centralina &ndash; come quella dell&rsquo;auto &ndash; e non solo la mente, ma anche le emozioni si generano in ogni singola cellula e pervadono tutto il nostro essere. A riprova di ci&ograve;, la produzione di neuromediatori (molecole con cui comunica il sistema nervoso) ritenute esclusivo appannaggio dei neuroni, &egrave; stata riscontrata in molte altre popolazioni cellulari.<br /> Noi pensiamo con il nostro corpo, ci emozioniamo con il nostro corpo, siamo il nostro corpo.<br /> Il movimento &egrave; pensiero, &egrave; emozione, &egrave; vita!<br /> Sanare la frattura prodotta da Cartesio, la cui conseguenza pi&ugrave; drammatica &egrave; il materialismo che funesta la nostra epoca, riunire &ldquo;res cogitans&rdquo; e &ldquo;res extensa&rdquo; &egrave; la sfida che tutti dobbiamo affrontare sia a livello individuale che come societ&agrave;.<br /> L&rsquo;osteopatia pu&ograve; dare il suo contributo a patto che, oltre a &ldquo;levare&rdquo; il sintomo, nei nostri studi si cominci a parlare, attraverso il movimento, di qualit&agrave; della vita, di armonia, di felicit&agrave;. <br /> La felicit&agrave; &egrave; rivoluzionaria, e di una pacifica rivoluzione &ndash; che passi attraverso  un&rsquo;evoluzione spirituale dei singoli &ndash; la nostra societ&agrave; ha bisogno, se vogliamo una speranza per noi e per i nostri figli.</p>
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