Ofidio il serpente vanitoso

Favola in 3 puntate di Gianfranco Cristofari e Mauro Valeri
TERZA PUNTATA (Abbiamo iniziato la pubblicazione di questa favola quando l’orso Bernardo era ancora vivo. Approfittiamo della pubblicazione di questa ultima puntata per ricordarlo, come sempre, con molto affetto. La redazione)
“Sono l’orso Bernardo l’osteopata”. Ofidio si presentò salutando cordialmente.
Il serpente chiese all’orso “Che cos’è l’osteopatia?”
L’orso Bernardo invitò Ofidio il serpente ad accomodarsi. Ed il buon Ofidio interessato si mise seduto di fronte a Bernardo l’osteopata e ascoltò la spiegazione.
Devi sapere che ogni essere vertebrato di questa Terra deve essere considerato come un insieme di strutture, e tutte queste strutture sono al servizio delle funzioni che ci permettono di vivere.
Quando le ossa, i legamenti, gli organi, le fasce (membrane che avvolgono ogni compartimento del nostro corpo) che ci costituiscono sono normali tutto va bene, sia per loro stessi sia per la loro reciprocità con le strutture vicine; tutta la diagnosi osteopatica è quella di mettere in evidenza “l’ostacolo strutturale” che va a modificare la funzione.
La correzione si propone di normalizzare l’ambiente e di riportare il movimento fisiologico normale. “Ofidio! Lo scopo è il movimento!!” Disse Bernardo l’osteopata. “Ma io mi muovo” disse Ofidio, “ma non come dovresti!!” replicò Bernardo. “C’è una struttura deficitaria di movimento” continuò l’osteopata “che condiziona una potenzialità di irritazione a distanza dalla causa del dolore”. “Pensa che una vecchia saggia degli esseri umani diceva che, a parte nei traumi diretti, la causa non è mai dove si manifesta il dolore”.
“Ofidio la tua coda non è la causa del tuo dolore!!” disse l’osteopata. “AH NO!!” rispose sorpreso Ofidio. “La causa del tuo dolore è la parte che si muove di meno, è la parte poco mobile (ipomobilità) che dà un effetto a distanza di irritazione (ipermobilità), e quindi ecco il tuo dolore alla coda”. “Come se la tua coda volesse fare la funzione che non è attuata dalla parte bloccata, ma questo non è il suo compito, non è stata creata per vicariare la funzione della parte meno mobile e quindi … il dolore.”.
Ofidio era rimasto basito. “Il tuo blocco” proseguì Bernardo “proviene dal tubo che hai infilato all’inizio dell’estate ed è quello che blocca il tuo corpo (ipomobilità) facendo diventare la tua coda ipermobile (ipermobilità)”.
“L’osteopata non si vuole sovrapporre a nessuna figura professionale sanitaria; svolge in via autonoma o in collaborazione con altre figure professionali, l'intervento terapeutico manipolativo, atto a normalizzare le disfunzioni somatiche dell'apparato muscolo scheletrico, delle articolazioni, del sistema fasciale, dell'apparato viscerale e cranio-sacrale al fine di ripristinare globalmente l'equilibrio dell’individuo. Grazie alle sue manipolazioni cerca di rompere circoli viziosi eliminando le barriere strutturali dalle vie di comunicazione, liberando l’autoregolazione, l’autodifesa e l’autoguarigione del corpo” disse Bernardo. Dopo tutto questo discorso Ofidio osservò che il “prezioso tubo” non gli aveva dato altro che problemi. “Come posso tornare a strisciare come prima?” chiese il serpente.
Bernardo l’osteopata posizionò il suo nuovo paziente, e “CRACK!” liberò Ofidio dalla sua ipomobilità. Bernardo chiese ad Ofidio di strisciare per un po’ e poi gli chiese “Come va?”
“E’ FANTASTICO !! SONO FINALMENTE SENZA DOLORII!!” E dopo aver ringraziato di cuore l’orso, il serpente se ne andò tutto felice e contento.
Ofidio prese il bracciale e lo gettò con tutta la sua forza lontano lontano facendolo finire sul prato, lì, ancora una volta.
E l’orso Bernardo, mentre dall’uscio della sua tana-studio lo guardava strisciare libero verso l’orizzonte, gli gridò: “Ricorda! Il movimento è la vera gemma preziosa della nostra vita”.

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