di Fabrizio Magnifica
Il bisturi sta al chirurgo come lo scalpello al muratore… così il thrust sta all’Osteopata… poco nobile e molto riduttivo, ma ritengo che l’identificazione della professione con la tecnica più usata NON è un segnale negativo ma piuttosto è la giusta affermazione dell’avvenuta conoscenza della professione stessa…
Non voglio essere in questo momento lo scrocchiatore di turno, non voglio far sventolare la bandiera del thrust, non voglio elevare la manipolazione alla tecnica predominante della nostra professione, anzi continuamente nella mia testa frulla una delle tante massime di Alain…” Le spiegazioni meccaniche riducono l’uomo a una povera dimensione…” ma, a mio avviso, non bisogna scordare quanto il thrust ci offre, quante soddisfazioni interne a noi ed esterne ai nostri pazienti ci regala ogni giorno, e penso che sta a noi, sta alle nostre scuole insegnare e far capire a tutte le persone , pazienti e non, la sensibilità di questa manovra e la sua bellezza… sta a noi difenderlo… e allo stesso tempo sono sicuro che la coscienza delle persone cambierà, come sono sicuro che nessun paziente appena operato identifica la bravura del proprio chirurgo in base al taglio che si osserva sul proprio corpo.
Non mi sento di rimanere sulla tua stessa linea, mio caro Andrea, e ho la voglia e l’esigenza di voler affermare la mia professione, in silenzio… senza troppo rumori… e quando domani mi ritroverò nuovamente nel mio studio a combattere contro l’ignoranza e lo scetticismo, cercherò le energie adatte per poter rispondere sul campo… facendo vedere che il trust non è spezzare, e se dovrò ogni volta, ogni santo giorno illustrare a sempre più persone quello che mi accingo a fare…. beh… anche quello sarà curare… magari non fisicamente ma a quel punto mentalmente questa nostra società.
Grazie…
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