Intervista al Dr. Rachel Brooks fatta da Eddy Deforest in occasione di un seminario organizzato dalla Sutherland Cranial Teaching Foudation (Belgium) – 26 e 27 maggio 2006 a Mondorf
Rachel Brooks tra Rollin Becker ed Ann Wayles
Un pò di storia
E.D: Dr Brooks, quale è stato il suo cammino nell’osteopatia?
R.B: Sono M.D. (Medical Doctor) e non D.O. ma ho avuto la fortuna di incontrare due grandi maestri: Rollin Becker ed Ann Wayles.
E.D: Rollin Becker ed Ann Wayles erano differenti nel loro modo di lavorare?
R.B: Un trattamento di R. Becker durava non più di 20 minuti, un trattamento di A. Wayles non meno di un’ora e mezza, due ore. Rollin poneva "da qualche parte" le sue mani in una presa globale, mentre Ann Wayles era molto precisa nella posizione di ogni dito. Il loro approccio del paziente era straordinario ma radicalmente differente. Ho così imparato che esistevano diversi modi di approcciare “il meccanismo” (espressione preferita di R. Becker…).
E.D: Lei ha lavorato più di 20 anni con Ann Wayles, conosce molto bene la sua storia, ci racconti…
R.B: Ann è morta nell'agosto 2005 a 101 anni ed era l'ultima ad aver avuto contatti diretti col Dr. Sutherland. Studiò l'osteopatia all'inizio degli anni ‘20 e partecipò al Faculty Group del Dr. Sutherland con Magoun, Becker, Lipincott. Questo gruppo diede nascita all'accademia craniale ed al SCTF. Dopo la morte di Sutherland nel 1954, A. Wayles dedicò una grande parte del suo tempo ad approfondire ed a pubblicare il lavoro di Sutherland.
E.D: Lei ha aiutato A. Wayles in questo lavoro… un aneddoto, la voce di Sutherland…
R.B: Ann aveva delle registrazioni sonore dei corsi e delle conferenze date da Sutherland; la qualità di registrazione era assurda… Per più di 10 anni ho lavorato alla traduzione ed all'interpretazione di questi nastri magnetici… La voce del Dr Sutherland non mi ha abbandonato per diversi anni, anche dopo la fine di questo lavoro…
E.D: Come insegnava A. Wayles?
R.B: Le qualità di Ann erano numerose: la precisione nell’insegnamento teorico e tecnico, la prudenza nell’esposizione soprattutto per quel che riguardava le affermazioni del Dr Sutherland (quando non comprendeva ciò che Sutherland voleva dire, diceva che ciascuno doveva sforzarsi e provare di comprendere), il suo enorme senso pratico e la sua buona volontà, molta pazienza, eccellente osservatrice, eccellente conoscenza dell’anatomia e della fisiologia, molta forza nel comportamento e nel modo di essere (approccio manuale energico, una grande strutturalista!).
E.D: Vi ha appassionato…
R.B: Mi ha insegnato il mio lavoro tecnicamente ma soprattutto umanamente e queste due cose non possono essere divise nella nostra professione. Anche se nei suoi ultimi anni aveva perso un poco di memoria, aveva mantenuto una presenza eccezionale…
E.D: Sig.ra Brooks, la ringrazio per questa testimonianza, così come per questi due giorni di corso passati insieme. Spero di incontrarla di nuovo, il prossimo anno…per un'altra parte di storia dell’osteopatia.
